[Pubblicato il 9 Maggio, 2005]

La Fondazione Torino Wireless nasce per sviluppare il distretto tecnologico
d'eccellenza. in grado di assicurare ricadute positive sul tessuto economico
e industriale del territorio e di confrontarsi con le migliori esperienze
internazionali.
È la prima prova di questo tipo che si realizza in Italia: si indirizza
al settore dell'Information and Communication Technology (ICT), si basa
sulla collaborazione di soggetti, diversi per natura e compiti, interessati
a elaborare una strategia comune volta ad aumentare la competitività
del sistema, e si pone diversi obiettivi.
Creare il distretto favorendo le sinergie fra operatori pubblici e privati
del mondo della ricerca, dell'imprenditoria e della finanza.
Stimolare lo sviluppo delle capacità di previsione sulle principali
linee evolutive della ricerca e dell'imprenditoria nel campo ICT.
Incoraggiare la crescita delle attività di ricerca e sviluppo, soprattutto
quelle che interessano le piccole e medie imprese, anche stimolandone il
sostegno finanziario.
In tale ambito si inserisce il Progetto PMI che, dall'analisi dei bisogni
delle PMI piemontesi (www.torinowireless.it), sviluppa una serie di azioni
per sostenere quelle interessate a crescere puntando sull'innovazione e
sulle ICT. 
Altre condizioni necessarie sono: migliorare il positivo impatto del Venture
capital nel distretto, specie in relazione alle attività di ricerca
e di sviluppo di impresa; fare formazione e aggregare le competenze necessarie,
anche internazionali.
È importante valorizzare i diritti di proprietà intellettuale
(DPI), mediante forme di commercializzazione tradizionali come la licenza
d'uso, oppure innovative come l'avvio di start-up e spin-off company. Brevetti,
diritti d'autore, segreti industriali…, infatti, sono strumenti utili
per capitalizzare un bene astratto come la conoscenza.
In proposito Torino Wireless ha avviato Intellectual Asset Management (IAM),
un progetto per creare una struttura dedicata a trattare professionalmente
le varie fasi di produzione dei suddetti diritti. Anche regolando la concessione
in licenza dei DPI in cambio di royalty e della partecipazione al capitale
sociale delle imprese licenziatarie.