Domande Frequenti su come avviare un'impresa

1 - Che tempi burocratici ci vogliono per aprire un’impresa?
Dipende dal tipo di attività che s’intende svolgere ma anche dal tipo di forma giuridica che si intende adottare: ditta individuale, società di persone o società di capitali. Ad esempio, rispetto alle società di persone e di capitali, l'avvio di un’impresa individuale non necessita di un atto notarile- ad eccezione della srls.
Tutte le pratiche di inzio attività possono essere sostituite dalla procedura online ComUnica che facilita il rapporto con la Pubblica Amministrazione. Per alcune tipologie di attività l’iter burocratico prevede ulteriori passaggi, come l’autorizzazione da parte del Comune e dell’ASL competenti per l'ambito della ristorazione, oppure la verifica di requisiti professionali come per la somministrazione di alimenti e bevande. 
 

2 - E’ possibile costituire più di una impresa?
Ogni persona può essere intestataria di una sola ditta individuale e, quindi, di una sola partita IVA, ma può essere socia all'interno di più di una società (sempre rispettando il divieto di concorrenza).
Essere titolare di una sola impresa non vuole dire esercitare un unico tipo di attività: una stessa ditta individuale o una stessa società possono esercitare attività diverse, nel rispetto di limiti e requisiti stabiliti e previe autorizzazioni. E’ necessario che le attività svolte siano comunicate all’Agenzia delle Entrate e al Registro Imprese della Camera di Commercio, laddove l’attività svolta ne preveda l’iscrizione. 
 

3 - Come funziona la nuova SSRL?
La Società Semplificata a Responsabilità Limitata è un nuovo tipo di società per le persone fisiche; la procedura semplificata ne permette la costituzione con un capitale sociale minimo di 1 euro. Per l’atto costitutivo bisogna rivolgersi a un notaio, che controlla i requisiti senza chiedere onorari ed entro 20 giorni deposita l’atto presso l’Ufficio del Registro Imprese per via telematica con il software ComUnica, con esenzione dal pagamento dei diritti di segreteria e bollo. Gli unici costi previsti per la costituzione della SSRL sono il diritto annuale alla Camera di Commercio (circa 200 euro), l’imposta di registro (168 euro), la denuncia inizio attività CCIAA (30 euro). Dopo la fase di avvio, la società funziona rispettando tutte le norme civilistiche, fiscali e contabili previste per le Società a responsabilità limitata ordinarie. 
 

4 - Come funziona la vendita di prodotti e servizi via internet?
Il commercio elettronico da un punto di vista amministrativo, fiscale e previdenziale, è soggetto al rispetto degli stessi obblighi previsti per le altre forme di commercio svolto in maniera professionale, rispettando le stesse procedure di inizio attività.
Quando il commercio elettronico è rivolto al consumatore finale è soggetto alle stesse regole di funzionamento previste per la vendita per corrispondenza ed è necessario presentare prima dell’inizio delle attività il modulo S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune dove ha sede la società o dove ha la residenza il titolare della ditta individuale.
Si segnala che nella home-page del sito web deve essere riportato il numero di partita IVA. 
 

5. Che cos’è la Comunicazione Unica?
Si tratta di un’unica comunicazione online che permette di procedere all’adempimento di tutti i principali obblighi amministrativi: iscrizione all’Albo imprese artigiane, obblighi fiscali (IVA) previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL), successive dichiarazioni di modifica, cessazione, domande e denunce. Le amministrazioni destinatarie di questa comunicazione sono: Registro Imprese, Albo imprese Artigiane, INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro; è in vigore dal 1 aprile 2010. Ulteriori informazioni sul sito della Camera di Commercio.  
 

