Uso e abuso di alcool

Alcol, pubblicità e stili di vita

L'alcol ha una forte valenza di ambiguità, perché da un lato viene legato all'uso tradizionale socializzante e dall'altro all'uso trasgressivo.
Nella nostra società questi due aspetti convivono e la pubblicità insiste molto nel tentativo di condizionare i consumi per favorire il mercato, legando all’uso di bevande alcoliche l’idea di uno stile di vita improntato al divertimento, alla convivialità e al successo personale.

Il consumo di alcolici e superalcolici, oltre a essere un affare per la pubblicità e per l’industria enologica, rappresenta tuttavia un fattore di rischio per la salute e per la società.
Con la Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati si è cercato di limitare i danni e di fare prevenzione.
Inoltre è prevista una normativa sulla vendita dell'alcol ai minori e nei distributori automatici.

Cambia il consumo

I dati ISTAT sull’uso e l’abuso di alcol in Italia mostrano un cambiamento nell'uso delle bevande alcoliche.

C'è un leggero calo del consumo giornaliero ma aumenta il consumo di alcol occasionale e di bevute fuori dai pasti, aumenta il consumo di birra, degli aperitivi alcolici e dei superalcolici.

Tra i giovani, soprattutto nei momenti di socializzaizone, sono sono in aumento comportamenti particolarmente pericolosi, come il binge drinking (abbuffata alcolica, molto alcol in poco tempo), che possono causare gravi problemi di salute.

Dall’analisi dei dati emerge che:

  • il modello mediterraneo di bere vino durante i pasti decresce soprattutto tra le donne
  • aumentano i consumatori occasionali, soprattutto tra gli uomini
  • i cambiamenti riguardano anche il tipo di bevande consumate, in particolare tra i giovani: cresce il consumo di alcolici diversi da vino e birra come aperitivi, amari e superalcolici, consumati occasionalmente e fuori dai pasti
  • già a partire dai 18-19 anni i valori di consumo si avvicinano a quelli della media della popolazione
  • comportamenti non moderati nel consumo di bevande alcoliche si riscontrano tra i giovani di 18-24 anni e tra gli adolescenti di 11-17
  • il binge drinking (abbuffata alcolica), ovvero l’assunzione in un’unica occasione e in un ristretto arco di tempo di quantità di alcol molto elevate (6 o più bicchieri), è un comportamento diffuso soprattutto tra i giovani di 18-24 anni e i giovanissimi di 11-17 anni,  che può avere gravi effetti in quanto il loro cervello è ancora in fase di crescita e raggiunge la completa maturazione intorno ai 20 anni. I giovani praticano il binge drinking, soprattutto nei contesti della socializzazione e del divertimento collettivo, spesso bevendo fino all’ubriachezza e all’intossicazione alcolica.

Tra i comportamenti dannosi, segnaliamo anche il poliabuso.
Nell’ottica dello sballo, l’alcol viene consumato in associazione ad altre sostanze d’abuso quali tabacco, hashish, cocaina.

Energy drink

Gli “energy drinks” sono bevande in prevalenza analcoliche, sempre più diffuse nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni, che contengono sostanze stimolanti.
Vengono vendute con indicazioni di effetto positivo, aumento dell’energia fisica e mentale, miglioramento delle performances sportive e cognitive.
Le bevande energizzanti, oltre a guaranà, taurina, carnitina, vitamine del gruppo B, ginseng, ginko biloba e altri derivati vegetali, contengono elevati livelli di caffeina che producono effetti stimolanti.

Un trend in continua crescita è il consumo di queste bevande in associazione all'alcol oltre al consumo di cocktails preparati mischiando una bevanda energetica con una alcolica.

I principali rischi per il consumo combinato di energy drinks e alcol sono:

  • mascheramento dell’effetto depressivo dell’alcol che porta il consumatore a sottovalutare il proprio stato di ebbrezza e di conseguenza a bere ulteriormente. Inoltre, l’associazione caffeina-alcol può aumentare le possibilità di incorrere in eventi o comportamenti rischiosi: violenza/abuso sessuale, mettersi al volante ubriachi ecc.
  • dipendenza da alcol e alcolismo dovuta alla maggiore quantità di alcol ingerita
  • rischio di disidratazione, alcol e energy drinks hanno effetti diuretici e la caffeina determina anche un aumento della sudorazione
  • alterazione del ritmo cardiaco, tachicardia e palpitazioni sono tra i più comuni effetti collaterali legati all’associazione di alcol e energy drinks. In soggetti con patologie cardiache possono insorgere anche episodi di tachicardia
  • alterazione delle funzionalità renali riconducibile agli effetti della taurina sul sistema emuntorio (elimina le scorie).

