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“Expédition Végétale”, una serra volante a Torino

Pubblicato il 16.5.2013 (aggiornato il 23.5.2013)

expedition vegetale

In occasione di Torino Incontra la Francia e in vista degli Smart City Days, Piazza Castello diventa teatro di un evento che ha dell’incredibile: "una serra volante, forse un’astronave, che viaggia per il mondo collezionando vegetali, atterrerà all’improvviso per svelare ai torinesi un incredibile segreto”, si legge nella newsletter sulla Attività Internazionali della Città di Torino. Nantes Capitale Europea del Verde 2013 porta in Europa la sua esperienza artigianale nel costruire macchine fantastiche.

L’Expédition Végétale è atterrata in piazza Castello il 16 maggio e si fermerà fino al 19. Dopo la prima tappa a Bruxelles, come nell’incipit di un racconto fantascientifico degno del grande Jules Verne, l’aeronave “Aéroflorale II” intenta nella sua “Expédition Végétale” è sbarcata infatti nel capoluogo piemontese, approdando poi ad Amburgo, prima di far ritorno a Nantes per dar conto di tutte le esperienze raccolte nel suo viaggio divulgativo-esplorativo.

E’ infatti dalla comunità urbana di Nantes Métropole, nominata Capitale Europea del Verde 2013, che la spedizione scientifico-teatrale è nata e partita, inserita nell’ambito di un più vasto programma di eventi per coinvolgere i propri cittadini e i partner europei nella promozione di una maggiore attenzione all’ambiente per il miglioramento generale della qualità della vita. Per Torino Il 2013 sarà l’anno dedicato ai cugini d’Oltralpe nella città della Mole, grazie all’accordo siglato dal Sindaco di Torino e dal Ministro francese Aurélie Filippetti.

Il Servizio Verde Gestione ha contribuito all’allestimento della Expédition végétale organizzata dalla compagnia francese La Machine, fornendo i materiali vegetali che saranno utilizzati durante l’evento.

Considerato che il tema cardine della manifestazione sarà la biodiversità vegetale che caratterizza il nostro ambiente torinese, verranno consegnati in Piazza Castello, sede dell’evento, circa 40 alberi d’alto fusto tra cui una collezione di meli, platani allevati nella caratteristica forma detta “a candelabro”, ciliegi,…; oltre 400 arbusti tra cui lavanda, cornus in varietà, photinia, mahonia,…; 250 piante tropicali, alcune delle quali note come piante d’appartamento come ad esempio i Ficus in varietà, oppure piante esemplari come banani e kentie di grandi dimensioni; 700 piante stagionali da fioritura estiva, rappresentative delle varietà che abitualmente vengono impiegate per l’allestimento delle aiuole fiorite cittadine; circa 100 piante orticole.

Inoltre, per rappresentare al meglio il tipico ambiente piemontese, sempre con uno sguardo volto alla biodiversità ma volendo offrire all’Expédition végétale una nota di curiosità, verrà realizzato un allestimento che riproduce un panorama tipicamente agricolo che in passato ha caratterizzato per molti secoli il panorama piemontese: si tratta dei vigneti maritati.

L’allevamento della vite maritata è una tecnica colturale antica, risalente all’epoca degli Etruschi, che consentiva di moltiplicare il raccolto “senza occupare spazio”. Le viti venivano infatti legate ad alberi disposti in filari consentendo così di sviluppare i loro rami lungo funi legate tra i vari alberi. Purtroppo questa forma di allevamento, che ha molto contribuito ad aumentare la biodiversità locale, è al giorno d’oggi molto rara da ritrovare nel paesaggio agricolo piemontese e merita quindi di essere menzionata. Non mancano documentazioni di vario genere, raffigurazioni grafiche piuttosto che testi letterari, che descrivono, in Piemonte, la vite maritata al gelso bianco (Morus alba), albero a sua volta coltivato poiché la sua vegetazione veniva impiegata come nutrizione per l’allevamento del baco da seta

Si tratta di una pagina di storia sicuramente da riscoprire e tutelare per poter trasmettere alle generazioni future un patrimonio di conoscenze preziose che rischia di andare perso. L’allestimento raffigurerà quindi filari di viti maritate a alberi di gelso, il tutto immerso in una distesa di prato fiorito.

Tutto il materiale vegetale che sarà messo a disposizione dell’evento è stato coltivato presso le strutture municipali (Vivaio Regio Parco e Serre dell’Istituto Bonafous di Chieri) grazie all’impiego del personale dipendente così come l’allestimento che, dalla progettazione alla realizzazione, sarà a cura dei tecnici e dei giardinieri del Servizio Verde Gestione.

Aéroflorale, l’imponente vascello dal fascino retrò (sormontato da palloni aerostatici), protagonista dello spettacolo, è un’installazione artistico-scientifica ideata e progettata dalla compagnia La Machine di Nantes: una vera e propria serra volante che viaggia per il mondo collezionando i vegetali più diversi, al fine di svelare agli abitanti delle città che l’accolgono l’incredibile patrimonio della biodiversità.

Per quattro giorni in mezzo a sbuffi di vapore, serpentine di rame e strani macchinari l’equipaggio dell’Expédition Végétale, composto da ingegneri, tecnici e specialisti sotto il comando del capitano François Delarozière, in tute da lavoro color caki, sciarpe e occhialoni da aviatore, farà esperimenti con le piante. Sarà coinvolto anche il pubblico, per esempio nella misurazione della conducibilità elettrica di rami e foglie o suonando musica con strumenti vegetali. Si parlerà di semi, di biocarburanti, di varietà vegetali locali, contestualizzando e geolocalizzando lo spettacolo con le peculiarità del luogo e con i temi più vicini agli spettatori, i quali avranno modo di osservarli con occhi nuovi e attraverso le lenti della fantasia e della scienza.

Gli artisti-scienziati si arrampicheranno su impalcature per poter raggiungere anche le parti meno accessibili della macchina volante, che vola e si muove alla velocità di un ciclomotore, riportandoci anche ad un rapporto con la natura e la lentezza diverso dal quotidiano. Non è un caso che lo spettacolo abbia visto la luce nella città che ha dato i natali, l’8 febbraio del 1828, allo scrittore Jules Verne. La compagnia di teatro da strada La Machine diretta da François Delarozière, è stata invece fondata nel 1999 dall’unione di artisti teatrali, tecnici e progettisti, che lavorano insieme per costruire oggetti e performance spettacolari ed atipiche. Le innumerevoli macchine create per i loro spettacoli mostrano quel che gli artigiani dell’Ile di Nantes sono capaci di fare: la manualità dei lavoratori dei cantieri navali più importanti di Francia riciclata e messa al servizio del teatro, coniugata con la visione di un futuro più sostenibile.

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