Cosa fare per... Avviare una "Attività di lavoro autonomo".
Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo si ottiene nell'ambito delle quote annuali del decreto flussi oppure tramite la conversione di un titolo di soggiorno ottenuto per lavoro dipendente o motivi familiari.
- Il primo passaggio è quello di rivolgersi alla Camera di Commercio dove gli imprenditori stranieri (alla pari degli imprenditori italiani) sono tenuti a presentare la "comunicazione unica" al Registro delle Imprese.
Questo passaggio assolve agli adempimenti amministrativi per l'iscrizione al Registro stesso ed è requisito per l'acquisizione della partita IVA e per le iscrizioni obbligatorie quali quelle all'INPS ed all'INAIL.
Al Registro della Camera di Commercio l'imprenditore dovrà anche comunicare tutte le eventuali e successive variazioni aziendali o anagrafiche.
- Dopo aver presentato la Comunicazione unica, l'imprenditore straniero acquisirà la partita IVA: così il Fisco italiano sarà informato della nuova attività.
Il numero identificativo del nuovo contribuente dovrà essere rigorosamente indicato su ogni documento fiscale, emesso o ricevuto, sulle dichiarazioni periodiche, sulle deleghe di pagamento di tasse o imposte.
Ogni nuova impresa dovrà tenere i registri contabili obbligatori in base all'attività.
- Iscrizione all'INPS per titolare e familiari: dopo la Comunicazione unica il neo-imprenditore deve chiedere l'iscrizione alla gestione autonoma degli artigiani, dei commercianti o dei coltivatori diretti presso l'INPS.
Il titolare oppure il socio devono iscrivere anche eventuali familiari che collaborano con continuità nell'attività imprenditoriale; all'INPS vanno comunicate anche eventuali variazioni anagrafiche successive alla prima iscrizione.
- L'assicurazione alla sicurezza deve essere effettuata contestualmente all'inizio dell'attività.
L'iscrizione all'INAIL è obbligatoria sia per i dipendenti, sia per i familiari collaboratori del titolare e per i soci di società e per il titolare artigiano o commerciante.
All'INAIL vanno comunicate le variazioni o la cessazione dell'attività entro trenta giorni dall'evento.
- Per avviare attività artigiane o commerciali, come di produzione e servizi, di solito è sufficiente inviare o presentarsi al Comune dove ha sede la nuova impresa un'apposita dichiarazione o comunicazione di inizio attività (Dia).
Nei casi più complessi, servono invece specifiche domande per il rilascio di autorizzazioni, concessioni e licenze.
Per alcune attività sono necessarie anche autorizzazioni da parte della Regione e della Provincia e di apposite specifiche amministrazioni statali.
- Sussiste una seconda tappa in Comune: essere in regola con lo smaltimento dei rifiuti, che è uno dei principali tributi locali a cui sono soggette sia le famiglie che le imprese.
Per esercitare la propria attività lavorativa nei locali predisposti, l'imprenditore straniero, alla stregua di un italiano, sarà obbligato ad iscriversi ai ruoli delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti solidi ed urbani.
A questo fine, il titolare dell'attività deve fornire ai Comuni di competenza i metri quadrati occupati dai locali destinati all'attività.
- L'adempimento successivo per l'avvio della nuova attività è con le Aziende Sanitarie Locali.
Tale adempimento, che coinvolge molte nuove attività imprenditoriali, consiste nell'obbligo, prima dell'apertura al pubblico, di ottenere un atto di assenso dalla ASL competente per territorio riguardo ai locali ed alle attrezzature utilizzate: per tutto ciò è necessario un parere o un nulla osta rilasciato dalla ASL, tramite il Comune, oppure un'apposita autorizzazione sanitaria previa domanda corredata di documentazione tecnica da inoltrare direttamente alla ASL.