Infine, ricordiamo che dal punto di vista normativo la situazione in Unione Europea e in Italia è molto diversa rispetto agli USA, sia per quanto riguarda le informazioni contenute nelle etichette (più dettagliate) sia per i limiti quantitativi imposti sull’uso di alcuni ingredienti (ad es. caffeina).

Qualche informazione sull'alcol

L’alcol è una sostanza legale, ma come le droghe ha un effetto psicoattivo: è in grado cioè di modificare il funzionamento del cervello e la sua assunzione protratta nel tempo induce dipendenza e assuefazione (per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare la dose).

Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l'alcol non è nutriente e il suo abuso è tossico per l'organismo e le sue funzioni.
Se si vuole ridurre il proprio peso corporeo è necessario limitare il consumo di bevande alcoliche o smettere di bere, poiché l'alcol apporta sette chilocalorie per grammo, che sommate a quelle apportate dagli alimenti, possono contribuire a farci ingrassare.

L’assunzione di bevande alcoliche in quantità o modalità dannose può essere causa di varie patologie, traumi gravi, incidenti, turbe mentali e del comportamento.
Il rischio per la salute esiste comunque a qualunque livello di consumo e l’ubriachezza non è altro che un’intossicazione, che comporta perdita di coordinamento, riduzione della lucidità, diminuzione della memoria, rallentamento dei riflessi e ritardo della reazione a stimoli luminosi e sonori.
In alcuni casi si può avere perdita della coscienza, arrivando negli episodi più drammatici al coma etilico e alla morte.

Maggiori informazioni sul sito del Ministero della Salute  nella sezione dedicata ad alcol e alcoldipendenza

Perchè non bisogna bere prima dei 16 anni

Prima dei 16 anni di età sarebbe meglio non consumare alcol per nulla. Il motivo è semplice: prima dei 18 anni, anche in piccole dosi, l'alcol danneggia il processo di crescita e l’organismo non è ancora in grado di metabolizzare efficacemente l’alcol.
Per gli adolescenti fino ai 15 anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’astensione totale dal consumo di alcol.
I gestori dei locali non possono vendere alcolici ai minori di 18 anni perchè è proibilto dalla Legge.

Il consumo di alcol non è utile all’organismo e alle sue funzioni, anzi è causa di danni diretti alle cellule di molti organi, tra cui il fegato e il sistema nervoso centrale.
Il binge drinking nei ragazzi più giovani aumenta il rischio di alcoldipendenza in età adulta.
L’effetto di rilassamento, disinibizione, eccitazione e perdita di controllo che procura l’alcol (e che in certi casi comporta anche il rischio di rapporti sessuali non voluti e non protetti) spinge le persone più fragili e insicure a ricorrere al consumo di alcolici per sentirsi più disinvolte e a proprio agio, ma con il tempo, per ottenere questo effetto transitorio, si devono assumere quantità sempre maggiori di alcol.

L’alcol può avere effetti depressivi, sedativi, eccitanti a seconda delle situazioni e può di conseguenza causare anche comportamenti antisociali (danneggiamenti, risse, aggressioni, violenze, atti autolesionistici come, per esempio, tentativi di suicidio), per questo non si dovrebbe bere per noia o se si è depressi.
Non si dovrebbe mai neppure bere a stomaco vuoto. Se si beve a stomaco pieno, gli alimenti rallentano il passaggio dell’alcol nel sangue.

Per un approfondimento leggere Qualche dritta per i più giovani

Come si calcola l'alcol assunto?

Un modo semplice è quello di calcolare il numero di drink.
Ciascuna bevanda alcolica contiene circa 12 grammi di alcol corrispondenti al consumo di:

  • un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione (12 gradi)
  • una lattina (330 ml) di birra di media gradazione (5 gradi)
  • un bicchiere (80 ml) di aperitivo (18 gradi)
  • un bicchierino (40 ml) di superalcolico (36 gradi)

Bisogna comunque considerare che i minori di 16 anni e le donne hanno una capacità minore di assorbimento dell’alcol.

Perché non si devono mixare alcolici e alcol + droghe?

Mescolare tipi di alcolici diversi e l’uso combinato dell’alcol con altre sostanze (farmaci, anticoncezionali e soprattutto droghe) può provocare danni fisici ancora più seri e alterazioni psichiche dalle conseguenze imprevedibili.

L’uso combinato di più sostanze ha effetti rilevanti sulle funzioni sensitive, motorie e sul comportamento anche a fronte di basse concentrazioni nel sangue, dal momento che la loro associazione produce un'amplificazione degli effetti.

