IL CROCIFISSO DEL GIAMBOLOGNA ACQUISTATO DALLA CITTA' DI TORINO

La Giunta comunale ha approvato oggi la delibera (99 09945/26) sull'acquisto del crocifisso in argento del Giambologna per il Museo di Arte Antica in vendita dalla società Antichi maestri Pittori per una spesa complessiva di 4.200.000.000 lire.

Si tratta di una croce da altare, databile 1592, in argento fuso, sbalzato e cesellato, legno intagliato e dipinto. (FOTO)

Il piedistallo con applicazioni fogliate in argento risale a un intervento del primo settecento. Il Crocifisso, con il teschio e la tabella, appartiene a una serie di nove esemplari - non ancora identificati - ideati da Giambologna e eseguiti dall'orafo Antonio Susini, suo stretto collaboratore, su committenza dei Granduchi di Toscana.

La figura del Cristo corrisponde, per invenzione, a quella leggermente più grande della cappella Salviati di San Marco a Venezia, datata 1589.

Il peso dell'esemplare torinese (618 grammi) consente l'identificazione con un crocifisso citato nel Guardaroba di palazzo Pitti, pagato a Susini 105 lire e consegnato al segretario granducale il 4 dicembre 1592.

"Si tratta - dice l'assessore alla cultura, Ugo Perone -di un'opera di estrema rarità e il suo ingresso nelle collezioni civiche torinesi va visto in rapporto alla grande fortuna delle opere del Giambologna presso le corti Europee. Ricordiamo che anche i Savoia erano interessati ad acquistarla. Il Crocefisso - prosegue Perone - verrà esposto al pubblico nell'anno del Giubileo".

Due suoi bronzetti, inoltre, sono documentati nell'inventario della galleria di Carlo Emanuele I (due statue in bronzo del rapto delle Sabine di mano Gio.Bologna), la cui attenzione verso il Giambologna, legata al progetto di un grande monumento equestre a Emanuele Filiberto, è documentata anche da una lettera di Annibale Cambi da Firenze, datata 1583. (a.g.)

Torino 11 novembre 1999

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