I luoghi comuni: si dice che…

Gli stereotipi sono credenze, tendenzialmente negative, che portano a generalizzazioni nei confronti di un determinato gruppo sociale.
Gli stereotipi e i luoghi comuni che esistono sull’omosessualità sono importanti per comprendere i fenomeni di distanza ed esclusione sociale a cui sono sottoposte non solo le persone omosessuali, ma anche le persone che vengono ritenute tali pur non essendolo.

Si dice chei gay siano tutti effeminati e le lesbiche siano tutte mascoline.

Gli stereotipi più comuni attribuiscono alle persone omosessuali caratteristiche dell’altro sesso. La non femminilità delle lesbiche viene riflessa in un insieme di credenze: le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. Riguardo agli uomini gay si crede, ad esempio, che si vestano in maniera stravagante, che abbiano tratti fisici femminili, amino la cucina e la casa o le cose futili, non sopportino il dolore. La popolazione omosessuale in realtà mostra aspetti di grande eterogeneità al suo interno: se da un parte ci sono persone che hanno modi e apparenze “atipici” rispetto alle convenzioni sociali su ciò che è maschile o femminile, dall’altra ci sono persone omosessuali con atteggiamenti e comportamenti molto conformi alle norme di genere.

Si dice che… i gay e le lesbiche siano tutti/e predatori e predatrici.

Un’altra convinzione comune descrive le persone omosessuali come desiderose di corteggiare, circuire e “convertire” le persone eterosessuali all’omosessualità. Nella maggior parte dei casi, la persona omosessuale cerca altre persone con il medesimo orientamento sessuale al fine di avere relazioni basate sulla reciprocità e quindi non è interessata a cambiare l’orientamento sessuale altrui.

Si dice che… le persone bisessuali siano confuse.

Il pregiudizio che accompagna le persone bisessuali si può trovare sia nel mondo etero che in quello omosessuale. Il fatto che siano attratti da entrambi i generi viene interpretato come una confusione e mancanza di identità. Un altro stereotipo è quello che indica le persone bisessuali come omosessuali che non hanno il coraggio di vivere apertamente la propria condizione. In realtà le persone bisessuali non sono confuse o poco coraggiose, il loro orientamento sessuale e affettivo è indirizzato verso entrambe i generi, con gradi di coinvolgimento e sfumature che variano da persona a persona. 

Si dice che i gay siano pedofili.

E’ scorretto associare l’omosessualità alla pedofilia.
L’omosessualità e la pedofilia non hanno nulla in comune in quanto l’omosessualità è una variante naturale dell’orientamento sessuale, così come l’eterosessualità e la bisessualità, mentre la pedofilia è considerata un disturbo mentale che prescinde dall’orientamento sessuale. Questo stereotipo continua indirettamente a influenzare negativamente l’opinione sull’omosessualità nel dibattito pubblico. 

Si dice che tutti i ballerini sono gay e tutti i gay sono ballerini.

Uno degli ambiti in cui matura da sempre uno stereotipo nei confronti delle persone omosessuali è quello lavorativo. Si è convinti cioè che gay e lesbiche debbano per forza fare certi tipi di lavoro. I gay sono necessariamente ballerini, coreografi, fiorai e stilisti mentre una donna camionista, metalmeccanica, giocatrice di calcio non può che essere lesbica. In realtà gay e lesbiche si possono trovare in qualsiasi ambito lavorativo. Insomma, non tutti i gay sono ballerini e non tutti i ballerini sono gay.

Si dice che… lesbiche e gay non possono fare famiglia.

Un’altra convinzione da sfatare è quella secondo cui le persone omosessuali non possano “mettere su famiglia”. Molti hanno ancora delle remore a pensare a una coppia omosessuale che cresce un figlio, ma numerose ricerche (ad esempio un recente studio di ricercatori dell'Univerisità di Melbourne) sostengono che avere come genitori una coppia eterosessuale o omosessuale sia indifferente per lo sviluppo di un bambino o di una bambina.
Anche in Italia le “famiglie arcobaleno” sono ormai una realtà riconosciuta, a livello di registrazione anagrafica, in diverse città.

Si dice che... i gay sono più a rischio malattie.

Un luogo comune associato all’omosessualità è quello secondo cui i gay siano maggiormente a rischio di contrarre l’HIV.
La diffusione di malattie a trasmissione sessuale prescinde dall’orientamento sessuale delle persone mentre è strettamente legata alla mancata adozione di pratiche di sesso sicuro.
In altri termini, non esistono categorie a rischio ma soltanto comportamenti a rischio, come ad esempio non utilizzare il preservativo nei rapporti sessuali.