CITTA' DI TORINO - COMUNICATO STAMPA
L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO VUOLE SOTTRARRE I SERVIZI PUBBLICI AL CONTROLLO DEGLI ENTI LOCALI? UN ORDINE DEL GIORNO VOTATO IN CONSIGLIO COMUNALE
L’Organizzazione Mondiale del Commercio vuole sottrarre i servizi pubblici al controllo degli enti locali? E’ questo il timore espresso dal Consiglio comunale, che ha approvato un ordine del giorno contro l’estensione al settore dei servizi pubblici dell’Accordo generale sul commercio dei servizi (Agcs), siglato nel ‘94 a Marrakesh dai Paesi membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
L’accordo di Marrakesh, si legge nel documento votato in Sala rossa, “limita fortemente le possibilità di intervento dei rispettivi governi nel settore del commercio dei servizi” stabilendo che anche “le decisioni locali e regionali ricadono sotto la giurisdizione dell’accordo stesso”.

Ma qual è in concreto la preoccupazione del Consiglio comunale? Che con l’estensione dell’Agcs a servizi come “sanità, istruzione, acqua, energia, gas, trasporti ecc.” questi siano “sottratti al potere decisionale e quindi alla sovranità legislativa e normativa delle istituzioni elettive”. Si eliminerebbe quindi “il diritto che è proprio dell’ente locale di governare ed esercitare la propria sovranità a livello di comunità, secondo il programma del Sindaco che i cittadini hanno scelto attraverso libere elezioni”

L’ordine del giorno denuncia inoltre il fatto che su questo tema si stiano svolgendo dei negoziati “in assoluta segretezza e senza alcun controllo democratico”. Questi accordi internazionali, si legge, “in nome del libero mercato e della concorrenza danno nuovi diritti e protezioni alle multinazionali” ma non “ai lavoratori, all’ambiente e alla nostra collettività locale”.
In sostanza, “il nuovo accordo, se varato, renderebbe illegittime quelle delibere e ordinanze del Comune di Torino intese a preferire un’impresa locale al posto di una straniera al fine di garantire l’universalità dell’erogazione del servizio, la tutela dell’ambiente e dell’occupazione.”

Il Consiglio comunale si rivolge quindi al governo italiano affinché si impegni “per una moratoria dei negoziati al fine di condurre una vera consultazione con i cittadini, i parlamentari” e le istituzioni locali prima di assumere qualsiasi decisione. Al governo si chiede inoltre di impegnarsi per una modifica dell’Accordo generale sul commercio dei servizi che escluda dal suo ambito di applicazione gli Enti locali.

All’ANCI viene invece chiesto di costituire una Commissione di monitoraggio sull’andamento dei negoziati. L’ordine del giorno si conclude impegnando il sindaco a promuovere, in sede di Conferenza Stato-Città, la richiesta di moratoria dei negoziati a livello di Organizzazione Mondiale del Commercio sulla liberalizzazione dei servizi pubblici.
L’ordine del giorno, prima firmataria Monica Cerutti (con altri 13 consiglieri) è stato approvato con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza (Democratici di sinistra, Margherita, Verdi, Comunisti italiani) e di Rifondazione comunista. Assente il Gruppo misto, i rappresentanti di Forza Italia e di Alleanza nazionale non hanno partecipato al voto, mentre la Lega nord si è astenuta.
(c.r.)

Torino, 26 Giugno 2003
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