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Ufficio Stampa

COMUNICATI STAMPA 2009


PASSA IL “PIANO CASA” IN CONSIGLIO COMUNALE

La sala Rossa ha approvato la delibera di applicazione della Legge regionale 20 dello scorso 14 luglio, sullo snellimento delle procedure in materia di edilizia e urbanistica.
Il cosiddetto “Piano casa” ha come finalità il rilancio dell’economia con alcune deroghe, che danno la possibilità di interventi edilizi, riqualificando costruzioni sia dal punto di vista architettonico sia migliorando la sicurezza e il comportamento energetico degli edifici.
Gli articoli della Legge che disciplinano le deroghe sono il 3 e il 4. Si consente di individuare palazzi residenziali da riqualificare con la loro demolizione, totale o parziale. Nella ricostruzione si apporteranno miglioramenti architettonici, energetici e di sicurezza (che sono gli obiettivi del “Piano casa”).
Inoltre, nella ricostruzione, è ammesso un ampliamento della volumetria fino al 35%. Ampliamenti fino al 20% della volumetria, sono permessi per le abitazioni uni o bifamiliari.
Ciò, come detto, in deroga ai regolamenti edilizi.
L’art.5 della Legge pone vincoli per il centro storico, per le zone di interesse storico, per l’architettura di valore storico-artistico e per le aree protette (pericolosità idrogeologica di franosità o esondabilità).
Per la realizzazione di questi ampliamenti è previsto il rispetto delle ordinarie distanze dalle strade e da altri edifici.
Con la delibera viene stabilito che i palazzi posti ad est del Po (verso la collina), non possono superare l’altezza massima di 15 metri, così come fissato dalla regola che, da oltre cento anni, ha disciplinato ogni costruzione in quella porzione di territorio, e oggi presente nel regolamento edilizio.
Infine nelle zone urbane di interesse storico-documentario (ampliamenti ottocenteschi) devono essere rispettati i parametri dell’attuale Piano regolatore.
La delibera è stata approvata con 27 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti.
Parallelamente sono state approvate, due mozioni relative alla delibera.
La prima (firmata dal consigliere Giovanni Ferraris) impegna la Giunta ad una revisione della variante 100, che permetta una rivalutazione delle limitazioni introdotte.
La seconda (firmata dai consiglieri Daniele Cantore, Andrea Tronzano e Roberto Ravello) chiede alla Giunta di individuare una variante normativa che ammetta piccoli ampliamenti per le aree collinari.

Interventi:

Assessore Viano
La delibera, in applicazione della Legge regionale, contiene i vincoli per le aree protette a rischio idrogeologico (franosità per la collina ed esondabilità per i fiumi).
Nelle zone urbane storico-documentario (si tratta degli ampliamenti ottocenteschi) devono essere rispettati i parametri del Piano regolatore.
Le costruzioni a est del Po (verso la collina) devono mantenere la regola di non superare i 15 metri di altezza, presente nel regolamento edilizio.

Giovanni Ferraris - Moderati
Pur non condividendo le maggiori restrizioni alla legge 20 contemplate in questo provvedimento, accorderemo il nostro voto alla delibera. Chiediamo però che l’Amministrazione si impegni a rivedere la variante 100 che tante ed eccessive limitazioni ha già imposto nelle aree collinari e in riva ai fiumi cittadini.

Mario Carossa - Lega Nord
Il Piano casa del Governo è stato abbattuto dalle leggi della Regione Piemonte e dal Comune di Torino per ragioni politiche. Ma questa maggioranza, non capisce che così facendo non va contro il Governo di centro-destra, ma contro i cittadini comuni.

Ferdinando Ventriglia - Forza Italia-Pdl
L’assessore ha descritto il piano casa del Governo come se fosse una colata di cemento sulla collina torinese. La colata di cemento l’ha realizzata questa maggioranza costruendo negli ultimi anni, palazzi “conigliere” sulle “Spine” in città.

Tronzano – Forza Italia-Pdl
In questo caso, assessore Viano, con l’approvazione della sua delibera si arrende alla burocrazia, stabilendo limiti ancora più restrittivi rispetto alla già restrittiva Legge Regionale.

Daniele Cantore – Forza Italia-Pdl
Proponiamo una mozione per introdurre una variante ad alcune aree della collina con l’obiettivo di consentire dei piccoli interventi di ampliamento in queste zone, in deroga alla delibera.

Assessore Viano
In conclusione, l’assessore si è detto intenzionato ad operare presso la Regione per una revisione del Piano di assetto idrogeologico al fine di superarne gli attuali vincoli per le aree collinari previsti dalla legge regionale.

Ufficio stampa del Consiglio comunale

Torino, 28 Settembre 2009


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