L'Alto Commissariato per le Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) ha espresso seria preoccupazione in merito ad alcune misure inerenti i richiedenti asilo e la procedura di richiesta dello status introdotta nel pacchetto sicurezza.
La misura prevede l'abolizione dell'effetto sospensivo del ricorso avanzato dal richiedente asilo il quale, in prima istanza, abbia ricevuto un diniego dalla Commissione Territoriale competente.
Il richiedente asilo potrebbe quindi essere espulso prima di aver avuto il tempo di inoltrare il ricorso o, nel caso riuscisse a inoltrare l'istanza, prima che il Tribunale competente si pronunci in merito.
In tal modo il ricorso diverrebbe inefficace.
L'UNCHR ritiene che tale eventuale modifica alla legislazione italiana in tema di asilo sarebbe in netto contrasto con uno dei principi fondamentali del diritto, ovvero con quanto stabilito dall'articolo 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ove viene enunciato il principio che: "ogni persona (...) ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un'istanza nazionale".
Inoltre, la direttiva comunitaria inerente la procedura della richiesta di asilo politico, definisce la possibilità del ricorso quale "rimedio effettivo dinnanzi ad un giudice come principio fondamentale del diritto comunitario".
Anche le Associazioni ed enti di tutela del diritto all'asilo a livello nazionale facenti parte del "Tavolo Asilo" hanno espresso profonda preoccupazione sull'eventuale introduzione di questa norma di modifica all'attuale legislazione.