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Sanzioni amministrative per chi impiega cittadini stranieri clandestini.


La circolare del Ministero del Lavoro del 4 luglio 2007, specifica che la sanzione prevista per chi assume personale non regolarmente soggiornante, prevista dalle legge Bersani sulla finanziaria 2007, è una misura aggiuntiva e non alternativa alle sanzioni penali previste dall'art. 22 del Testo Unico sull'Immigrazione.

La circolare del Ministero dell'Interno prevede sanzioni per i datori di lavoro che non versano gli emolumenti previsti dalla legge in caso di lavoratori subordinati, lavoratori domestici, collaboratori familiari, lavoratori di imprese artigiane , prestatori d'opera e lavoratori autonomi stranieri irregolarmente soggiornanti sul territorio italiano.

Il decreto Bersani (248/2006) prevede che "l'impiego di lavoratori che non risultino dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, sia punito con sanzione amministrativa (da euro 1500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascun giorno di lavoro effettivo)".
Contrasto quindi delle assunzioni in nero indipendentemente dalla nazionalità del lavoratore o della lavoratrice.

Il Testo Unico sull'Immigrazione (286/98) prevede, all'articolo 22, sanzioni di natura penale per i datori di lavoro che assumano cittadini/e irregolarmente soggiornanti sul territorio italiano (arresto da tre mesi ad un anno e multa da 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato).

La Circolare del 4 luglio indica che la multa prevista dal decreto Bersani, trovi applicazione anche nel caso siano già state comminate le sanzioni penali previste dal Testo Unico sull'Immigrazione.
Infatti, le misure penali sono mirate a "disciplinare i flussi migratori e a contrastare la presenza di clandestini" mentre quelle amministrative sono dirette a "contrastare il fenomeno del lavoro sommerso tout court, indipendentemente dalla cittadinanza dei lavoratori e delle lavoratrici interessati/e e dalla qualifica".





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