Alcol e guida

Gli effetti delle sostanze psicoattive sono incompatibili con la guida.
Le alterazioni a livello psichico e fisico compromettono le prestazioni alla guida, aumentando il rischio di incidenti stradali.
La mortalità per incidente stradale è uno dei più importanti indicatori di danno indirettamente causato dall’alcol.
Prima di mettersi alla guida è indispensabile aspettare due ore per ogni bicchiere di alcolico bevuto.
Gli effetti più comuni dell’alcol sono i seguenti:

  • riduzione della concentrazione, della lucidità e della prudenza;
  • riduzione del campo visivo: “visione a tunnel” in cui scompare ciò che è laterale;
  • errata percezione del pericolo;
  • errata valutazione delle distanze e della velocità;
  • aumento della sensibilità all’abbagliamento dei fari;
  • alterazione della coordinazione motoria;
  • rallentamento dei riflessi;
  • errata percezione della realtà.

Le sostanze d’abuso influenzano la capacità di giudizio determinando: ipervalutazione delle proprie capacità e/o sottovalutazione del pericolo, che sono alla base dell’assunzione di comportamenti a rischio. Il rischio di incidenti aumenta con l’aumentare dell’alcolemia ovvero la concentrazione di alcol etilico nel sangue.

Le  norme previste  dal Codice della strada e l’attivazione di progetti di prevenzione su alcol, sostanze d’abuso e guida, su tutto il territorio nazionale, hanno contribuito alla graduale riduzione del numero degli incidenti, dei feriti e dei morti che si è verificata negli ultimi anni. In particolare, da quando esiste la possibilità di essere sottoposti a controllo sui tassi alcolemici, si è verificata una consistente diminuzione di riscontri positivi nei guidatori.
Il Codice della strada ha introdotto norme per i giovani patentati (tra cui il divieto di consumare alcol prima di mettersi alla guida per i minori di 21 anni e nei primi tre anni di patente B) e stabilito sanzioni più restrittive per chi guida in stato di ebbrezza.
Per legge una persona è ebbra quando il suo tasso alcolemico (concentrazione di alcol etilico nel sangue) supera 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Questo tasso non è uguale per tutti, ma dipende da una serie di fattori: età, sesso, peso corporeo, etnia, stato di salute, se si è bevuto a stomaco pieno o vuoto, gradazione della bevanda, tempo trascorso dall’assunzione.
In media poco più di un drink è sufficiente per una donna a superare il limite legale alla guida. Per un uomo il limite si raggiunge con poco più di due drink.

La guida in stato di ebbrezza e/o sotto effetto di sostanze riguarda tutte le fasce d’età, ma è un fenomeno che assume aspetti di particolarità tra i giovani per vari motivi:

  1. inesperienza alla guida;
  2. impulsività;
  3. trasgressività;
  4. sperimentazione del limite;
  5. modalità di consumo: fuori pasto, uso per sballare, poliabuso, binge drinking.

Per conoscere le nuove disposizioni del Codice della strada e ulteriori dettagli relativi al consumo di bevande alcoliche, si consiglia la lettura della sezione dedicata ad alcol e guida sul sito del Ministero della Salute, dove si trovano anche la tabella sui livelli di alcolemia dopo l'assunzione di alcolici e quella sui sintomi correlati ai livelli di concentrazione dell'alcol.
Per informazioni sui rischi della guida in stato di ebbrezza si può visionare l'opuscolo Il Pilota.

Quando l'alcol diventa un problema

Si può parlare di alcolismo quando si sviluppa una dipendenza dall’alcol, cioè un bisogno incontrollabile di bere bevande alcoliche.
Spesso chi abusa nel consumo di alcol non è consapevole di avere un problema, ma istintivamente cerca un conforto bevendo prima di situazioni che possono procurare stress, innescando un meccanismo che lo porterà ad assuefarsi e ad avere quindi bisogno di dosi sempre maggiori di alcol per raggiungere l’effetto desiderato.
L’assuefazione provoca, come per le droghe, l’astinenza, che consiste nella manifestazione di vari sintomi fisici (sudorazione, tremore delle mani, insonnia, nausea e vomito, allucinazioni), a distanza di tempo variabile, quando si sospende l’assunzione della sostanza.

