La capitale dei Savoia
Nel 1280 la dinastia dei Savoia conquista Torino. Sotto il loro regno, la città vivrà una delle più importanti trasformazioni della sua storia. Nel 1563 i Savoia trasferiscono qui la loro capitale da Chambéry e faranno giungere i migliori architetti del tempo: da Ascanio Vitozzi ad Amedeo e Carlo di Castellamonte, da Guarino Guarini a Filippo Juvarra. Grazie al loro estro e al loro genio creativo la città si trasforma in una delle maggiori capitali del barocco. Torino acquista uno stile, un fascino e un’eleganza particolari che da secoli rappresentano uno dei suoi tratti distintivi.
Centro economico, di produzione e di scambi, qui nascono le prime industrie manifatturiere e si sviluppa in particolare l’arte della lavorazione del cioccolato, fiore all’occhiello della tradizione torinese, in Italia e nel mondo.
Torino assume importanza dal punto di vista religioso, in particolare dal 1578, anno in cui il duca Emanuele Filiberto trasferisce definitivamente da Chambéry la Sindone: il lenzuolo che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù Cristo.
La Torino dei Savoia è un centro culturale ricco di fermenti. L’Università, fondata nel 1404, attira le intelligenze da tutta Europa: qui si laurea uno dei geni dell’umanesimo rinascimentale, Erasmo da Rotterdam. Torino è anche il luogo amato da Montesquieu e che il politico e intellettuale francese Charles de Brosses definisce “la città più graziosa d’Italia e, per quel che credo, d’Europa.”
