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Legalità e regolarità.




Il conseguimento di risultati così importanti si è determinato attraverso più elementi che concorrono fra di loro e per le reciproche "aperture".

Chi pensava che quella dei Rom fosse una società tutta chiusa in se stessa, arroccata esclusivamente su valori tradizionali e quindi refrattaria alle novità ha, alla luce dei fatti, la possibilità, almeno in parte, di ricredersi.
Considerato il lasso di tempo relativamente breve in cui questi cambiamenti stanno avvenendo, le comunità Rom e Sinte dimostrano di essere dinamiche e di essere "nel bene e nel male" in movimento.

Certamente il passaggio alla realtà descritta è stato reso possibile dal complesso di interventi e servizi che, sia pure in modo talvolta discontinuo e tra molte difficoltà, l'Ente Locale e altre istituzioni, prima fra tutte quella scolastica, hanno saputo promuovere.

Altro elemento fondamentale è rappresentato dalla continuità di intervento degli operatori dell'Ufficio Rom, Sinti e Nomadi che, attraverso la loro pluriennale esperienza, hanno instaurato un rapporto di fiducia, anche grazie alla conoscenza personale delle famiglie, degli individui, dei clan e delle tribù domiciliati nelle aree sosta, che spesso attraversa più generazioni.
Tale "memoria" ha consentito di individuare possibilità, nodi problematici, compatibilità ecc. e si può quindi affermare come sia in atto, da anni, una continua formazione sul campo, sia da parte degli utenti che degli operatori.

È con i bambini che vent'anni fa sono andati a scuola che oggi viene gestito il cambiamento. Un percorso che ha avuto un passaggio essenziale alla fine degli anni `80, quando le famiglie hanno avuto la possibilità di regolarizzarsi.

Gli elementi di novità sono ancora troppo recenti perché si possa trarre una qualsiasi conclusione; ma affiorano, accanto ai fattori positivi, dubbi che possono prendere avvio da fenomeni di rigetto della società circostante, da misure d'espulsione fuori dal territorio nazionale, da problemi d'identità culturale, ecc.

Alla luce di così profondi elementi di modificazione del contesto sociale di tali famiglie, diventerà quindi sempre più importante monitorare le trasformazioni, in particolare nei loro aspetti socioculturali favorendo, con le modalità più discrete, tutte quelle iniziative che facilitino l'avvicinamento e la reciproca conoscenza tra i Rom ed il territorio, intervenendo adeguatamente laddove si generino momenti di crisi, diffidenza o rigetto.

Si può assicurare che il ruolo d'eccellenza che il Comune di Torino ha saputo conquistarsi nell'ambito delle iniziative e delle politiche rivolte ai Rom ed ai Sinti, non dimentichiamo che fu la prima città italiana a dotarsi di un ufficio che si occupasse di tale popolazione, è oggi ulteriormente rafforzato dalle esperienze in corso, tra le più interessanti in Italia per obiettivi, dimensioni e qualità dei risultati.





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