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Ufficio Stampa

COMUNICATI STAMPA 2009


RIFUGIATI: LE COMUNICAZIONI DELL’ASSESSORE BORGIONE E DEL SINDACO CHIAMPARINO

In relazione al trasferimento dei Rifugiati dalla ex clinica San Paolo alla caserma di via Asti e al centro di accoglienza della Croce Rossa di Settimo torinese, l’assessore ai Servizi sociali, Marco Borgione e il sindaco Sergio Chiamparino, hanno riferito, questa sera, in Consiglio comunale.

Marco Borgione: L’attenzione della Città nei confronti dei profughi è sempre stata alta: Torino è uno dei pochi comuni piemontesi ad avere la convenzione Sprar (sistema di protezione richiedenti asilo rifugiato) e nel 2008 ne ha accolti 1047.
Gli occupanti dell’ex clinica San Paolo censiti nel novembre del 2008 erano 203, 298 nel marzo 2009 e 310 lo scorso luglio di cui 288 uomini e 22 donne.
Questa situazione ha messo in luce l’inadeguatezza del sistema di protezione nazionale.
Quando si è aperto il tavolo per risolvere la situazione dell’occupazione della clinica San Paolo vi hanno partecipato, oltre al Comune, la Provincia, la Regione, la Prefettura (che ha trovato le risorse finanziarie), la Croce Rossa (mettendo a disposizione la struttura di Settimo) e le associazioni di volontariato.
Abbiamo ristrutturato la caserma di via Asti, chi vi ha lavorato lo ha fatto giorno e notte, ottenendo ottimi risultati.
I profughi con alte fragilità sono ospitati nella struttura di Settimo e rientrano in un progetto di integrazione, finanziato dall’Unione Europea. Gli altri sono stati trasferiti in via Asti.
Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con grande entusiasmo (dipendenti comunali, Amiat, Gtt, Vigili) e le Circoscrizini 3 e 8.
Ora si provvederà alla pulizia e alla messa in sicurezza (murando gli accessi) della clinica e si cercherà una soluzione per i 40 profughi che sono nello stabile adiacente.
A dicembre scadranno i finanziamenti per l’accoglienza dei profughi e ancora non sono stati rinnovati per il prossimo anno.

Dopo l’intervento dell’assessore Borgione, si è aperto il dibattito.

Carlo Zanolini (Moderati): Per queste situazioni occorre un piano di accoglienza, sotto una direzione ministeriale. Credo sia grave se i profughi sono stati scacciati da un’altra città. Credo che in questa vicenda sia mancata, in buona parte, proprio la presenza dello Stato, mentre va un plauso all’Amministrazione per come ha gestito la vicenda.

Andrea Tronzano (Forza Italia – Pdl): Riteniamo che la vita sia sacra e chi la rischia deve essere salvato. Ma su questa vicenda ci sono responsabilità, che sono sancite dalle convenzioni dell’ONU. I profughi hanno il dovere di rispettare le leggi del Paese ospitante. La legge Bossi-Fini attribuisce centralità degli enti locali all’interno del sistema di protezione sia nell’accoglienza sia nelle procedure d’asilo. La Città ha dato una risposta tardiva, facendo incancrenire il problema e non ha provveduto a dividere i profughi in piccoli gruppi.

Monica Cerutti (Sinistra democratica): Siamo soddisfatti per come siano stati trasferiti i profughi, senza alcun incidente. E’ opportuno non confondere la vicenda dei profughi con la politica sull’immigrazione, ma entrambi le politiche non vanno ricondotte a questioni di ordine pubblico. Il Governo sta mettendo in atto politiche non condivisibili e proprio oggi l’Onu ha richiamato l’Italia sulla vicenda dei respingimenti. E’ un problema che pochi comuni siano attrezzati per ospitare i profughi. Adesso bisogna andare oltre la prima accoglienza, pensare al dopo via Asti. Riconosciamo il ruolo importante che tutte le associazioni di volontariato hanno avuto in questa vicenda.

Domenico Gallo (Gruppo comunista): Di fronte a un problema complesso e drammatico vorrei che si lasciasse da parte la politica per ragionare sugli aspetti umanitari. Su questi temi ci sono responsabilità da parte del Governo nazionale che in questi ultimi otto mesi, su questa vicenda, è stato latitante. Solo adesso la Prefettura, con il Comune di Torino, ha dato una forte spinta per dare una risposta. Credo che anche ai cittadini di Borgo San Paolo vada il ringraziamento per la solidarietà che hanno dimostrato ai profughi, nella ex clinica San Paolo, e per la pazienza.

Andrea Giorgis (Partito democratico): La vicenda è stata gestita con intelligenza amministrativa e attenzione ai diritti fondamentali delle persone. Il Consiglio comunale deve esprimere apprezzamento per l’operato dell’assessore. E’ stata un’esperienza che si può considerare positiva per quanto si è fatto.
Spero che anche sul piano nazionale ci sia un ravvedimento e che il nostro Paese possa dimostrarsi civile e più rispettoso dei principi fondamentali del diritto internazionale e costituzionale. I rifugiati politici, come tutti gli esseri umani, hanno diritto alla vita e alla dignità.

