UN NUOVO MODELLO DI CONCERTAZIONE PER MIGLIORARE LA QUALITA' DEI SERVIZI ALL'INTERNO DEL COMUNE

A partire dai primi anni novanta nella Pubblica amministrazione è iniziato un progressivo processo di modernizzazione. Accanto allo svecchiamento delle procedure è maturata la convinzione che per dare efficienza alla struttura occorresse separare le responsabilità politiche da quelle operative. Inoltre, accanto alla flessibilità gestionale introdotta attraverso alcuni strumenti legislativi, si è fatta strada l'idea che per far compiere alla macchina pubblica una vera e propria metamorfosi occorresse puntare sui propri dipendenti.

Grazie a un modo razionale di organizzare le risorse umane, ispirato ai modelli aziendali, si sono così compiuti passi in avanti per soddisfare le necessità della cittadinanza. E' mutato anche il quadro contrattuale all'interno della Pubblica amministrazione. Un nuovo ordinamento, nel caso degli Enti locali, è stato siglato lo scorso 31 marzo e il nuovo contratto nazionale per i dipendenti di Regioni, Comuni e Province è stato stipulato il 1º aprile. Per approfondire le novità introdotte dal documento amministratori pubblici e sindacalisti si sono incontrati questa mattina presso il centro congressi dell'Unione Industriale. Il vecchio ordinamento era in vigore da oltre 25 anni ed inquadrava il personale in otto qualifiche. Il sistema costituiva una vera e propria gabbia, dove i dipendenti rischiavano di essere impropriamente costretti in mansionari meramente teorici, che comprimevano le legittime aspirazioni di carriera. D'ora in poi le categorie saranno quattro, con la possibilità di ottenere retribuzioni differenziate a seconda dei meriti, e con progressioni tra i diversi inquadramenti attraverso concorsi interni, anche prescindendo dal titolo di studio. Inoltre, e per gli Enti locali è una novità, il contratto lascia largo spazio alla concertazione e alla contrattazione decentrata, tra Amministrazione e rappresentanti dei lavoratori, a livello locale.

Per Paolo Peveraro, assessore alla gestione azienda Comune, tutto ciò è assai positivo: "Non vi è più un modello calato dall'alto, ma ampia autonomia, soprattutto nella destinazione delle risorse. Si tratta indubbiamente di un compito impegnativo, ma anche di una occasione unica al fine di rendere efficacemente competitivo l'apparato amministrativo locale sul mercato dei servizi". L'assessore, a capo della struttura che guida la modernizzazione del Comune, è anche convinto che "per migliorare la qualità è indispensabile favorire la crescita professionale e la motivazione del personale".

Durante il seminario, al quale hanno preso parte, oltre ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, esperti di sviluppo manageriale, rappresentanti di Provincia e di altri comuni, italiani e spagnoli, è emerso che alla formazione del personale del Comune di Torino saranno destinate risorse aggiuntive rispetto al passato.

Torino, 23 aprile 1999

Indice Comunicati Condizioni d’uso, privacy e cookie