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Comunicato stampa

NUOVO REGOLAMENTO PER IL TRASPORTO DI PERSONE DISABILI MOTORIE O CIECHE

La Sala Rossa ha approvato con 21 voti favorevoli e 16 contrari la delibera di revisione del regolamento per il servizio di trasporto per i disabili non in grado di servirsi dei mezzi pubblici e le persone cieche, che ad oggi conta circa 1.900 utenti.
La delibera è stata presentata dall’assessore ai servizi sociali Elide Tisi e dall’assessore alla mobilità Claudio Lubatti. Con il nuovo regolamento il valore del “buono taxi”, 9 euro, prevede la compartecipazione da parte dell’utente calcolato sulle fasce ISE a partire da 2 euro per ISE non inferiore a 10.001 euro, fino a 7 euro per ISE superiore a 50.000 euro. Entro i 10.000 euro non è prevista compartecipazione.
Inoltre si fissa al prezzo del biglietto GTT per la tratta urbana, il costo per la corsa sui pulmini attrezzati della GTT. I percorsi extraurbani effettuati con questi mezzi invece avranno una tariffa suddivisa su due fasce: prima cintura, (comprendente l’ IRCC di Candiolo e l’ospedale San Luigi di Beinasco) e seconda cintura (compreso l’aeroporto di Caselle).
Un’ulteriore novità introdotta è l’incompatibilità tra riserva personale di sosta (posto auto riservato presso l’abitazione e il luogo di lavoro) e servizio di trasporto.
Un comitato consultivo espresso dalle associazioni di tutela, funzionari dei servizi sociali e della mobilità, sindacati, monitorerà il funzionamento del servizio e potrà fare proposte migliorative.
A seguito della mediazione con i rappresentanti delle associazioni di tutela delle persone con disabilità, il nuovo regolamento, che sarà seguito da una delibera applicativa di Giunta entro tre mesi, è da considerarsi in sperimentazione fino alla fine dell’esercizio finanziario 2013.
Lubatti presentando la delibera ha affermato che l’obbiettivo è eliminare nel breve periodo la lista di attesa di circa 1.600 persone, pur lasciando invariato l’impegno di spesa del 2011, pari a 2,3 milioni di euro.
La delibera è stata integrata in aula con emendamenti della Giunta, con un emendamento del Movimento 5 stelle che sollecita l’estensione del Bip (biglietto integrato Piemonte) a questo tipo di mobilità, e con l’accoglimento di proposte delle Circoscrizioni cittadine. A seguire sono state approvate anche una mozione di accompagnamento del Movimento 5 stelle ed una del Partito democratico, dei Moderati e del Movimento 5 stelle. La prima impegna l’Amministrazione a implementare servizi di infomobilità, telematici e di pagamento elettronico. La seconda sollecita accordi con le centrali cooperative dei taxisti, il miglioramento dei livelli di accessibilità del parco automezzi e un maggior impegno finanziario della Regione per promuovere il diritto alla mobilità.


Federica Scanderebech (FLI): Il servizio in questi anni è scivolato di mano e non è stato adeguatamente monitorato. Il mio voto alle modifiche del Regolamento sarà contrario, perché non si fa altro che vessare le fasce più deboli, facendo pagare chi prima usufruiva del servizio gratuitamente. Temo anche che la lista di 1.600 persone in attesa non verrà evasa. Era meglio studiare un nuovo Regolamento che permettesse di soddisfare tutte le richieste. Le associazioni intervenute in Commissione non erano contente. Certo, c’è da apprezzare che il servizio rimanga, ma se è a pagamento, che servizio è?

