La Corte Costituzionale con la sentenza n. 278/2008, depositata in Cancelleria in data 16 luglio 2008, ha dichiarato parzialmente illegittimo l'art. 13, comma 8 del Testo Unico sull'Immigrazione (dlgs 25 luglio 1998, n. 286) per quanto concerne la parte che non consentiva l'utilizzo del servizio postale per la proposizione diretta del ricorso avverso al decreto prefettizio di espulsione.
Il ricorso alla Corte Costituzionale è stato presentato dal Giudice di pace di Torino, secondo il quale la norma avrebbe creato delle discrepanze tra il privato che intende impugnare il decreto e la Pubblica Amministrazione, la quale si serve di mezzi postali o telematici.
Il presupposto per il quale il cittadino straniero può spedire via posta il ricorso è quello della certezza dell'identità dello stesso, quindi l'identità del ricorrente deve essere garantita.