Cyberbullismo e Sexting

Cyberbullismo e Sexting sono delle particolari forme di bullismo che utilizzano le tecnologie informatiche; per prevenire il fenomeno è possibile mettere in pratica alcuni consigli per l'uso consapevole di Internet e conoscere i servizi a cui rivolgersi in caso di necessità.  

Cyberbullismo

Il cyberbullismo utilizza le tecnologie informatiche per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone. 

La rete viene utilizzata per diffondere immagini o video diffamanti, veri o falsi che siano, attraverso social network, messaggi, chat, forum e siti di giochi online. Il sito di informazione No Cyberbullismo aiuta a riconoscere il fenomeno e ad attivare comportamenti preventivi.  

Il cyberbullismo è meno denunciato del bullismo tradizionale perché spesso il materiale diffuso online riguarda aspetti legati alla sessualità o alla sfera personale.
Tutte le varie tipologie di cyberbulllismo, come ad esempio minacce, calunnie, insulti, diffusione di video imbarazzanti, furto d’indentità, creazione di falsi profili e di false immagini, sono reati perseguibili che è possibile denunciare. 

Dal punto di vista legale i cyberbulli rischiano pene molto severe che possono arrivare fino a 12 anni di carcere; nel caso di immagini e video di minorenni viene considerata diffusione di pedopornografia.
La Legge n. 71/2017 ha introdotto in Italia una normativa sul cyberbullismo e previsto che nelle scuole si realizzino azioni di prevenzione del fenomeno, attraverso l'istituzione di un referente per ogni istituto scolastico. La legge prevede anche che le vittime di cyberbullismo con almeno 14 anni hanno il diritto di chiedere l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi contenuto social di tipo personale e l'obbligo del gestore del sito di provvedere entro 48 ore; nel caso in cui il gestore non effettui la rimozione ci si può rivolgere al Garante della Privacy che deve intervenire entro le 48 ore successive per eliminare i contenuti offensivi. 

Sexting

Il termine sexting è l’unione di sex e di texting e significa inviare o condividere video o immagini di sesso espliciti. 

Lo strumento per diffondere il materiale è internet, attraverso social network come Facebook e Instagram, piattaforme di condivisione come YouTube, oppure applicazioni di messaggistica come WhatsApp e Messenger. 
L’invio, anche a una ristretta cerchia di amici, può diventare virale, uscire dal gruppo e diffondersi velocemente attraverso la condivisione su varie piattaforme. 

Ritrarre se stessi o scambiare foto e video a sfondo sessuale è un comportamento sempre più diffuso; è indispensabile sapere che può generare spiacevoli conseguenze sia sotto il profilo psicologico sia sotto il profilo legale.

Infatti, se le foto o i video sessualmente espliciti contengono immagini di minorenni, si configura il reato di distribuzione di materiale pedopornografico, punito con pene molto severe. 

Consigli per l'uso di Internet

Esistono molti strumenti per utilizzare la rete in modo consapevole e proteggere la privacy. 
Sul sito Generazioni Connesse, creato dal Miur con il contributo della Commissione Europea, si trovano informazioni utili sull'uso di Internet per giovani e famiglie.
Il progetto Tabby, nato dal supporto del Daphne UE Programme, propone un questionario per stimare il livello di rischio dei propri comportamenti online. 

Ecco qualche consiglio:

  • verificare periodicamente le impostazioni di privacy degli propri account e sui social network
  • autorizzare l'accesso ai contenuti su Facebook esclusivamente agli amici e non accettare richieste di amicizia da sconosciuti, anche se risultano amici di amici
  • cambiare periodicamente le password non condividerle mai, neanche con amici fidati
  • non lasciare incustodito lo smartphone o il tablet
  • non condividere foto e video che potrebbero essere usati impropriamente da altri
  • non usare il proprio nome e cognome e non scrivere i propri dati personali in chat o su messaggerie (numero di telefono, indirizzo, codice fiscale, email ecc.)
  • fare uno screenshot dei post o messaggi ritenuti offensivi 
  • non rispondere ai messaggi di persone sconosciute e non rispondere a messaggi provocatori
  • bloccare gli account che mandano post sgradevoli 
  • segnalare immediatamente al gestore del sito la diffusione di un contenuto privato senza il proprio consenso. 

Servizi a cui rivolgersi

Per parlare con un esperto è possibile rivolgersi al Telefono Azzurro, chiamando il numero gratuito 19696, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.
La sede del Telefono Azzurro di Torino è in corso Rosselli, 128/A e risponde al numero 0114831104. 

Per denunciare un abuso, rivolgersi al Commissariato di Polizia più vicino o inviare una segnalazione online alla Polizia Postale.
La segnalazione si può fare anche tramite smartphone, attraverso l'App YouPol - attiva a Torino oltre che a Milano, Roma e Catania - che in caso di emergenza invia immediatamente la geolocalizzazione del dispositivo.
A Torino opera inoltre il Nucleo di prossimità dei Vigili Urbani a cui ci si può rivolgere telefonicamente al numero 01101134300 o direttamente presso la sede di Via Bologna 74.

Il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito il servizio Antiviolenza e Stalking contro la violenza sessuale e di genere, attraverso il numero gratuito 1522, attivo tutti i giorni 24 ore su 24. 

Centri d'ascolto per adolescenti a Torino e prima cintura sono disponibili anche per questioni che riguardano difficoltà di comunicaizone o conflittualità tra coetanei.

Un film: Cyberbully Pettegolezzi Online
Data aggiornamento: 
6 Febbraio 2018