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Ufficio Stampa

COMUNICATI STAMPA 2007


APPROVATO PROTOCOLLO DI INTESA TRA CITTA’ E JUVENTUS PER IL NUOVO “DELLE ALPI”

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Se l’Italia otterrà l’organizzazione dei Campionati Europei di calcio del 2012, Torino potrà ospitare un quarto di finale del torneo calcistico.

Questo grazie anche all’approvazione, da parte del Consiglio comunale, nel pomeriggio di oggi, in Sala Rossa, del protocollo di intesa tra la Città e la Juventus, con il quale la società bianconera potrà dare il via ai lavori del nuovo “Delle Alpi”. (41 favorevoli, 1 contrario, 4 astenuti).

Con gli accordi con Governo e Federazione Italiana Gioco Calcio, la Juventus potrà ottenere dal Credito sportivo un finanziamento di 120 milioni di euro restituibili a tasso 0%, in 20 anni, per adeguare il Delle Alpi alle richieste dell’UEFA.

Per la Città non ci saranno costi ma l’impegno ad avviare gli atti urbanistici per la realizzazione dei lavori e attivare ogni iniziativa per agevolare l’ottenimento di un finanziamento a favore della società bianconera perché realizzi il nuovo impianto.

Questa mattina, prima del Consiglio comunale, la Conferenza dei Capigruppo ha ascoltato i vertici della società bianconera.

L’amministratore delegato Jean Claude Blanc ha dichiarato come l’obiettivo della Società sia quello di riportare allo stadio famiglie e bambini in un impianto che garantisca sicurezza, buona visibilità e servizi per i tifosi, sottolineando come, qualora l’Italia non ottenesse gli Europei del 2012, la Juventus dovrà riprendere in considerazione il progetto di minima di 18,5 milioni di euro per l’adeguamento del Delle Alpi al decreto Pisanu.

Lo stadio conterrà 41.500 posti (40.000 quelli richiesti dall’UEFA). Non ci sarà più l’attuale tensostruttura, così come verrà demolita tutta la parte a vista dell’impianto. Resteranno invariate le strutture sotto la superficie. Sparirà la pista di atletica e il punto di vista oggi più vicino al campo, nella nuova struttura, sarà il più lontano.

Dopo l’intervento dell’assessore all’Urbanistica Mario Viano, che ha illustrato i contenuti del protocollo, si è aperto il dibattito in Sala Rossa:

Daniele Cantore (Forza Italia): La precisa che la Città non avrà costi diretti e indiretti ci ha convinti. Resta però aperta la questione stadi. Non si potrà infatti proporre al Torino di giocare in uno stadio “marchiato” Juventus.
Il nostro voto a favore è condizionato ad una riflessione sulla situazione stadi in città. Per questo chiedo che sia sentito presto anche il Torino Calcio.
Agostino Ghiglia (Alleanza Nazionale): voteremo a favore del protocollo di intesa, ma manca un “sistema stadi” e resta aperto il problema del Torino. Abbiamo proposto una mozione con la quale si chiede che la Juventus, come segno di gratitudine per la Città, si adoperi in favore del tessuto sportivo del territorio.

