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Comunicato stampa

-IL COMUNE PROPORRA’ AGLI ALTRI SOCI LA TRASFORMAZIONE DELL’AZIENDA IN SOCIETA’ CONSORTILE DI DIRITTO PUBBLICO

E’ stata approvata, questo pomeriggio, una delibera che vede come prima firmataria la consigliera Daniela Albano, con la quale il Consiglio Comunale di Torino intende superare l’attuale natura giuridica di Smat, Società commerciale per azioni, con una struttura di azienda consortile di diritto pubblico.

La stessa consigliera ha illustrato il provvedimento che ha come obiettivo trasformare l’azienda da “una società organizzata per il perseguimento della maggiore redditività possibile e modellata non già per privilegiare il coinvolgimento sistematico nelle scelte gestionali dei soci di minoranza, bensì per garantire la massimazione dei profitti” ad una “finalizzata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione senza fini di lucro del servizio idrico integrato nel territorio degli enti locali consorziati”.

L’azienda non potrà perseguire fini di lucro e dovrà garantire la partecipazione della popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati alle scelte relative a produzione, erogazione e gestione del servizio idrico integrato. Agli stessi dipendenti dovrà essere garantita la partecipazione alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro.

La delibera prevede che la trasformazione di Smat in società consortile di diritto pubblico sia proposta agli altri Comuni soci.
“Con questa delibera ribadiamo l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile e inalienabile”, ha sottolineato Daniela Albano.
“Finalmente, ha aggiunto, la Città di Torino si appresta a dare risposte ai quei cittadini che hanno votato a favore dell’acqua pubblica e finalmente riempie di contenuti l’art 80 del proprio Statuto che afferma che l’acqua deve restare pubblica”.
“Con questo provvedimento, ha concluso, togliamo l’azienda dal mercato, al riparo delle scalate delle multiutility”.
All’illustrazione della delibera è seguito il dibattito.

Stefano Lo Russo (Partito Democratico): E’ sbagliato il vostro punto di partenza che mira ad intestarsi il risultato del referendum sull’acqua pubblica. Negli anni scorsi furono adottati atti che resero impossibile la privatizzazione del servizio idrico. L’acqua è pubblica al 100% e può contare su un quorum deliberativo tra i soci che non consente la vendita di quote azionarie, come ha insegnato la vicenda sulla distribuzione degli utili. Se volete essere coerenti, mi aspetto che nell’assestamento di Bilancio non ci sia nemmeno un euro degli utili di Smat, utili per i quali, solo qualche mese fa, avevate votato a favore per l’inserimento dei dividendi nel bilancio comunale.

Osvaldo Napoli (Forza Italia) Volevo fare un piccolo appunto alla consigliera. I cittadini vi hanno votato anche per Corso Romania e Westinghouse, e come sulla Smat oggi andate in controtendenza. L’azienda è già pubblica, produce utili, è un’eccellenza e voi decidete di cambiare questo sistema facendola diventare un’azienda consortile. Da cosa nasce questa volontà di cambiamento? State facendo un grande errore. Mi auguro che l’Amministratore delegato da voi scelto lavori bene e che gli sia data la possibilità di poterlo fare.

Roberto Rosso (Direzione Italia) Voterò a favore di questa delibera perché sono contrario alla finanziarizzazione di servizi pubblici come l’acqua così come quei pochi che hanno le autostrade e incassano utili come se fosse un bancomat.
Spero, però, che nel prossimo bilancio non compaiano utili di Smat perché devono essere destinati a investimenti e che i consiglieri del Movimento5stelle portino avanti con coerenza questa delibera che modifica Smat da Spa a società consortile.

Enzo Lavolta (Partito Democratico): Ho preso sul serio le parole della consigliera Albano, ma ho smesso di credere a questo esecutivo quando ho chiesto qualche settimana fa di verificare una mozione approvata nel marzo 2017 con il medesimo contenuto di questa delibera, ed ho verificato che in questi 6 mesi non avete fatto nulla.
La delibera è una presa in giro: se ne aveste la volontà politica avreste utilizzato questi mesi per interloquire con gli altri Comuni e convincerli. L’acqua a Torino è pubblica ed è buona, la condivisione degli investimenti favorisce la qualità e la quantità dell’acqua erogata. Ed è anche giusta, perché è stato possibile aumentare la soglia Isee riducendo le tariffe, già tra le più basse in Italia, a migliaia di famiglie torinesi. Lo Statuto di Torino modificato all’articolo 80 sancisce la proprietà pubblica dell’acqua. L’assetto attuale scongiura la possibilità di scalate da parte di privati. La modifica dell’articolo 17 comma 2 dello statuto di Smat, proposta da noi, obbliga a maggioranze del 90% per modificare l’assetto societario. Non stupisce che oggi non ci sia la sindaca, sarebbe stata imbarazzata a votare questa delibera dopo aver chiesto, pochi mesi fa l’accesso al fondo straordinario di Smat.

