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Richiedenti asilo politico: permesso umanitario per chi rinuncia al ricorso


Dal 21 aprile 2005 è in vigore una procedura che assicura, a coloro che richiedono asilo politico, una risposta alla loro istanza in un lasso di tempo di qualche settimana.

Le persone che hanno presentato domanda prima del 21 aprile attendono però la definizione della loro posizione.
La risposta dovrebbe infatti arrivare loro dalla Sezione Stralcio della Commissione Nazionale per il diritto d'asilo, il cui lavoro è però rallentato da oltre 1300 ricorsi presentati da chi ha avuto un diniego alla domanda.

La Commissione Asilo ha quindi deciso di alleggerire il carico dei tribunali e di destinare l'impiego della Sezione Stralcio all'esame delle domande di riconoscimento pendenti.

Come avverrà tale alleggerimento? Verranno esaminati tutti i casi di contenzioso pendenti e verrà chiesto al Questore competente di rilasciare un permesso per motivi umanitari subordinato alla rinuncia del/della richiedente asilo agli atti del giudizio in corso.

La procedura, che riguarda quindi solo i/le destinatari/e del diniego dello status di rifugiato/a emessi dall'ex Commissione Centrale per il riconoscimento dello status e dalla Commissione stralcio, è semplice: chi ha avviato un ricorso avverso al diniego, dovrà compilare e spedire via fax alla Commissione un modulo (www.stranieriinitalia.it), nel quale esplicita di rinunciare al ricorso in atto e chiede il riconoscimento della protezione umanitaria.

La Commissione gli comunicherà che ha accolto l'istanza e ne informerà la Questura competente per territorio, la quale rilascerà il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Il/la richiedente comunicherà quindi anche al giudice istruttore che gli/le è stata accordata la protezione umanitaria e presenterà la rinuncia al ricorso.

C'è comunque ancora attesa di chiarimenti da parte della Commissione: infatti ci si chiede come funzioni il rinnovo di questi permessi di soggiorno, la cui durata è collegata alla situazione di emergenza dei paesi di origine: normalmente si valuta quindi la sussistenza delle condizioni che hanno condotto alla richiesta.

Il dubbio è quindi sul fatto se questo permesso verrà rinnovato automaticamente o meno, visto che il permesso per motivi umanitari è convertibile in motivi di lavoro nel caso di possesso di passaporto valido, documento del quale la maggior parte dei/delle richiedenti asilo sono sprovvisti/e.





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