Maria Teresa Silvestrini (Rifondazione comunista): L’argomento è stato affrontato da chi mi ha preceduto in modo completo. La vicenda profughi non è chiusa e vedremo come l’Amministrazione l’affronterà in futuro. Bisogna però evitare che, come è successo fin dall’inizio, temi sociali e sensibili come questi diventino oggetto di un gioco al massacro e vengano usati dalla stampa per generare conflittualità. Questo non fa bene alla città. Vorrei un parere sul punto dall’assessore Borgione e dal Sindaco

Antonello Angeleri (Lega Nord): La politica della Lega è ed è sempre stata quella di aiutarli a casa loro. Riconosco al sindaco ed all’assessore Borgione di avere fatto un’azione, anche se parziale. Ma mi sorpendo perché non si fa accenno nella relazione dell’assessore ai centri sociali. Sappiamo i nomi: Gabrio, Askatasuna, quelli stessi che, lo sappiamo tutti, hanno condotto alla clinica i rifugiati. Allora perché si perde altro tempo e non si parla di sgomberare chi , ancora in questi i giorni ha imbrattato i muri del Municipio e chi lavora sottobanco per creare nuove difficoltà alla città? Il messaggio che così si diffonde è gravissimo: a Torino tutto è permesso. Nessuna regola.

Federica Scanderebech (Udc): La tutela dei rifugiati e deidiritti umani è sacra però ci vuole il rispetto delle regole. Mi domando come possano fare fronte al compito 4 volontari, anziani ex-alpini.
Ho passato un po’ di tempo con alcuni rifugiati che hanno evidentemente una cognizione delle regole comunitarie diversa dalla nostra . E questo è anche testimoniato da alcuni commercianti molto preoccupati. Mi auguro che questi rifugiati vengano affiancati da persone in grado di spiegargli il rispetto delle regole.

Raffaele Petrarulo (Italia dei valori): Non sono accettabili critiche come quelle di Scanderebech ad amministratori che hanno trovato un posto e delle soluzioni per i profughi. Cosa significa, citando Angeleri “aiutarli a casa loro”. Sono al governo ed hanno tutti gli strumenti per farlo, o significa affondare le imbarcazioni che arrivano? Occorre comunque un lavoro tra i sindaci interessati per evitare che tutto lo sforzo ricada su Torino.
Per ciò che concerne i tempi che sono stati necessari all’assessore Borgione ed al sindaco per trovare queste soluzioni, io affermo che non sono affatto tempi lunghi, ma sono quelli necessari a contemperarle con le esigenze della sicurezza, che deve essere garantita sempre.

Roberto Ravello (An – Pdl): Apprezzo il fatto che per una volta Assessore, Sindaco e Giunta non abbiano fatto finta di niente ma abbiano sottoposto al Consiglio i problemi. Perciò rivolgo alcune domande fuori dalla polemica politica. Come si pensa di chiudere una questione che dopo 1 anno dall’occupazione dell’ex clinica San Paolo è ancora aperta? Come ci si vuol regolare con i 40 eritrei sedicenti profughi, che oltre ad avere occupato un immobile, per scandalose ragioni etnico-razziali, rifiutano di unirsi agli altri soggetti sistemati in via Asti mettendo in ancora maggior difficoltà la città? Perché a Torino, pur consapevoli di non aver risorse, si accolgono i profughi che a Firenze il sindaco Domenici respinge? In che modo si prendono le distanze dai centri sociali che col loro passaparola hanno fatto di Torino una meta per i rifugiati sparsi sul territorio nazionale?
Al termine del dibattito la replica dell’assessore Borgione e del sindaco.

Marco Borgione: correggo alcune inesattezze: i 60 cittadini somali provenienti da Firenze non sono stati sgombrati ma hanno lasciato autonomamente l’edificio che occupavano. Ribadisco che il problema è di carattere nazionale: fino a settembre 2009 ci sono stati 35.000 sbarchi a Lampedusa a fronte di 3.000 posti messi a disposizione dallo Sprar.
L’accoglienza dei profughi avviene su due livelli: il diritto d’asilo (della durata di 5 anni) e l’emergenza umanitaria (portata alla durata di tre anni da questo governo, mentre prima era di uno).
Non ho visto una grande collaborazione da parte di coloro che hanno aiutato i profughi ad arrivare a Torino da altre città, hanno manifestato e poi non hanno collaborato a risolvere la situazione.

Sergio Chiamparino ha ricordato a coloro che hanno chiesto lo sgombero della clinica San Paolo che tale decisione spetta al Governo.
Per fortuna, nel caso dei profughi, il Governo ha deciso di seguire la linea della mediazione interpretata dal Prefetto, Paolo Padoin, che ha portato a questa soluzione.
Il Comune, di fronte ad una emergenza umanitaria, si è fatto carico anche dei profughi di altre città come Firenze, Palermo, Milano e Crotone.
La soluzione di via Asti è transitoria: i profughi verranno inseriti nei progetti di integrazione e dovrà essere il Governo a mettere le risorse.
Dico chiaramente ai consiglieri, soprattutto a quelli che sono in contatto diretto con le associazioni, che a Torino non ci sono più risorse e spazi. Fino allo scadere della legislatura non ci sarà modo di occuparsi di altri profughi.

Ufficio stampa Consiglio comunale




Torino, 14 Settembre 2009


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