Meeting Peace


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Profili degli ospiti protagonisti degli incontri

TARIQ RAMADAN (Tema: “Integrazione e identità culturale”)
presenza all’electronic Town Meeting – giovedì 22 pomeriggio

Tariq Ramadan, nato nel 1962 a Ginevra, è docente di Filosofia e Islamologia. Dopo la laurea in Filosofia e Letteratura Francese e il dottorato in Islamologia Araba in Svizzera, ha proseguito i suoi studi presso l'università de Il Cairo.
Negli anni si è impegnato attivamente nel dibattito internazionale sul rapporto tra Islam e Occidente, e più in generale sull'Islam nel mondo. In diverse occasioni è stato consulente al Parlamento Europeo, in commissioni dedicate a questi temi. Partecipa a diversi gruppi di lavoro e tavoli di discussione sull'Islam, sul dialogo interreligioso e, più in generale, sullo sviluppo e le questioni sociali.
Attualmente è stato invitato in Gran Bretagna come Senior Research Fellow presso la Lokahi Foundation e come ricercatore e docente a Oxford.
Ha pubblicato numerosi saggi, tra i quali Essere un musulmano europeo (1999), Possiamo vivere con l'Islam? Il confronto tra la religione islamica e le civilizzazioni laiche e cristiane (2000) e Il riformismo islamico. Un secolo di rinnovamento musulmano(2004).
Definito dal “Time” come uno dei cento innovatori del XXI secolo, per il suo lavoro finalizzato alla creazione di un Islam europeo indipendente, e al contempo tacciato da molti di essere un “predicatore dell’odio”, Tariq Ramadan è un personaggio poliedrico e controverso, soprattutto a causa della sua storia familiare, che in più di un’occasione è stata causa di polemica nei suoi confronti. Ramadan è infatti nipote di Hasan- al Banna, fondatore del movimento radicale dei Fratelli Musulmani.
Nel 1995 la Francia gli ha rifiutato l’ingresso nel paese, giudicandolo persona pericolosa, salvo poi modificare la decisione e invitarlo a partecipare alla commissione sull’Islam.
Nel 2004 gli Stati Uniti gli hanno revocato il visto, costringendolo ad abbandonare la cattedra che deteneva presso l’Università di Notre Dame.
Infine, è di pochi giorni fa la "querelle" che ha visto la stampa e l'opinione pubblica dividersi sulla decisione di Tony Blair di invitare Tariq Ramadan come consulente di un tavolo di lavoro contro l'estremismo e il terrorismo di matrice religiosa, pensato dopo gli attentati del 7 luglio a Londra.

DAVID RANDALL (Tema: “l’Informazione globale”)
presenza all’electronic Town Meeting – giovedì 22 mattina

David Randall è un giornalista e scrittore nato a Ipswich, in Inghilterra, nel 1951. Nella sua eclettica carriera a partire dal 1974 ha collaborato con moltissime testate di tutto il mondo. È stato free lancer per giornali britannici come il Sun o l’Observer a partire dalla fine degli anni ’70. Dall’88 al ’93 è responsabile delle pagine di cronaca dell’Observer e vince premi per le sue inchieste, per esempio sulle trasfusioni contaminate dal virus dell’Hiv. Ma non si limita a questo: nel ’90 si traferisce in Kenia per ridisegnare il “Sunday Standard” di Nairobi. Collabora con giornali statunitensi (ad esempio con i supplementi di “The Times”, “Los Angeles Times” e “Time magazine”) e russi (“The Moscow Times”, “St Petersburg Times”, “Kapital” e altri).
Randall si è sempre distinto per le puntigliose inchieste e per la sua capacità di “inventare media”, riorganizzare, rilanciare ogni genere di testata per la sua attenzione all’informazione on-line. Ha tenuto seminari di giornalismo in Russia e Asia Centrale.
Oggi è senior editor del settimanale Independent on Sunday di Londra. È l'autore de Il giornalista quasi perfetto (The Universal Journalist), apparso nel 1996 e recentemente ripubblicato: Come si diventa un buon giornalista. Che cos'è una notizia. Come scovarla. Come gestire le fonti. Come aprire un articolo. Come si organizza un pezzo. Quali sono i modi di raccontare. Un prontuario letto da giornalisti di tutto il mondo, semplice, diretto, ricco di aneddoti. Una citazione che la dice lunga sullo spirito e la visione della professione giornalistica. Per Randall il giornalista perfetto è colui il quale “servirà la società meglio dei funzionari pubblici più zelanti, perché non farà gli interessi dello Stato ma del cittadino: informandolo infatti gli conferisce potere”.
In Italia i suoi articoli compaiono spesso sulle colonne di “Internazionale”.

