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Circolare Ministero dell'Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza: procedure di emersione dal lavoro irregolare prestato da cittadini/e stranieri/e nell'attività di assistenza e di sostegno alle famiglie. Motivi ostativi previsti dall'art. 1 ter, comma 13, della legge 3 agosto 2009 n. 102.


In seguito alla segnalazione di dubbi interpretativi concernenti l'inquadramento della condanna inflitta per il reato di cui all'art. 14, comma 5 ter, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modifiche ed integrazioni, violazione dell'ordine di allontanamento del Questore tra i reati ostativi alla fruizione della procedura di emersione prevista dalla legge 3 agosto 2009 n. 102, si stabilisce quanto segue.

Ai sensi dell'articolo 1 ter, comma 13 lettera c) della legge 3 agosto 2009 n. 102, costituisce motivo ostativo la condanna, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di cui all'art, 444 c.p.p., per uno dei reati previsti dall'art. 380 e 381 del c.p.p. per i quali è obbligatorio o facoltativo l'arresto in flagranza di reato.

Tra essi rientra, nell'ambito dell'art. 381 del c.p.p. la prima figura di reato prevista dall'art. 14 comma ter prima citato che punisce, con la reclusione da uno a quattro anni, lo straniero che, senza giustificato motivo, permanga illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro cinque giorni.

Non vi rientra invece la seconda fattispecie di reato, prevista sempre dall'art. 14, comma 5 ter, il quale punisce con la reclusione da sei mesi ad un anno lo straniero che permanga irregolarmente sul territorio dello Stato, in violazione dell'ordine impartito, nel caso l'espulsione sia stata disposta perché il permesso di soggiorno sia scaduto da più di sessanta giorni, o in caso di rigetto della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno oppure se lo straniero si sia trattenuto sul territorio dello Stato oltre il termine indicato nella dichiarazione di presenza di cui all'art. 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007 n. 68.

Si raccomanda quindi alle Questure e alle Prefetture di improntare l'attività del rilascio dei titoli di soggiorno in caso di emersione attenendosi alle linee di indirizzo con l'avvertenza che la problematica relativa alle ipotesi di condanna ostativa (reclusione da uno a quattro anni) possa presentarsi sia all'atto del rilascio del parere di competenza allo Sportello Unico per l'Immigrazione, sia nella successiva fase finalizzata al rilascio del permesso di soggiorno.

Nel primo caso verrà dato parere negativo che sarà trasmesso allo Sportello Unico per competenza.
Nel secondo caso si procederà all'archiviazione dell'istanza di rilascio del titolo di soggiorno ed ai necessari aggiornamenti dei sistemi informatici in uso, in quanto istanza presentata da soggetti non aventi titolo.

L'allontanamento dal territorio nazionale dello straniero dovrà essere disposta in seguito all'adozione del relativo provvedimento di rigetto dell'istanza di emersione da parte dello Sportello Unico da acquisire con modalità da concordare previe direttive a livello locale.

Si ricorda che l'esito negativo della procedura di emersione comporta il venir meno dell'effetto sospensivo dei procedimenti amministrativi e penali pendenti nei confronti degli stranieri interessati con la conseguente riproposizione degli stessi e di quelli eventualmente emergenti in relazione alle specifiche situazioni.





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