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Ufficio Stampa

COMUNICATI STAMPA 2009


“NOTE COLORATE. UN VIAGGIO NELLA MUSICA DEI MONDI” SABATO 30 MAGGIO AL CINEMA MASSIMO

Si svolgerà sabato 30 maggio al cinema Massimo, in via Verdi 18, la non-stop cinematografica "Note colorate. Un viaggio nella musica dei mondi", che conclude la sedicesima manifestazione "Mondi Lontani Mondi Vicini" realizzata dal Centro Interculturale della Città insieme al Museo Nazionale del Cinema. L’ingresso è gratuito a tutte le proiezioni.

I film:

Fatih Akin
Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul
Germania/Turchia, 2005, 90’, col., v.o. sott.it.
Si tratta di un documentario sulla vita culturale di Istanbul, città ponte tra Oriente e Occidente. Un viaggio alla scoperta del panorama di generi sperimentati dagli esponenti della musica turca: dal rock all'hip-hop, alla più tradizionale musica araba. Tra le figure più interessanti del film, spicca il musicista tedesco Alexander Hacke, bassista degli Einstürzende Neubauten, che collabora anche con i turchi Baba Zula.
ore 14.30

Stephanie Black
Africa Unite
Usa 2008, 92’, col., v.o. sott.it.
Nel febbraio del 2005 ad Addis Abeba si è svolta “Africa Unite”, la manifestazione organizzata per celebrare il sessantesimo anniversario della nascita di Robert Nesta Marley. Il culmine di “Africa Unite” è stato raggiunto il 6 febbraio (il giorno del compleanno di Marley), con il grande concerto che si è tenuto a Meskel Square, la piazza più grande della capitale etiope, davanti a 300mila spettatori. Quello diretto dalla regista Stephanie Black è un racconto corale e appassionato di quei giorni.
ore 16.30

Pierre-Yves Borgeaud
Retour à Gorée
Svizzera/Lussemburgo 2007, 110’, col., v.o. sott.it.
Insieme al pianista Moncef Genoud, il musicista Youssou N’Dour realizza un viaggio artistico e poetico che ha come obiettivo finale l’esibizione di una grande orchestra jazz sull’isola di Gorée, di fronte a Dakar (Senegal), luogo da cui partivano le navi cariche di schiavi dirette verso l’America. Musicisti di calibro internazionale come Boubacar Joseph Ndiaye e gli Harmony Harmoneers, Idris Muhammad e James Cammack parlano del loro rapporto con la musica e con l’Africa (per alcuni la terra degli avi), e incontrano musicisti del luogo e gente comune, in un “ritorno a casa” inedito e profondamente toccante, inquadrato storicamente dalla voce ufficiale della “negritudine”, il poeta Amiri Baraka (LeRoy Jones). Premio per il miglior documentario al Pan African Film Festival di Los Angeles 2008 e Premio del pubblico ai Festival del cinema europeo di Krems e di Essonne.
ore 18.15

Laila Marrakchi
Marock
Francia/Marocco 2005, 99’, col., v.o. sott.it.
Rita ha 17 anni, vive a Casablanca e ha appena terminato gli studi liceali. La ragazza indossa jeans e magliette attillate. Ha l’irriverenza delle teenager: vuole divertirsi con gli amici e trascorre un’estate spensierata, dopo gli esami di maturità, tra alcool e amori. Non ha voglia di sentire parlare di religione e tantomeno di precetti da rispettare. Come molti ragazzi e adulti marocchini, inoltre, non ritiene necessario il rispetto del Ramadan, ma preferisce avere il diritto di scelta sulla propria identità religiosa. Rita, infine, si innamora di un giovane ragazzo ebreo-marocchino, Youri. La sua storia con lui suscita imbarazzo in famiglia. Il film è stato campione di incassi in Marocco nel 2006 e ha partecipato a numerosi festival internazionali.
Sc.: L. Marrakchi; Fot.: Maxime Alexandre; Int.: Morjana El Alaoui, Mathieu Boujenah.
ore 20.30

Mark Dornford-May
U-Carmen e-Khayelitsha
Sudafrica 2005, 120’, col., v.o. sott.it.
Una Carmen ambientata in un quartiere degradato di una città del Sud Africa, Khayelitsha, fatto di vecchie fabbriche, depositi abbandonati, case poverissime. “Comprimendo la struttura musicale nelle due ore, contaminandola con spericolati ritmi locali, e grazie ad un mirabile adattamento drammaturgico, la U-Carmen di Pauline Melafane si muove non come un comune mezzo-soprano ma come una spiritosa, grintosa e vitale donna di oggi in cerca d'amore, soldi e libertà, contornata da attori-cantanti emozionati. Il mito ne esce indenne e l'amore di Carmen rimane, in una delle poco parti del testo rimasta giustamente ancorata all'originale, "un oiseau rebelle", con l'avvertimento profetico della sigaraia: "si je t'aime, prends garde à toi"!" (Luca Pellegrini)
Sc.: M. Dornford-May, Andiswa Kedama, Pauline Malefane, dall’opera di Georges Bizet; Fot.: Giulio Biccari; Int.: P. Malefane, A. Tshoni.
ore 22.30
(gf)

Torino, 19 Maggio 2009


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