Antonello Angeleri (UDC): Per senso di responsabilità votiamo a favore. Permangono però alcuni dubbi. Il progetto di ristrutturazione minima della Juventus di 18,5 milioni non era stato giudicato idoneo dall’Uefa, ma i costi sono lievitati fino a 120 milioni. Inoltre ci chiediamo se il Credito sportivo abbia i fondi necessari per finanziare la ristrutturazione degli impianti sede degli Europei 2012.
Mario Carossa (Lega Nord): sarebbe stato facile votare a favore. Il progetto è sicuramente bello, ma non funziona l’intreccio tra politica e affari che si ripete a Torino da tanti anni. Si dice che non ci sono costi per i torinesi, ma in realtà sono utilizzati i soldi di tutti gli italiani.
Andrea Buquicchio (Italia dei Valori): Questo è un argomento che ha svegliato gli animi. Ho apprezzato gli interventi dell'UDC, di Forza Italia e di A.N. che si sono detti disponibili a votare a favore una delibera che porterà alla ricostruzione del Delle Alpi e non, come hanno detto molti, a costruire uno stadio nuovo. In più la Città non dà alcuna garanzia in proposito, come invece in passato ha fatto per il Toro con il “lodo Petrucci”.
Domenico Gallo: (Comunisti italiani): La cosa che mi rammarica molto è che il voto per questa delibera non vedrà la maggioranza compatta. Un provvedimento importante che ha per la Città l'obiettivo di proporsi come capace di ospitare grandi eventi come i campionati europei, mentre la Juventus coglie l'occasione di poter modificare il progetto dello stadio. Non c'è alcun intento della Città di favorire la Juventus. Il mio voto è per sostenere un iniziativa positiva per l'intera città.
Carlo Zanolini (Verdi): E' una delibera significativa per lo sviluppo di Torino che non porta spese per la Città. Il finanziamento è coperto dal Governo e riguarda solo le opere legate al calcio e non quelle commerciali. Noi vigileremo perché Sindaco e Giunta inizino il dialogo con la Città di Venaria per risolvere il piano di viabilità della zona, con piste ciclabili verso lo stadio ed infine chiediamo che il progetto sia ecocompatibile e possa essere un esempio per tutta l'Europa.
Gian Luigi Bonino (Rosa nel Pugno): questo atto rappresenta una svolta per Torino. Non capisco perché ci si dovrebbe opporre a questa scelta, con un finanziamento a tasso zero che non vale per la parte commerciale, ma solo per la ristrutturazione dell’impianto. E’ un provvedimento in favore della città che rilancerà un’intera porzione di territorio.
Luca Cassano (Rifondazione Comunista): Abbiamo dubbi sull’intera operazione. L’audizione di stamane con la Juventus non ha superato i dubbi e non è chiaro il piano finanziario; occorreva un approfondimento dei costi, anche se la città non è coinvolta. Inoltre non vediamo quali ricadute il progetto può avere per Torino. Ricordiamo che lo stadio Delle Alpi è gestito da una società privata, mentre nelle altre città sono a gestione pubblica. Per questi motivi non votiamo a favore delle delibera.
Andrea Giorgis (Ulivo): Durante i nove giorni di valutazione della delibera si sono risolti i dubbi e in molti hanno cambiato idea, anche se per l’approvazione sarebbero stati sufficienti i voti della maggioranza. Perché ostacolare la Juventus - società privata - in un’operazione che non comporta alcun onere per la città? I chiarimenti però non sono serviti a convincere Rifondazione. Ora occorre aprire un confronto politico.
Ferdinando Ventriglia (Alleanza Nazionale): E’ una spiacevole sensazione ascoltare l’ironia di Giorgis. In politica non occorre stravincere e, in questo caso, è un risultato di grande valore per la città il voto a favore espresso dai partiti di opposizione. Il consigliere ha poi rilevato che tante commissioni per esaminare un atto non sempre sono una garanzia, ma per l’esame di un provvedimento così importante sarebbe occorso più tempo.

In conclusione è intervenuto il sindaco Sergio Chiamparino. Nell’augurarsi un voto unanime dell’Aula il primo cittadino ha spiegato che Torino è più avanti delle altre città italiane sulla privatizzazione degli stadi. Sull’operazione ha detto che il Credito Sportivo ha la capacità finanziaria per gestire queste operazioni e che non vi è alcuna commistione tra la parte sportiva e quella commerciale. Riguardo agli interventi da fare con il Torino calcio, il sindaco ha detto che è pronto per discutere e risolvere le questioni dello stadio Olimpico. Ha concluso dicendo che un protocollo come questo lo siglerebbe con tutte le società sportive. Rispetto alle posizioni di Rifondazione Comunista, ha sottolineato come su una questione che riguarda lo sviluppo della città, si incrina uno spirito di maggioranza che può mettere in moto scenari imprevedibili.
Levi-Montalcini (L’Ulivo): Voterò a favore solo per dovere di maggioranza. Se lo stadio verrà demolito o meglio radicalmente ristrutturato auspicherei che le vecchie pattuizioni venissero riesaminate per essere sicuri che i valori allora concordati siano ancora congrui, mi rammarico nel veder distruggere un opera di indubbio valore architettonico; purtroppo non ancora protetta dalla sovrintendenza perché troppo giovane.

La deliberazione è stata approvata con due mozioni di accompagnamento. La prima proposta dal gruppo di Alleanza Nazionale, che invita la Città a concordare con la Juventus azioni in favore dello sport torinese. La seconda dal gruppo dei Verdi e dei Comunisti italiani perché la Città si adoperi perché il progetto dello stadio sia ecocompatibile e tenga conto di criteri di risparmio energetico .

F.D'A. - R.T. - G.S.- Ufficio stampa Consiglio comunale

Torino, 12 Febbraio 2007


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