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I diritti non sono un "costo" – Immigrazione, welfare e finanza pubblica

 

"Noi moriamo disoccupati voi pensate a Rom e immigrati". È il testo di uno striscione con il quale è stata "accolta" a Lamezia Terme il 19 luglio scorso la Presidente della Camera invitata dal Sindaco a partecipare alla cerimonia di conferimento della cittadinanza italiana a 422 bambini e ragazzi "figli dell'immigrazione" nati in Italia. La protesta, tutt'altro che spontanea, non rappresenta un caso isolato. Gli slogan, i manifesti, i discorsi e i post sui social network che agitano lo spettro di una crescente competizione tra cittadini italiani e stranieri sul mercato del lavoro così come nell'accesso al welfare sono numerosi.
e insieme a questi segnali si registrano anche quelli che emergono dai sondaggi internazionali che hanno indagato la "percezione" che i cittadini nativi di diversi paesi hanno dell'impatto dell'immigrazione sui conti pubblici e i frequenti riferimenti di amministratori e rappresentanti istituzionali a fatidiche "soglie" oltre le quali l'intolleranza verso i cittadini stranieri sarebbe "da considerarsi automatica", è facile comprendere che il discorso sull'insostenibilità sociale ed economica dell'immigrazione è tutt'altro che poco diffuso nel dibattito pubblico. Un discorso che potrebbe incontrare un consenso crescente in una società che sta affrontando con grandi difficoltà gli esiti della crisi economica ancora in corso.
I diritti non sono un "costo" – Immigrazione, welfare e finanza pubblica a cura di Lunaria, raccoglie l'ultima parte di un percorso di ricerca che ha voluto confrontarsi con l'esigenza di contrastare i luoghi comuni e le inquietudini più diffuse che identificano la presenza di cittadini stranieri come un "peso" insostenibile per il nostro sistema economico e sociale.
In tutti i rapporti prodotti lungo questo percorso, hanno esplicitato che il loro punto di partenza non è neutrale. Non condividono l'approccio economicista che ispira troppo spesso le scelte dei decisori politici e li induce a disegnare le politiche migratorie sulla base di una fredda e spesso sbrigativa misurazione dei "costi/benefici" che caratterizzerebbero il fenomeno migratorio.
econdo Lunaria ci sono diritti umani e sociali universali che dovrebbero essere garantiti a tutti, incluso il diritto a migrare.
Ma combattere la xenofobia, le discriminazioni e il razzismo significa anche confrontarsi con l'esigenza di influenzare il dibattito pubblico offrendo argomentazioni sufficientemente solide per cambiarne l'indirizzo. Quello del rapporto tra immigrazione, sistema economico e welfare è uno degli argomenti più utilizzati per alimentare l'intolleranza e l'ostilità verso chi proviene da altrove.
È dunque opportuno contribuire a tematizzarlo nel modo più corretto possibile.

Pubblicato il 17-01-2014

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