Si può ipotizzare un problema di dipendenza da alcol quando si risponde affermativamente a una o più di queste domande:

  • hai mai sentito la necessità di ridurre l’assunzione di alcolici?
  • ti infastidisce che la gente critichi il tuo consumo alcolico?
  • ti sei mai sentito preoccupato o colpevole perché bevi?
  • ti è mai capitato di bere alcolici al mattino per distenderti o per far passare i postumi di una “sbronza”?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “uso dannoso di alcol un consumo di bevande alcoliche che avviene in quantità e/o modalità tali da implicare danni alla salute e/o conseguenze sociali negative.
In Italia l’alcol è la prima causa di morte per i ragazzi sotto i 24 anni (compresi gli incidenti d’auto) e, nel mondo, di 2,5 milioni di persone ogni anno, ma anche di patologie, di danni ad altri e interessa in misura sempre maggiore le fasce più giovani e i paesi in via di sviluppo.
Il consumo nocivo di alcol rappresenta ormai uno dei quattro fattori di rischio, assieme a fumo, dieta scorretta e sedentarietà, per i principali gruppi di patologie non trasmissibili: malattie cardiovascolari, tumore, malattie polmonari croniche e diabete.

A chi rivolgersi per aiuto

Le persone alcoldipendenti spesso non ammettono di avere un problema e rifiutano il dialogo su questo argomento.
Gli alcolisti e talvolta anche i familiari di un alcolista, tendono a negare o minimizzare il problema.

Esistono dei Servizi pubblici di Alcologia che si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione delle problematiche legate all'abuso e alla dipendenza da alcol.
Presso questi servizi lavorano medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali e operatori amministrativi i quali, attraverso opportuni programmi terapeutici e interventi di carattere psicosociale, supportano la persona alcoldipendente e le famiglie.

E' possibile inoltre rivolgersi alle associazioni di ex alcolisti, che aiutano chi si trova in difficoltà.

ACAT -  via Pietro Mascagni 20 - 10154 Torino - tel. 0112422328 - 3381244217
- Email: info@acat-torinonord.com
Servizio di accoglienza: dopo un primo colloquio indirizza le persone ai CAT - Club di Alcolisti in Trattamento o ad altri servizi (ad esempio i SerT).
Inoltre, l'ACAT crea gruppi di auto-aiuto costituiti dagli alcolisti, dai loro familiari e dai volontari, e favorisce la collaborazione con i Servizi Publici (ASL, Comuni, ecc.), con altre associazioni di volontariato.

via Luigi Ornato 4  - 10131 Torino - tel. 3346494274

E' un'associazione di auto-aiuto costituita da ex alcolisti che aiutano chi si trova a vivere il problema dell'alcolismo a smettere di bere.

corso Trapani 95/A - 10141 Torino - tel. 0113391969 - 3356288011 - 
Email: aliseo@gruppoabele.org

E' un'associazione costituita nel 1987, nell'ambito delle iniziative del Gruppo Abele, allo scopo di offrire aiuto e accoglienza agli alcolisti e alle loro famiglie.
Il metodo mira a contenere l'abuso della sostanza, a mutare lo stile di vita sul piano delle abitudini quotidiane e a individuare e valorizzare le potenzialità della persona.
Gli interventi spaziano dalla prima accoglienza, consulenza e sostegno, alle comunità di pronta accoglienza, nonché attività formative e di informazione. Aliseo gestisce la comunità residenziale terapeutica Cascina Nuova a Roletto, in provincia di Torino.
ACCOGLIENZA E PRIMO ASCOLTO: via Leoncavallo 27 - 10154 Torino - tel. 0112486221 fax 0112450401 - email: accoglienza@gruppoabele.org

Tel. 3666807561
Email: progetto.pin@gmail.com

Prevede un intervento di strada, con l'ausilio di un camper, in prossimità dei luoghi e locali del divertimento notturno a Torino. Obiettivo è il contatto, anonimo e informale, e la relazione con i giovani.
Le attività principali sono la sommistrazione del test alcolemico con etilometro; la distribuzione di preservativi e alcoltest monouso e la diffusione di materiale informativo sulle principali sostanze psicotrope/psicoattive; l'ascolto e l'accoglienza di racconti di situazioni problematiche, informazioni rispetto ai servizi preposti a interventi di presa in carico e risoluzioni efficaci.

Riferimenti utili

  • OSSFAD - Osservatorio Fumo Alcol Droga - Istituto Superiore di Sanità
    viale Regina Elena 299 - 00161 Roma
    tel. 0649902634 fax 0649902016
    Email: osservatorio.fad@iss.it
  • Telefono Verde Alcol: 800632000
    Orario: dal lun al ven dalle 10 alle 16
    E' un servizio nazionale, anonimo e gratuito, di counselling telefonico sull’alcol.
    Il servizio si rivolge in particolare ai giovani, alle loro famiglie e alle istituzioni che si occupano degli interventi di prevenzione e di promozione della salute a livello individuale e collettivo.