Quote associative e retribuzione dei collaboratori

Soci

In un'associazione no profit non è possibile stabilire requisiti o discriminanti sulla base dei quali a qualcuno possa essere concesso o rifiutato di diventare socio. Solamente se chi fa richiesta di entrare in associazione ha compiuto gravi atti contro l'associazione stessa, l'adesione può non essere concessa dal Consiglio Direttivo.
Per diventare soci è necessario

  • compilare la domanda di associazione, nella quale il soggetto riporta i propri dati anagrafici, che dovranno poi essere inseriti nel libro soci una volta che il Consigli Direttivo avrà ratificato la sua adesione;
  • versare la quota associativa stabilita dall'Assemblea dei Soci.

NB: è indispensabile che esista una quota associativa, anche simbolica, che i soci versano all'atto dell'adesione all'associazione, in modo che si possa distinguere in maniera inequivocabile chi è socio (e quindi ha diritto di voto in assemblea) e chi no.

I soci devono avere tutti pari diritti e pari doveri. La quota associativa deve essere unica e uguale per tutti.

 

Collaboratori

Un'associazione può avere dei collaboratori esterni (non soci) ai quali si appoggia per mandare avanti le proprie attività.
Può trattarsi di collaboratori occasionali, professionisti con partita iva oppure dipendenti.

Se invece l'associazione decide di avvalersi dei propri soci per svolgere una determinata mansione, è necessario che essi vengano retribuiti in maniera occasionale. Non possono dunque essere dipendenti, dal momento che questo implicherebbe ricevere uno stipendio mensile regolare dall'associazione, ma bensì collaboratori occasionali oppure lavoratori autonomi con partita iva, che quindi possono emettere fattura intestata all'associazione. Per non incorrere in accuse di lucro indiretto (cioè di spartizione degli utili fra gli aderenti non dichiarata), è opportuno che chi è socio non riceva dalla propria associazione nulla più che una sorta di riconoscimento economico del proprio impegno e delle proprie capacità, e che comunque la quantità di tempo per il quale viene retribuito sia inferiore alla quantità di tempo che dedica all'associazione a titolo volontario.

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