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Modalità di presentazione della dichiarazione di presenza per soggiorni di breve durata per visite, affari, turismo e studio che non superino i tre mesi (legge 28 maggio 2007, n. 68).


La legge 68/2007 ha abolito i permessi di soggiorno per turismo, studio, affari o visite che non superino i tre mesi.

Il decreto del 26 luglio 2007, emanato dal Ministero dell'Interno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso, disciplina le modalità di presentazione della dichiarazione di presenza.

Secondo il decreto, chi arriverà in Italia direttamente da Paesi che non aderiscano all'accordo di Schengen, dovrà mostrare il passaporto alla frontiera e farlo timbrare dalla Polizia.
Quel timbro dimostrerà che il/la cittadino/a straniero/a non comunitario/a sta dichiarano la sua presenza in Italia, così come previsto dalla legge.

I/le cittadini/e non comunitari/e, i/le quali arriveranno da paesi appartenenti all'area Schengen, e alloggeranno in alberghi, bed&breakfast, campeggi ed altre strutture che siano tenute a registrare i loro ospiti e a comunicare alla Questura i nuovi arrivi, non dovranno rivolgersi alla Polizia.
La schedina di registrazione che si compila una volta arrivati alla struttura, fungerà da dichiarazione di presenza, quindi sarebbe meglio farne una fotocopia da mostrare nell'eventualità si verifichino controlli da parte delle forze dell'ordine.

I/le cittadini/e non comunitari/e, i/le quali arriveranno in Italia passando da frontiere Schengen, che alloggeranno a casa di amici o parenti, dovranno entro otto giorni dal loro arrivo recarsi in Questura e compilare un modulo, nel quale indicheranno dati anagrafici, numero del passaporto, durata del visto di ingresso e motivi del soggiorno, oltre l'indirizzo presso il quale verranno ospitati/e.
Una copia della dichiarazione rimarrà alla Questura, un'altra verrà restituita timbrata e conservata per tutta la durata del soggiorno in Italia.

Chi non rispetta le regole rischia ovviamente l'espulsione per irregolarità di soggiorno.





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