ERNESTO OLIVERO
presenza all'electronic Town Meeting – giovedì 22 pomeriggio

Ernesto Olivero è nato a Torino nel 1940, è sposato e ha tre figli. Ex bancario, è da sempre impegnato a fianco dei poveri e degli emarginati. Nel 1964 fonda il Sermig (Servizio Missionario Giovani), che dal 1983 ha sede presso il vecchio Arsenale Militare di Torino (chiamato ora Arsenale della Pace). Successivamente fonda l’Arsenale della Speranza a San Paolo del Brasile. È medaglia d'oro al merito civile per il servizio verso gli ultimi. Il Papa gli ha affidato l'incarico di essere "l'amico fedele" di tutti i bambini abbandonati del mondo. Madre Teresa di Calcutta, poco prima di morire, l'ha candidato al Nobel per la pace. Dal 1997 il Sermig è gemellato con il sacro convento di San Francesco in Assisi.

MARINA PONTI
presenza all'electronic Town Meeting – giovedì 22 mattina

Marina Ponti è nata a Milano, dove si è laureata in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano. In seguito si è specializzata in Diritto Internazionale.
Dal 2003 è Vicedirettore e responsabile per l'Europa della Campagna "No Excuses 2015" dell'UNDP sui Millennium Goals, gli 8 obiettivi di lotta alla povertà che i "Grandi" della terra si sono dati nel 2000.
Ha tenuto numerose lezioni e interventi presso università italiane ed estere, oltre che in master e corsi di specializzazione su sviluppo, diritto internazionale e diritti umani.
Sul Social Watch Report ha pubblicato diversi articoli su tematiche legate ai mercati finanziari. Tra gli altri, "Illuminare gli angoli oscuri del sistema finanziario" (2002), "Qualcosa non va nel sistema finanziario internazionale". (2001).
Ha partecipato a commissioni e conferenze di alto livello, tra cui la Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale e i diritti umani, il World Social Summit di Ginevra (2000), la Commissione Europea, la Banca Mondiale, il Parlamento italiano, il Parlamento tedesco e il Parlamento britannico.
E' attiva in diversi comitati esecutivi coinvolti in tematiche sul commercio, inclusi il comitato di coordinamento del Social Watch, la Tavola rotonda della pace, il Giubileo 2000 e il Forum sulla sostenibilità dei mercati finanziari.

JOEL BAKAN (Tema: “Sviluppo e lotta alla povertà”)
incontro pubblico Punti di vista a confronto – venerdì 23 dalle 20.30 alle 23.00

Nato a Lansing, nel Michigan, Joel Bakan si è trasferito nel 1970 con i suoi genitori a Vancouver, British Columbia, Canada. Dopo una brillante carriera scolastica, ha ottenuto il “Master degree” in legge ad Harvard nel1987. Bakan diventa “Assistant professor” alla Toronto's Osgoode Hall Law School per due anni prima di ritornare a Vancouver, alla Faculty of Law at the University of British Columbia.
Oggi il professor Bakan insegna Constitutional Law and theory all'Università della British Columbia. Tra le sue opere vanno ricordate: “Just Words: Constitutional Rights and Social Wrongs”, e soprattutto “The Corporation: The Pathological Pursuit of Profit and Power”.
Nel suo lavoro Bakan cerca di raccontare l’evoluzione storica delle grandi “società corporative” americane per capire come sono arrivate a detenere un potere tanto smisurato, spesso appoggiato anche dai governi, in particolare da quello dei Bush. Circa 150 anni fa le 'corporation', le società per azioni, erano un'entità senza particolari poteri. Oggi sono diventate una presenza forte e prepotente nelle nostre esistenze, come lo sono stati la Chiesa, la Monarchia e il partito comunista, in alcuni luoghi, in alcune contingenze storiche. L’opera indaga sulle ripercussioni a lungo termine del fenomeno e fa scendere in campo, con delle interviste, anche Noam Chomsky, Michael Moore e Howard Zinn. “Lo scopo per cui ho scritto il libro -ha detto lo stesso Bakan- è stato quello di rivelare la vera natura delle corporation”. L’obiettivo di “The Corporation” è quindi che la gente, le singole persone e i movimenti, siano più consapevoli del “sistema” creato dal loro dominio e siano spinti a una ribellione morale e civile.
Il libro è diventato un film-documentario di successo grazie alla collaborazione con i registi Mark Achbar e Jennifer Abbott. Il libro+divd “The Corporation. La patologica ricerca del profitto e del potere” è edito in Italia da Fandango.