6. Che cos’è la S.C.I.A?
La Segnalazione Certificata di Inizio Attività è il titolo necessario per l'abilitazione allo svolgimento di alcune attività e sostituisce la D.I.A. - Dichiarazione di inizio attività -  dal 2010 ( legge n 122 del 30 luglio 2010, n. 122). Con la nuova disciplina l’attività oggetto della SCIA può essere avviata immediatamente dopo la presentazione della segnalazione all’amministrazione competente. Entro 60 giorni l’amministrazione può adottare un provvedimento di sospensione dell’attività eventualmente intrapresa, ordinando la rimozione degli "effetti" dell’attività svolta. 
 

7. Cos’è e come si apre una partita Iva?
La partita IVA è un numero composto da 11 cifre, una sorta di carta d’identità di tipo fiscale, collegata all’attività professionale o imprenditoriale; serve per la gestione degli aspetti fiscali, previdenziali e assistenziali, e rimane sempre lo stesso fino alla fine dell’attività relativa. Deve essere indicato sempre nelle fatture, nelle parcelle, nelle ricevute, nelle comunicazioni che si effettuano e anche nella home page del proprio sito Internet. Per aprire una partita IVA è necessario fare riferimento all’Agenzia delle Entrate. L'attribuzione della partita IVA è gratuita. Al momento della richiesta è necessario anche decidere se avvalersi o meno di regimi fiscali agevolati, sulla base dei propri requisiti. 
 

8. Come si gestisce l’IVA?
Per la gestione dell’IVA si utilizza un registro in cui da un lato viene elencata l’IVA a debito (quella incassata dai propri clienti attraverso le fatture emesse) e dall’altra quella a credito (pagata ai propri fornitori sulle fatture di acquisto ricevute). Ogni mese o ogni trimestre, su opzione, si procede all'autoliquidazione dell'IVA periodica.
Altro adempimento obbligatorio è la “comunicazione annuale dati IVA”, un documento riepilogativo che raggruppa tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA dell’anno precedente. Ultimo adempimento è la dichiarazione annuale IVA, documento riepilogativo dove confluiscono anche gli esiti di tutte le liquidazioni periodiche e i versamenti effettuati nel corso dell’anno solare. 
 

9 - Cos’è il regime forfetario agevolato e quali sono i requisiti per poter aprire partita IVA con questo sistema?
Si tratta di un regime agevolato per soggetti già in attività o che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione,  senza una scadenza legata ad un numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica. I contribuenti minimi hanno delle agevolazioni dal punto di vista contabile: non hanno l’obbligo di registrazione delle fatture emesse e ricevute, ma solo un dovere di conservazione ordinata delle medesime; non effettuano le liquidazioni periodiche ma liquidano l’iva una sola volta l’anno in dichiarazione annuale e possono rateizzare l’importo eventualmente a debito che ne scaturisce. Di fatto però, poiché le fatture emesse e ricevute vanno utilizzate per la determinazione del reddito spesso si preferisce registrare ugualmente le fatture nei registri iva al fine di semplificare le operazioni di determinazione del reddito. 
 

10. Come si calcola il reddito?
Il reddito si calcola con il principio di cassa, come differenza tra ricavi o compensi incassati e le spese inerenti effettivamente sostenute, e quindi pagate, nell’anno solare. I contributi previdenziali e assistenziali (sia INPS che casse di previdenza professionali) si deducono dal reddito, al quale si applica l’imposta sostitutiva del 5%. La nuova agevolazione prevede che i ricavi fatturati non siano assoggettati a ritenuta d’acconto. 
 

11. Che cos’è una fattura e come si fa?
Ogni qual volta che si vende un bene o si presta un servizio, sorge l’obbligo di consegnare contestualmente un documento di rilevanza fiscale che abbia come finalità principale quella di certificare i corrispettivi, di provare cioè di fronte a chiunque – specie all’erario – la natura ed il risultato dell’operazione. Esistono una serie di documenti finalizzati ad ottenere questo risultato. Il principale, nonché più noto, è la fattura, che rappresenta il più diffuso strumento di certificazione dei compensi. La fattura deve contenere obbligatoriamente alcuni elementi e, quando non viene emessa, viene sostituita dalla ricevuta fiscale o dallo scontrino.

Data aggiornamento: 
1 Marzo 2017
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