Città di Torino

Verde Pubblico


Comune > Ambiente e Verde >

Verde pubblico > 2011 > Altre news


L’area sperimentale di phytoremediation del Parco Dora diventa "Best practice" europea

Pubblicato il 24.11.2011 (aggiornato il 8.5.2012)

phytoremediation

Il 24 novembre 2011, a Cracovia, l’area di sperimentazione di phytoremediation del Parco Dora di Torino viene inserita tra le best practice del Programma europeo Interreg IV-C.

La città polacca è infatti sede di una “Fiera delle buone pratiche” che si focalizza sulla condivisione di esperienze identificate con progetti di cooperazione europea. Il programma ha finanziato finora 120 progetti e identificato circa un migliaio di best practice.

Brownfield è un termine tecnico inglese che sta per “aree industriali dismesse”, usato in riferimento al loro nuovo utilizzo attraverso la riqualificazione ambientale e paesaggistica. Una pratica che si è resa necessaria nel graduale recupero di enormi distese di territorio completamente inurbate che sono rimaste inutilizzate dopo la massiccia chiusura delle industrie pesanti, occupate da cattedrali industriali ormai inutili e inquinate.

Torino è una di queste città e nel corso degli ultimi 15 anni ha affrontato il problema con grande decisione, riqualificando vaste aree industriali, poi trasformate in aree residenziali e a parco.

La sua esperienza l’ha portata a far parte di una rete europea di città, centri di ricerca e università (B-Team) che si è costituita nel 2010 per affrontare, condividendo idee ed esperienze, la risoluzione dei considerevoli problemi che comporta la riqualificazione ambientale delle aree industriali.

L’esperimento di phytoremediation in corso a Parco Dora si sviluppa su una collina di terreno con metalli pesanti, proveniente dalla vicina ex area industriale riqualificata: su tale collina sono stati impiantati alberi e cespugli con la caratteristica di avere alta capacità di assorbimento, dal terreno alle foglie, dei metalli ivi contenuti; al termine della stagione vegetativa, tutto il materiale verde (foglie, rami ed erba) viene rimosso, incenerito e conferito come prodotto inquinante alle discariche controllate. Ne consegne che, ripetendo tale operazione per almeno dieci - quindici anni, il lento assorbimento delle piante riesce a bonificare il terreno. Una pratica innovativa applicata per la prima volta in Italia.

La cura del progetto è stata affidata al Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali (Di.Va.P.R.A.) – Chimica Agraria dell’Università di Torino il cui compito è di valutare la possibilità di applicazione e l’efficacia delle tecniche di fitorisanamento. Lo schema di convenzione con l’ateneo torinese prevede una sperimentazione di tre anni attraverso analisi in laboratorio, prove in serra e prove pilota in pieno campo. Viene verificata, sia in ambiente confinato (prove in serra) sia in pieno campo (parcelle sperimentali), la capacità fitoestraente delle colture da biomassa nei confronti dei metalli pesanti.

La rete B-Team del Programma Interreg IV-C è composta da: Belfast City Council (UK, capofila), Hajdú-Bihar County Council (HU), City of Oulu Technical Centre (FI), Sevilla Global, Urban Agency for Comprehensive Development of Seville City Council (ES), Municipality of Torino (IT), Municipality of Dresden, City Planning Office (DE), Vilnius City Municipal Government (LT), Municipality of Ruda Śląska (PL), Dublin City Council (IE), Central Mining Institut (PL), Agricultural Research and Education Centre Raumberg-Gumpenstein, AREC (AT), Leibniz Institute of Ecological and Regional Development (DE), Norwegian Institute for Agricultural and Environmental Research (NO), University of Torino (IT).

(A cura dell'Ufficio Stampa della Città di Torino)

Torna su



Torna indietro | Stampa questa pagina | Torna ad inizio pagina