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L'ufficio minori stranieri: progetto "Minori vittime della tratta"



Ambito di intervento

La tratta è una forma complessa di sfruttamento, che include diversi gradi di violenza e coercizione e che rappresenta, nel caso dei minori, una delle peggiori forme di violazione dei loro diritti riconosciuti universalmente.
In Europa il fenomeno riguarda ogni anno migliaia di minori provenienti dai Paesi del Sud-Est europeo e da alcune aree dell'Africa, che vengono trafficati principalmente a scopo di sfruttamento sessuale (prostituzione, pedofilia ed impiego in film pornografici).

Il reclutamento delle vittime, nel quale non è raro il coinvolgimento di genitori e parenti, avviene su base locale nelle zone più povere e svantaggiate, dove le ragazze vengono attratte con false promesse di lavoro e condizioni di vita migliori all'estero.

Parallelamente al lavoro svolto dall'Ufficio Stranieri del Comune di Torino, che opera già sul fenomeno attraverso il progetto Freedom, l'Ufficio Minori Stranieri ha ritenuto importante focalizzare attenzione e risorse sulle minorenni vittime della tratta in ragione della specificità della loro situazione dal punto di vista sia giuridico che psicologico.



Obiettivi specifici



Attività

Le minori che arrivano all'ufficio possono essere segnalate dalle Forze dell'Ordine, da Associazioni di Volontariato, da Consultori, da Ospedali, da clienti o molto di rado si presentano da sole.

Quando le minori arrivano al Servizio sono in una situazione di estremo disagio sia fisico che mentale: abbigliamento e trucco appariscenti, problemi sanitari rilevanti, stanchezza fisica e mentale dovuta alle condizioni di vita sulla strada. Si offre quindi loro l'inserimento in una comunità protetta di pronto intervento dove potranno riposare, riflettere sulle opportunità e le proposte del Servizio ed elaborare una decisione rispetto al loro percorso futuro.

Dopo questa prima fase di pronto intervento avviene il passaggio del caso ad un'educatrice referente del progetto. Se si instaura un rapporto di fiducia tra la minore e l'educatrice i colloqui diventano più approfonditi e si reperiscono maggiori informazioni sulle vere generalità (spesso le ragazze sono prive di documenti identificativi), sul percorso migratorio, sulla famiglia d'origine e l'eventuale coinvolgimento di questa nella tratta.

Successivamente vengono proposti alla minore due percorsi possibili: il rimpatrio volontario assistito o la permanenza in Italia.

La ragazza viene informata sul diritto ad ottenere il permesso di soggiorno previsto dall'art. 18 del T.U. 286/98, che ne prevede il rilascio per motivi di protezione sociale al fine di "consentire allo straniero di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti dell'organizzazione criminale e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale" (art. 18, comma 1).

Tale permesso mira a concedere alla vittima del traffico di esseri umani la possibilità di recidere il vincolo che la lega al proprio persecutore, e le permette al tempo stesso di intraprendere un percorso di inserimento che può essere duraturo e definitivo.
Nel caso in cui la minore aderisca al percorso sociale, si procede alla definizione del progetto, che comprende i seguenti aspetti:

Il progetto vede impegnate due educatrici dell'Ufficio, con la collaborazione di mediatrici culturali per le diverse etnie e di una volontaria del Servizio Civile.




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