In Italia il diritto di famiglia garantisce i medesimi diritti sia al marito che alla moglie: le tradizioni di alcuni popoli di relegare le proprie donne ad un ruolo subordinato o di vessarle psicologicamente e di sottoporle a violenze è grave reato e non sussistono sconti di pena per chi si appella a differenze culturali.
Tutto ciò è contenuto in una sentenza della Corte di Cassazione (n. 22.700 del 29 maggio 2009), che ha confermato la condanna per maltrattamenti nei confronti di un cittadino marocchino che aveva sottoposto a continue violenze e vessazioni la moglie, nonostante le ritrattazioni della moglie in aula di giudizio.
"Tutti coloro che, cittadini stranieri o cittadini si trovino sul territorio dello stato sono tenuti ad osservare la legge italiana.
Questo esclude quindi qualsiasi deroga non espressamente prevista dal diritto pubblico interno o dal territorio internazionale e implica che le tradizioni etico/sociali di coloro che sono presenti sul territorio dello stato, di natura consuetudinaria anche se di indiscusso valore culturale, possano essere praticate solo fuori dall'ambito di operatività della norma penale.
Il principio assume particolare valore morale e sociale allorché la tutela riguardi la famiglia che la legge fondamentale dello stato riconosce quale società naturale, quella ordinata sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, uguaglianza che costituisce pertanto un valore garantito, in quanto inserito in un ordinamento incentrato sulla dignità della persona umana e sul rispetto e la garanzia dei diritti insopprimibili a lei spettanti".
Il cittadino marocchino nel 2004 era stato condannato dal Tribunale di Lecco per maltrattamenti in famiglia ad un anno ed otto mesi di reclusione.
Un anno dopo la Corte d'Appello di Milano aveva confermato la condanna del tribunale di Lecco.
Contro questa decisione aveva presentato ricorso alla Cassazione, chiedendo uno sconto di pena data la diversità delle abitudini e della cultura del suo popolo rispetto al ruolo delle donne.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sottolineando come il ruolo delle donne di tutto il mondo in Italia debba essere preservato.