La Riforma del Terzo Settore

Cosa cambia per le associazioni

Con il Decreto Legislativo n. 117 del 3 luglio 2017 viene introdotta la Riforma del Terzo Settore per mettere ordine all'interno del mondo del no profit in Italia.
Per Terzo Settore si intende l'insieme di enti privati senza scopo di lucro come:

  • organizzazioni di volontariato
  • associazioni di promozione sociale
  • enti filantropici
  • fondazioni
  • imprese sociali (incluse le cooperative sociali)
  • reti associative
  • Società di Mutuo Soccorso.

Questi enti hanno finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e promuovono e realizzano attività d'interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi.

Novità introdotte dalla Riforma

La Riforma del Terzo Settore ha introdotto alcune importanti novità, che saranno recepite entro la fine del 2018:

  • tutte le tipologie di associazioni sono definite come Enti del Terzo Settore (ETS) con la scomparsa delle ONLUS.
  • introduzione del Registro Unico Nazionale che raccoglie gli oltre 300 registri, albi e anagrafi degli enti no profit; il registro sarò pubblico e accessibile in modalità informatica. Sarà obbligatorio iscriversi al Registro Unico per poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste.
  • con l'introduzione del Registro Unico non sarà più obbligatorio compilare il Modello Enti Associativi (EAS) per la registrazione all'Agenzia delle Entrate
  • tutti gli Enti del Terzo Settore potranno rivolgersi ai Centri di Servizio per il Volontariato, fino ad oggi dedicati esclusivamente alle associazioni di volontari.
  • aumento dei possibili campi di attività per le imprese sociali, con la possibilità di ripartire gli utili e gli avanzi di gestione, anche se in forma limitata.

Materiali di approfondimento
 

Per avere informazioni di primo livello, è disponibile su appuntamento presso il Centro InformaGiovani di Torino lo Sportello Giovani in Associazione.

Data aggiornamento: 
13 Giugno 2018