Silvio Magliano (PdL): Il diritto alla mobilità deve venire prima della condizione economica. Senza contare che quasi l’80% dei mezzi GTT sono accessibili ai disabili, ma non lo sono le tratte. Abbiamo proposto all’assessore una serie di emendamenti. In particolare, chiediamo che la scelta tra stallo per l’auto e buono taxi spetti all’utente. Vogliamo anche che non siano considerate extraurbane le tratte che portano agli ospedali San Luigi e di Candiolo. E, soprattutto, vorremmo abrogare gli indicatori Ise, perché si discrimina tra chi utilizza il buono taxi (a cui viene richiesto il reddito Ise) e chi usa il mezzo attrezzato (a cui non viene chiesto). Siamo disponibili invece ad aumentare la tariffa massima da 9 a 10 euro. Infine, vorremmo che venisse definita la durata della sperimentazione e che l’utente potesse scegliere da chi farsi trasportare. Vorremmo anche capire quando verrà esaurita la lista di attesa. Mi auguro un giorno una riforma in cui non si chieda al disabile quanto guadagna, perché le tasse le pagano anche loro.


Ferdinando Berthier (Torino libera): La sperimentazione fa comodo, così se non si arriva alla soluzione di un problema ci si può nascondere dietro la fase sperimentale.
Capisco che il problema sia complicato, ma sarebbe meglio istituire un gruppo di tecnici piuttosto che continuare con esperimenti.
Spero che le tempistiche per la soluzione del problema siano tempestive come annunciato dall’assessore Lubatti, vorrei però chiedere come viaggiano, in questo lasso di tempo, le persone aventi diritto ai buoni taxi: a proprie spese? avranno un rimborso?
Se lo stanziamento di fondi è lo stesso del 2011, come si può evadere la lista di attesa di 1600 persone? E come è possibile che il numero di persone in attesa sia invariato da due anni?
I tre mesi di attesa ipotizzati dall’assessore mi sembrano tanti per risolvere un problema che esisteva già.
Per quanto riguarda la scelta tra buoni taxi o stalli per l’auto, credo che non siano i cittadini a dover scegliere. Sicuramente la revisione degli stalli permetterà di rivedere anche la quantità dei buoni taxi.

Domenica Genisio (Partito democratico): Ringrazio l’assessore per l’emendamento che prevede la sperimentazione di 3 mesi per verificare se l’impianto può funzionare.
Non esistono “classifiche” di disabili perché tutti coloro che non sono autosufficienti per prendere i bus o i taxi sono persone con la stessa gravità.
La sperimentazione dà la possibilità di verifica. Mi sento di sollecitare l’attenzione di tutto il Consiglio, che vadano verso la non discriminazione delle persone disabili che devono usufruire, come tutti, di ogni possibilità.

Lucia Centillo (Partito Democratico): Grazie a chi ha lavorato per dar vita ad un percorso di riforma del servizio che deve mantenere lo spirito del diritto alla mobilità per chi non può accedere al servizio di trasporto pubblico collettivo.
Negli anni, il servizio ha avuto una crescita esponenziale, essendosi inserite fasce di utenti non riconducibili a persone assolutamente impedite all’accesso ai mezzi di trasporto, ma che attengono maggiormente alla sfera sanitaria. Per questo occorre chiedere alla Regione l’integrazione delle risorse.
Le associazioni hanno assicurato al lavoro un valore aggiunto. E’ necessario tenere in considerazione il clima costruttivo tra le associazioni e tra le associazioni e la Città.

Marco Grimaldi (SEL): Da questa discussione manca l’inquadramento generale su quanto subito dal welfare in generale, che ha visto, negli ultimi anni, 23 milioni di tagli, nel 2012, da parte della Regione, rispetto al 2009. Se non ci fossero stati i tagli, l’Amministrazione non avrebbe affrontato in modo prioritario la riorganizzazione del welfare.
Occorre poi affrontare il problema del parco mezzi Gtt molti dei quali non garantiscono l’accesso ai disabili. Il 20% delle linee non è accessibile e la stessa Gtt dovrebbe comunicare meglio, come abbiamo indicato nella mozione di accompagnamento, quali mezzi siano utilizzabili da persone con disabilità.
La vicenda degli “stalli” è complessa, non essendo così immediata, per un utente, l’alternativa tra l’utilizzo di mezzo autonomo (guidato da un familiare) o taxi. Occorrono inoltre nuovi patti con le cooperative di taxi perché il buono venga speso nel miglior modo possibile (tariffa a tratta) e che siano resi più efficienti i mezzi attrezzati collettivi.