Eleonora Artesio – Torino in Comune: voteremo a favore, pensiamo che nessuno possa sostenere che la trasformazione di Smat in società consortile sia una battaglia solo dei 5 stelle. La stessa Corte dei Conti nel 2010 chiariva che esiste un potenziale conflitto di interesse tra utenti interessati all’economicità dei servizi e azionisti interessati a incamerare utili. Inoltre non accetto di credere che la forma societaria sia garante di efficienza solo se è una Spa. Ci sono altre realtà in Italia e in Europa dove le aziende dell’acqua sono di diritto pubblico. Non capisco la preoccupazione che l’assemblea dei Comuni debba pronunciarsi sulla questione. Abbiamo sentito la volontà della maggioranza consiliare ma non della Giunta. Nel piano di rientro non si fa menzione al capitolo Smat, né nel senso di confortare con gli utili di Smat le sofferenze di bilancio della Città, né in senso opposto, come se si trattasse di una competenza del Consiglio comunale e non di una responsabilità in capo all’organo di governo.
Sarà mia cura chiedere conto dello stato di attuazione dello studio, da parte degli uffici, delle procedure necessarie.

Alberto Morano (Lista civica Morano) Mi chiedo quale sia il parere della Giunta su questo provvedimento, proposto dopo che una mozione analoga, votata sei mesi fa, non ha avuto alcuna conseguenza. Trasformare una società per azioni in società consortile non la rende più efficiente, come dimostra il caso napoletano. SMAT è un’eccellenza torinese, di proprietà pubblica, realizza utili che sostengono i suoi piani di sviluppo. Questa delibera vuole forse lavare la coscienza alla maggioranza, ma SMAT ha emesso un prestito obbligazionario da 185 milioni, il suo rimborso potrebbe comportare la rinuncia agli investimenti, M5S vuole forse affossare lo sviluppo di SMAT? E il Comune potrebbe essere chiamato a garantire fidejussioni. Oggi la maggioranza non spiega come affrontare i problemi concreti.

Francesco Tresso (Lista civica per Torino) SMAT è sostanzialmente una società pubblica, nella quale la Città ha un’ampia maggioranza. Questa delibera arriva al voto senza un’analisi concreta delle possibilità di trasformazione societaria e senza analisi finanziaria. SMAT ha un piano industriale che prevede 1,5 miliardi per realizzazioni importanti nelle vallate del Torinese e per il nuovo collettore di Torino, ha quindi un indebitamento strutturale, peraltro normale, che va gestito adeguatamente. Inoltre, occorrerebbe il coinvolgimento previo degli altri Comuni che partecipano SMAT. I Comuni si troverebbero in una situazione di maggiore vulnerabilità sulle eventuali esposizioni finanziarie di SMAT, dovendone rispondere in solido. In conclusione, spero che questa Amministrazione, dopo il voto della delibera odierna, coerentemente non metta in bilancio dal 2018 gli utili di SMAT.

Federico Mensio (M5S): Oggi gli utili di Smat finiscono nel titolo III delle entrate degli Enti locali: si tratta di entrate non vincolate. Siamo sicuri di come vengono usati ora tali utili dai Comuni soci? La delibera di oggi porta ad avere il 100% di capitale pubblico, con gli utili che verranno gestiti direttamente dalla società. Inoltre, il documento non si discosta di molto da quello proposto nel 2012 e rispecchia gli esiti del voto referendario.
Al termine degli interventi dei consiglieri la replica della Daniela Albano (M5S): Oggi diamo attuazione anche al secondo quesito del referendum del 2011, che prevedeva di eliminare la remunerazione del capitale investito nel sistema idrico integrato. Mantenere gli utili in azienda, inoltre, permetterà di agevolare le famiglie in difficoltà.
Infine l’assessore all’Ambiente, Alberto Unia: Alberto Unia, assessore: La posizione della Giunta è nota, comunicata anche dalla Sindaca nell'ultima riunione dei soci di Smat: la necessità, espressa anche da altri comuni in assemblea, di chiedere al Consiglio d'amministrazione di dare il via allo studio di fattibilità così da fornire a tutti i comuni soci le basi oggettive per consentire un'analisi chiara delle conseguenze del percorso di trasformazione. Un primo passo necessario nel rispetto della variegata compagine di Smat deputata a decidere. Nelle prossime assemblee si discuterà quindi dello studio che appena pronto sarà oggetto di dibattito anche in quest'aula.

Prima della votazione, hanno espresso dichiarazioni di voti i consiglieri Lo Russo (PD), Morano (Lista Civica Morano), Sganga e Lavolta.

La delibera ha ottenuto 26 voti a favore e 6 contrari.


Ufficio stampa Consiglio Comunale


Pubblicato il 9 Ottobre 2017

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