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Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie


Informa Stranieri e Nomadi




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Attività in ambito socio sanitario.




Oggi si può affermare, cosa non così scontata un tempo, che tutte le famiglie autorizzate alla sosta e in regola con il permesso di soggiorno sono iscritte al S.S.N.
I minori, su cui particolarmente si sofferma l'azione di tutti i soggetti, siano essi sanitari, sociali, educativi, che intervengono nei campi nomadi, vengono puntualmente vaccinati a cura dei genitori.


Certo ogni iniziativa in questo ambito non può non tenere conto di fattori quali:


Sia pure meno di un tempo, ma è ancora un fenomeno rilevante, ancor più per i ROM romeni che in molti casi non godono dei benefici del S.S.N per la quasi totale situazione di irregolarità, è il ricorso all'utilizzo del pronto soccorso.
Ci si arriva quando i sintomi dell'insorgere di qualche malanno a lungo trascurato, oppure, come nel caso dei minori, per eccessivo allarmismo e/o disorientamento dei genitori.
Oltre che al pronto soccorso le persone che si trovano in posizione di irregolarità ricorrono ai servigi degli sportelli I.S.I. (Informazioni Sanitarie Immigrati).
È ancora in uso il ricorso alle medicine e ai trattamenti tradizionali, ma sia, almeno per gli stranieri, per le mutate situazioni ambientali (la difficoltà di trovare molte delle erbe che si trovavano per esempio in Jugoslavia e i cui luoghi conoscevano solamente gli anziani) che per la mancata trasmissione generazionale, tale uso appare in calo.
Ancora in vigore è pure il ricorso a guaritori, sapienti, mistici, chiaroveggenti, ecc. cui si chiedono cure e responsi per le quali si possono affrontare lunghi viaggi.


Importante appare il rapporto di stima che si instaura con i medici o altro personale sanitario (si arriva a dei veri e propri rapporti di amicizia estesi a tutto il clan), più questi sono forti più facilmente verranno portate a termine le cure, anche perché il rapporto con l'assunzione dei farmaci dura solitamente fino alla scomparsa dei sintomi, più che dal male da curare.
Il rapporto fra le persone è fondamentale nella cultura ROM e sottintende al grado di inserimento con il mondo dei Gagé.


La situazione strutturale delle aree sosta e gli interventi ordinari nelle stesse è la seguente:


Relativamente agli interventi socio-sanitari si è preferito procedere, in particolare per il campo nomadi di strada Arrivore, per obiettivi specifici quali: individuazione, attraverso il consultorio pediatrico di zona, delle principali patologie dei bambini al di sotto dei dieci anni, con attenzione a quelle influenzate dall'ambiente esterno (malattie dell'apparato respiratorio, dell'apparato gastrointestinale e della cute).



Principali patologie dei bambini.

Sempre in collaborazione con i consultori si sono messi in atto una serie di interventi mirati consistenti in: profilassi immunitaria (vaccinazioni), prevenzione della tubercolosi e delle malattie infettive infantili (quali morbillo e pertosse).
Costanti e interattivi sono i rapporti con assistenti sanitari, pronto soccorsi, ospedali, centri di salute mentale, ed altro.

Si organizzano incontri con uffici e medici competenti all'interno dei campi per constatare la presenza o meno di elementi che possano influire sullo stato di salute dei nomadi residenti (polveri, materiali inquinanti, vernici, discariche di vario tipo).

Gruppi del volontariato hanno organizzato incontri all'interno delle baracche per uno studio più accurato sulla vita all'interno delle abitazioni (condizioni igieniche, riscaldamento, ecc.).
Continuo è il lavoro di accompagnamento all'uso corretto dell'accesso ai servizi sanitari di base, delle strutture sanitarie pubbliche, al medico di base.





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