Silvio Viale (Pd): Oggi stiamo affrontando un dibattito surreale, in un Consiglio comunale che è l’unico sul piano nazionale che discute un tema di questo genere: la mobilità per i disabili. E qualsiasi risultato porterà la delibera dovrà essere riconosciuto da parte di tutti i consiglieri e delle componenti politiche di quest’aula.

Vittorio Bertola (Cinque stelle): E’ una delibera che contestiamo per i suoi contenuti. I doveri della collettività verso i disabili mirano a garantire loro dei servizi e una vita accettabile. Viceversa si operano dei tagli indiscriminati anche per questi servizi, mentre si doveva operare sull’efficienza del servizio per creare dei risparmi di spesa.
Dopo l’estate bisognerà rimettere mano al tema della mobilità per i disabili, superando questo provvedimento e accogliendo le proposte costruttive delle associazioni dei diversamente abili.

Barbara Cervetti (Lega nord): Non siamo soddisfatti del lavoro portato avanti con l’assessore Lubatti. Ci è stato dato poco tempo per la preparazione e la presentazione degli emendamenti. Inoltre abbiamo rilevato una presa di posizione contro gli emendamenti della minoranza. Almeno su temi così importanti, speravamo di poter contare su una maggior apertura, cosa che invece non c’è stata.
I nostri emendamenti chiedevano la ridistribuzione delle fasce ISE, riteniamo che in quelle attuali (10-20 mila; 20-30 mila; 30-50 mila; oltre i 50 mila) il divario sia troppo elevato. Per questo abbiamo proposto l’inserimento di ulteriori classi di reddito, una suddivisione da 10 a 15 mila, da 15 a 20, da 20 a 25, e da 25 a 30, fissando inoltre il tetto a 30 mila e non a 50 mila come è attualmente.
La nostra proposta vedrebbe inalterata la fascia di reddito più debole, quella tra 0 e 10 mila euro: per questa fascia abbiamo proposto che il buono taxi non sia di 9 euro ma di 11.
Un’altra proposta da noi avanzata riguarda la scadenza dei buoni taxi: gli attuali tre mesi sono pochi, spesso per patologie o non necessità i buoni arrivano a scadenza, costituendo di fatto uno spreco. La nostra proposta introdurrebbe la possibilità di utilizzare i buoni fino ad esaurimento del carnet, senza scadenza temporale.
La Lega Nord ritiene che sia anche necessario l’inserimento di patologie cognitive e di danni alla memoria tra le categorie di disabilità, problemi legati alla confusione, allo smarrimento non sono meno invalidanti e implicano impossibilità di utilizzare i mezzi pubblici.
Speriamo che per le prossime delibere ci venga dato più tempo per poter lavorare meglio.

Al termine del dibattito l’assessore Lubatti ha voluto riprendere alcuni dei temi toccati considerati particolarmente stimolanti. Lubatti si è impegnato in particolare a lavorare sull’adozione di tecnologie in grado di segnalare i tempi di arrivo alla fermata di mezzi accessibili alle persone con disabilità e di riferire nei prossimi mesi sul raggiungimento di questo obbiettivo.
Alla Lega nord che aveva lamentato scarso dialogo nella fase di predisposizione della delibera l’assessore ha replicato di avere valutato con attenzione ogni proposta di emendamento. A tale proposito ha ringraziato i Consiglieri del Movimento 5 stelle Chiara Appendino e Vittorio Bertola per la proposta di adozione del Bip. A conclusione Lubatti ha ringraziato tutti i soggetti che hanno partecipato alla costruzione del provvedimento ed in particolare i presidenti delle commissioni consiliari e i rappresentanti delle persone con disabilità riuniti nel comitato interassociativo, considerati “la mossa vincente” per passare da un ascolto generico ad un fattivo scambio di idee.

Ufficio stampa del Consiglio comunale (S.L.)


Pubblicato il 7 Maggio 2012

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