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Erba alta in alcuni parchi: perché?

Pubblicato il 11.7.2011 (aggiornato il 8.5.2012)

fienagione

La natura opera secondo i suoi ritmi, e pazienza, se qualche volta noi cittadini non siamo in grado di coglierne immediatamente il disegno.

Pazienza ci vuole, perché l’erba tagliata a maggio ricresca al punto da poterne ottenere fieno buono per foraggio o per usi agricoli, o perché le pecore pascolino ripulendo meticolose i prati dei parchi torinesi.

Devono pensarla così, alla Divisione Verde pubblico del Comune, che ha scelto, diversi anni orsono, di reintrodurre tecniche di manutenzione tipiche del mondo agricolo, come la fienagione e il pascolo, per i grandi parchi estensivi della Città (il Parco Colletta, Parco Confluenza, Parco Colonnetti, una parte del Parco Pellerina lungo via Pietro Cossa....).

Il pascolo è stato introdotto nell’aprile del 2007, e contempla ‘due passaggi’di pecore (uno in primavera e uno in autunno) che oltre alla valenza naturalistica indiscussa, sono un valido supporto per lo sfalcio dell’erba, per il contenimento delle malerbe e per la concimazione, il tutto a costi contenutissimi. Quest’autunno potremo goderci lo spettacolo bucolico delle pecore al pascolo nel Parco del Meisino, della Maddalena, e nel Parco Piemonte (a Mirafiori).

La fienagione, invece, si fa da più di dieci anni ed è ormai constatato che porta indubbi vantaggi: la crescita dell’erba sino alla sua fioritura favorisce le popolazioni d'insetti, permettendo la sopravvivenza di molti uccelli, la cui presenza nei nostri grandi parchi non è scontata per via del crescente inquinamento e dell’urbanizzazione incalzante. Inoltre, le aziende che svolgono la manutenzione di queste aree verdi sono proprietarie dell'erba sfalciata ed hanno l'obbligo di utilizzarla interamente ad uso agricolo - principalmente come foraggio ma anche come lettiera per il bestiame, letame, compost, ecc. Entro 5 giorni dallo sfalcio sono poi tenute ad effettuare il taglio dei rovi e delle altre piante infestanti, la rifilatura della vegetazione lungo i canali di scolo, le scarpate ed i fossi, la spollonatura di tutte le piante ad esclusione dei platani. La programmazione degli interventi (quattro all’anno, in genere a maggio, luglio, agosto e ottobre) segue un calendario stabilito, ma bisogna tener conto di variabili che non dipendono dalla burocrazia, come per esempio la pioggia: quest’anno l’erba è cresciuta più velocemente, proprio per le precipitazioni delle settimane scorse. Nei Parchi Confluenza e Colletta il prossimo intervento è previsto per metà luglio, ma non c’è da preoccuparsi per l’erba alta, perché la percorribilità dei viali pedonali viene comunque garantita.

Al Valentino, ai Giardini Reali, al Parco Ruffini, Millefonti, Di Vittorio, Vallette, e nella parte del Parco della Pellerina lungo Corso Appio Claudio si procede invece con una manutenzione tradizionale con sfalci ravvicinati. Il primo è stato effettuato a fine marzo, ma gli interventi si ripetono a cadenza quindicinale. Una delle nuove tecniche di sfalcio ecocompatibili si chiama mulching, e consiste nello sminuzzamento dell’erba tagliata con lame rotative particolari: l’erba non viene raccolta, ma ridistribuita sul prato, ed essendo sminuzzata si decompone più facilmente, contribuendo così alla concimazione del manto erboso. Ma per funzionare correttamente lo sfalcio mulching deve essere effettuato con erba asciutta e con frequenza ravvicinata.

A occuparsi della salvaguardia, della manutenzione, del recupero e dell’ampliamento del patrimonio dei complessivi 18.400.000 mq di aree verdi della nostra Città - che ne fanno di diritto la metropoli italiana con uno dei più alti standard urbanistici di superficie verde per abitante – ci sono 250 persone (tra amministrativi, tecnici, giardinieri e altri) che con il loro lavoro intendono far guadagnare a Torino anche un primato nel campo degli interventi ecocompatibili. La cosa non è sfuggita a Massimo Cirri e Filippo Solibello, che oltre ad essere i conosciuti conduttori della trasmissione ‘Caterpillar’ nel libro pubblicato da Chiarelettere Nostra eccellenza. L’Italia che reagisce, a pag. 45 ci hanno dedicato un capitolo intitolato Pascolare greggi a Torino. Sulla quarta di copertina gli autori spiegano: “Sono storie vere, né di destra né di sinistra. Non sembra Italia. E viene voglia di esultare, di fare la ola, di intonare cori, appendere striscioni e suonare sui tamburi. Perché c’è sempre l’intuizione di un uomo, di una donna, di un sindaco, di un imprenditore, di un prete, a dirci che l’Italia non è solo quella che raccontano i telegiornali".

(A cura dell'Ufficio Stampa della Giunta Comunale, pubblicato su Torino Click del 7 luglio 2011)

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