La notizia emerge dal primo tavolo di lavoro intercorso tra il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali con Arci, Banco Alimentare, Comunità di Sant'Egidio, Fondazione Opera San Francesco, Conferenza San Vincenzo, Caritas e Auser.
Il Ministero sembra essere intenzionato ad accogliere le proposte delle associazioni per rendere la social card più fruibile e funzionale; in particolare i dirigenti del Ministero hanno accolto la proposta di allargare la social card anche ai cittadini stranieri comunitari e stanno lavorando per adeguare la misura alla normativa europea che impedisce discriminazioni di questo genere.
Le associazioni hanno proposto anche l'eliminazione dei vincoli di età e l'apertura ai cittadini senza dimora, visto che il fine della card dovrebbe essere quello di aiutare persone in condizioni di indigenza.
Su queste proposte i dirigenti del Ministero non si sono pronunciati ma hanno comunque dimostrato disponibilità al dialogo.