MICHAEL NOVAK (Tema: “Integrazione e identità culturale”)
incontro pubblico Punti di vista a confronto – venerdì 23 dalle 9.30-12.30

Teologo, politologo, teorico dell'economia e studioso di scienze sociali, portabandiera del cattolicesimo neo-conservatore (il pensiero “neocon”), nasce in Pennsylvania, a Johnstown, nel 1933. Ottiene la laurea al Stonehill College nel 1956 e due anni dopo all'Università Gregoriana di Roma. Prosegue gli studi teologici in patria: prima alla Catholic University di Washington, quindi all'università di Harvard dove nel 1966 consegue un Master in Storia e Filosofia della Religione. Ed è proprio ad Harvard che Novak comincia, in qualità di Teaching Fellow, la sua carriera di docente. Un percorso che lo porta a Stanford, al Collegio sperimentale Suny Old Westbury, alla Syracuse University e all'Università di Notre Dame. Attualmente insegna Religion and Public Policy presso l'American Enterprise Institute di Washigton D. C, dove dirige il Dipartimento di Scienze Sociali.
Michael Novak propone il suo "capitalismo democratico" come il sistema politico ed economico più compatibile con il cristianesimo e soprattutto con il cattolicesimo.
Le sue riflessioni spaziano dalle analisi sui limiti dello stato assistenziale all'importanza della famiglia all'interno della società contemporanea; dalle problematiche inerenti alla fede a quelle relative all'ateismo; dalla giustizia sociale alla caratteristica vocazionale dell'impresa economica; dal tema della globalizzazione alla teorizzazione di una società in cui economia di mercato, democrazia e pluralità riescono a integrarsi.
Novak è anche un prolifico scrittore. Tra i suoi lavori più rappresentativi è “Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo”. Collabora alla "National review" e a "Forbes Magazine".
Ha lavorato intensamente in ambito politico, fin dalle amministrazioni Ford e Carter e oggi è uno dei consiglieri più influenti di G.W. Bush. Negli anni ’80 è stato capo delegazione degli Stati Uniti nella Commissione Onu per i diritti umani. Nella sua carriera gli sono state conferite 14 lauree honoris causa e innumerevoli riconoscimenti. In Italia è presidente onorario dell’Istituto Acton di Roma.

HELENA NORBERG-HODGE (Tema: “Integrazione e identità culturale”)
incontro pubblico Punti di vista a confronto – venerdì 23 dalle 9.30-12.30

Helena Norberg-Hodge, linguista, filosofa e attivista svedese è una delle più accreditate studiose e critiche dell’impatto dell’economia globale sulle culture del mondo.
Per trent’anni si è impegnata nello studio e nella lotta ai modelli occidentali di sviluppo economico, e in particolare sull’effetto distruttivo che queste hanno rispetto alle culture e alle tradizioni delle comunità locali. È stata la prima straniera a cui è stata riconosciuta la residenza nella provincia himalayana del Ladakh (Kashmir), dove, per tre decenni, ha imparato la lingua locale e ha supportato la popolazione in un’attività di resistenza ai pericoli nascosti e agli effetti distruttivi della modernizzazione.
In Europa è fondatrice e direttrice della Società internazionale per l’Ecologia e la Cultura (ISEC), organizzazione molto nota per la sua attività volta a promuovere modelli sostenibili alternativi allo sviluppo convenzionale dei 4 continenti.
Membro del comitato editoriale del giornale Ecologist, e co-fondatrice del Forum internazionale sulla globalizzazione e il Global Eco-village Network (www.ifg.org), un network di attivisti e studiosi che hanno promosso lo sviluppo di un pensiero sullo sviluppo sostenibile, ha ricevuto l’importante riconoscimento del Right Levelihood Award (o Alternative Nobel Prize).
È autrice del classico del “pensiero alternativo” Futuro arcaico. Lezioni dal Ladakh (1991), che insieme al video basato sul libro è stato tradotto in 42 lingue.

