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La clemenza di Tito
La clemenza di Tito, opera seria in due atti composta da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto che Caterino Mazzolà, è tratta dall’omonimo dramma di Pietro Metastasio. Sul podio il Maestro Roberto Abbado con la regia del nuovo allestimento di Graham Vick.
Il dramma, incentrato sulla figura dell’imperatore Tito che, miracolosamente scampato a una congiura, scopre i traditori, li condanna ma, alla fine, con un inaspettato atto di clemenza perdona tutti, scritto originariamente da Metastasio nel 1734, conobbe nel corso del ’700 un enorme successo e innumerevoli versioni musicali, dato il contenuto celebrativo che ben si prestava a opere di carattere encomiastico. Risultò perfetto anche all’impresario del Teatro Nazionale di Praga, Domenico Guardasoni, quando, nel giugno 1791, gli Stati Generali boemi gli chiesero un’opera per l’incoronazione dell’imperatore Leopoldo II a re di Boemia. Egli incaricò Mozart che, secondo le testimonianze dell’epoca, avrebbe impiegato solo diciotto giorni per scrivere la musica. La stesura del libretto fu affidata al poeta di corte Caterino Mazzolà che, insieme a Mozart, rivide il dramma rendendo più fluida l’azione scenica e facendola diventare, come disse lo stesso compositore: «vera opera».
Al centro delle vicende ambientate nella Roma del 79 d.c. circa vi è l’amore declinato in tutte le sue diverse sfumature. L’amore-odio di Vitellia per Tito; l’amour fou di Sesto per Vitellia che lo renderà colpevole del tentato omicidio di Tito; l’amore-consapevole di Annio per Servilia alla quale è pronto a rinunciare perché prescelta sposa dell’imperatore. E poi l’amicizia: quella tra Sesto e Annio, e quella tradita tra Sesto e Tito ma anche il senso dell’onore delle due donne, quello di Vitellia che si autodenuncia mandante del tentato omicidio dell’imperatore e quello di Servilia che rinuncia al titolo di imperatrice perché ama un altro.
Graham Vick, ideatore della messa in scena e regista inglese tra i più affermati al mondo, riesce a essere fortemente innovatore senza stravolgere né tradire il testo e sa regalare immagini di considerevole impatto. Nel cast, quasi tutto italiano, figurano cantanti non solo dalle voci straordinarie, ma anche dalle notevoli doti interpretative. Tito avrà la bella voce del tenore Giuseppe Filianoti, ormai considerato uno dei più raffinati interpreti della sua generazione, Vitellia sarà il soprano Carmela Remigio, nella cui carriera, in continua ascesa, i ruoli mozartiani si sono rivelati di particolare importanza, soprattutto per il raggiungimento della notorietà internazionale. Nel ruolo di Sesto, Monica Bacelli che si è più volte cimentata con il personaggio tanto da esserne ormai una delle più apprezzate interpreti. Servilia avrà la voce e le sembianze di Rachel Harnisch, deliziosa Pamina l’anno scorso al Regio. Due giovani promesse del canto, Daniela Pini e Simón Orfila saranno rispettivamente Annio e Publio. Il Coro del Teatro Regio è diretto da Claudio Marino Moretti. Le scene e i costumi del nuovo allestimento portano la firma di Jon Morrell.

