Apertura e adempimenti connessi all'Imposta sul Valore Aggiunto

Che cos'è e come si apre una Partita IVA

La partita IVA - Imposta sul Valore Aggiunto -  è un numero composto da 11 cifre, una sorta di carta d’identità di tipo fiscale, collegata all’attività professionale o imprenditoriale; serve per la gestione degli aspetti fiscali, previdenziali e assistenziali, e rimane sempre lo stesso fino alla fine dell’attività relativa. Deve essere indicato sempre nelle fatture, nelle parcelle, nelle ricevute, nelle comunicazioni che si effettuano e anche nella home page del proprio sito Internet.

Per aprire una partita IVA è necessario recarsi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, oppure richiedere l’attribuzione in via telematica o per mezzo di un intermediario abilitato, utilizzando il Modulo AA9/11 (in caso di persone fisiche) o il Modulo AA7/10 (in caso di società).
Occorre un documento di identità in corso di validità e il codice fiscale personale; è necessario conoscere il codice di attività (codice ATECO) che si intende utilizzare. L'attribuzione della partita IVA è gratuita. Al momento della richiesta è necessario anche decidere se avvalersi o meno di regimi fiscali agevolati, sulla base dei propri requisiti.

Documenti rilevanti ai fini IVA

Le operazioni che rientrano nel campo di applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto devono essere certificate con uno dei seguenti documenti: la fattura, la ​ricevuta fiscale, lo scontrino fiscale o il documento di trasporto.

La fattura deve essere emessa da chi è titolare di Partita I.V.A. per tutte le operazioni imponibili, non imponibili ed esenti. È emessa, generalmente, da chi effettua la cessione o la prestazione, ossia il fornitore. Può essere anche chiamata parcella quando ad emetterla è un libero professionista. Ogni fattura si emette in duplice copia; l’originale va consegnata o spedita al cliente, mentre la seconda copia deve essere conservata per almeno 10 anni da colui che l’ha emessa.

Gli elementi che la fattura deve obbligatoriamente contenere sono:

  • la data di emissione e il numero progressivo
  • i dati identificativi dei soggetti fra i quali è effettuata l’operazione (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale)
  • il numero di Partita I.V.A. e il codice fiscale del cedente o prestatore
  • la natura, la qualità e la quantità dei beni o dei servizi formanti oggetto dell’operazione
  • l’indicazione della base imponibile (prezzo, spese accessorie, valore degli omaggi, sconti ecc.) su cui calcolare l’imposta se dovuta
  • l’aliquota applicata e l’ammontare dell’I.V.A. dovuta ovvero il titolo dell’inapplicabilità e la relativa norma (es. esente – art. 10, n. 3, DPR n. 633/72). Dal 1° gennaio 2013 è possibile emettere la fattura “semplificata” per un ammontare non superiore a 100 euro, nonché per la fattura rettificativa.

Merita ricordare che la fattura non è obbligatoria quando non richiesta tempestivamente dal cliente; ciò non implica che sia possibile evitare di certificare la vendita di un bene o la prestazione di un servizio, ma significa piuttosto che sia possibile farlo anche con altri strumenti; ad esempio in quanto l’importo della transazione è molto esiguo, è possibile emettere ricevute fiscali o scontrini fiscali. Alcuni soggetti non sono obbligati a emettere la fattura, come ad esempio chi svolge attività di commercio al minuto, ovvero prestazioni di servizi rese nell’esercizio di impresa in locali aperti al pubblico oppure in forma ambulante; in questo caso i i propri corrispettivi vengono certificati mediante l’emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino.. 

Gestione dell'IVA

Si utilizza un registro in cui da un lato viene elencata l’IVA a debito, quella incassata dai propri clienti attraverso le fatture emesse, e dall’altra quella a credito, pagata ai propri fornitori sulle fatture di acquisto ricevute. Per tutte le operazioni bisogna essere in possesso di idonea documentazione per poter esercitare il diritto alla detrazione.

Ogni mese o ogni trimestre, su opzione, si liquida l’IVA, cioè si sottrae dall’IVA a debito sulle fatture emesse l’IVA a credito su quelle ricevute. La differenza, se positiva, costituisce il debito IVA di quel periodo da pagare all’erario, se negativa costituisce un credito da riportare alla liquidazione successiva. Questa gestione dell’IVA si chiama autoliquidazione IVA periodica.

Altro adempimento obbligatorio è la comunicazione annuale dati IVA, un documento riepilogativo che va predisposto entro il 28 febbraio di ogni anno e che raggruppa tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA dell’anno precedente.

Ultimo adempimento è la dichiarazione annuale IVA, documento riepilogativo dove confluiscono, oltre alle operazioni già riportate nella comunicazione annuale, anche gli esiti di tutte le liquidazioni periodiche e i versamenti effettuati nel corso dell’anno solare. La dichiarazione annuale IVA viene inoltrata insieme alla dichiarazione dei redditi (salvo casi particolari) ma, se inoltrata in forma autonoma entro il 28 febbraio dell’anno successivo, può sostituire la “comunicazione annuale dati IVA”.
L’obbligo di presentare la dichiarazione sussiste anche se non è stata effettuata alcuna operazione imponibile (Partita I.V.A. inattiva). Sono esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione i contribuenti che nell'anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti dall'imposta, salvo che abbiano registrato operazioni intracomunitarie. Per approfondire: Art 10 e 19 bis 2 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.  

I versamenti I.R.PE.F. e I.V.A., per i titolari di Partita I.V.A., devono essere fatti con modello F24 per via telematica tramite conto corrente o tramite Entratel presso un intermediario.

La fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutte le imprese che hanno rapporti commerciali con le Pubbliche Amministrazioni. 

La Camera di Commercio mette a disposzione delle piccole e medie imprese un servizio online gratuito per compilare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione, per la gestione nell'arco dell'anno di max 24 fatture, direttamente online senza dover scaricare alcun software. L'accesso avviene previo riconoscimento del titolare dell'impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) oppure tremite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) FAQ sul servizio. 

 

Data aggiornamento: 
2 Maggio 2017
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