JEREMY RIFKIN (Tema: “l’Informazione globale”)
incontro pubblico Punti di vista a confronto – sabato 24 dalle 20.30-23.00

Scrittore di best sellers, economista e filosofo Jeremy Rifkin è presidente della Foundation on Economic Trends a Washington (USA), e della Greenhouse Crisis Foundation. Le sue ricerche si concentrano in particolare sull'influenza che ha l'evoluzione tecnologica e scientifica sull'economia, sul lavoro, sull'ambiente e sulla società. Per il forte impatto che le sue opinioni hanno sulla società civile e sul mondo politico è stato definito un 'attivista professionista'.
La sua esperienza di attivista risale agli anni '60 e '70 durante i quali ha fatto parte del movimento pacifista negli USA.
Dalla fine degli anni '70 però il suo impegno di studioso e di attivista politico si rivolge all'industria della biotecnologia. Rifkin mette in guardia da uno sviluppo delle biotecnologie al di fuori di un controllo statale.
La sua ultima battaglia è contro il consumo della carne di manzo tramite la Beyond Beef Coalition di cui è direttore.
Tra i suoi saggi più celebri “La fine del lavoro” (1995), "Il secolo biotech” (1998), L’era dell’accesso (2000), "Ecocidio" (2001). L’ultima uscita è “Il sogno europeo” affascinante studio sulle differenze tra Vecchio e Nuovo continente.

IGNACIO RAMONET (Tema: “l’Informazione globale”)
incontro pubblico Punti di vista a confronto – sabato 24 dalle 20.30-23.00

Nato a Redondela (Pontevedra) in Spagna ha vissuto la sua infanzia a Tangeri. Studia ingegneria e sociologia in Spagna, Marocco e a Parigi e si laurea in Semiologia e storia della cultura. Scrive di cinema per i Cahiers du Cinema e per il quotidiano Libération. Esperto di politica internazionale, direttore per lungo tempo (e attualmente caporedattore) del mensile Le Monde Diplomatique, la cui edizione italiana è pubblicata in supplemento al quotidiano "Il manifesto", Ramonet ha contribuito alla fondazione del movimento Attac ed è stato tra i promotori del Forum sociale mondiale di Porto Alegre.
Professore di teoria della comunicazione audiovisiva all’Università Denis-Diderot di Parigi ha pubblicato numerose opere tra cui vel la pena di ricordare: "Geopolitica del Caos",(1998), “la tirannia della comunicazione” (1999), Marcos, la dignità ribelle, (2001), Guerre del XXI secolo, (2002), “Il mondo che non vogliamo” (2003) e “Piccolo dizionario critico della globalizzazione” (2004).

Sergio Marelli
incontro pubblico Punti di vista a confronto – venerdì 23 dalle 20.30-23.00

Presidente dell’associazione ONG italiane

Giulietto Chiesa (moderatore dell’incontro fra Rifkin e Ramonet)

Giulietto Chiesa è nato ad Acqui Terme (Al) nel 1940. Ha una lunga militanza politica nel Pci. Dal 1 ottobre 1980 al 1 settembre 1990 è corrispondente da Mosca per l'Unità. Nel 1990 passa alla Stampa, ancora come corrispondente da Mosca, e rimane in Russia fino alla fine del 2000. Attualmente è editorialista e commentatore politico dello stesso giornale e notista e commentatore del Manifesto e di Avvenimenti. Collabora con altre numerose riviste, giornali, radio e tv italiane, europee, russe e americane. Negli ultimi cinque anni si è occupato di studio della globalizzazione e dei suoi effetti sul sistema mediatico mondiale. Ha pubblicato numerosi saggi. Tra gli ultimi libri: " G8-Genova", la cronaca degli avvenimenti del luglio 2001. "Afghanistan anno zero", "La guerra come menzogna" (2004), "I peggiori Crimini del Comunismo" (2004), con il giornalista e disegnatore satirico Vauro. E’ tra i promotori del sito e dell’associazione Magachip, democrazia nella comunicazione.

Miriam Giovanzana (modera l’incontro con Bakan e Marelli)

È nata a Monza nel 1962, è giornalista professionista dal 1994.
Dal 1999 dirige il mensile nazionale Altreconomia ed è tra i fondatori del mensile “Terre di mezzo” che si occupa di povertà ed emarginazione sociale.
È direttore editoriale della collana dei libri di Altreconomia.
Relatrice a convegni nazionali e internazionali sui temi dei diritti umani, dell’economia solidale e della finanza etica, rapporti Nord-Sud. Autrice di saggi e libri sugli stessi temi, tra cui il recente “Io boicotto Nestlè”.
Fa' parte del comitato scientifico di “Fa’ la cosa giusta”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Jean Leonard Touadi (modera l’incontro fra Novak e Norberg-hodge)

Nato nel 1959 nel Congo-Brazzaville, è giornalista e conferenziere; ha insegnato filosofia in un liceo romano. In Italia dal 1979, si è laureato in Filosofia all'Università "La Sapienza"; in Giornalismo e Scienze politiche alla Luiss di Roma. Ha ideato e condotto il programma di RaiDue “Un mondo a colori”. È membro del Comitato Scientifico della rivista Nigrizia.