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L'Unione Europea si pronuncia in merito al censimento nei campi nomadi avviato in Italia.


In data 4 settembre 2008, il portavoce del commissario alla giustizia, libertà e sicurezza dell'Unione Europea (Jacques Barrot) Michele Cercone, ha comunicato che l'Unione Europea sostiene che il censimento nei campi nomadi, avviato dalle autorità italiane, è in linea con le norme del diritto comunitario.

Il censimento era stato inviato dall'Italia all'Unione Europea il primo agosto scorso.

Cercone sostiene che "né le linee direttrici né le condizioni di esecuzione" sono in contrasto con le norme comunitarie.
Anche la raccolta delle impronte digitali "viene fatta solo al fine di individuare persone che non sia possibile identificare in altro modo" e si giudica il sistema valido "soprattutto per i minori nei confronti dei quali questi controlli vengono effettuati solo in casi strettamente necessari e come ultima possibilità di identificazione".

Barrot chiede di essere informato sull'applicazione delle misure prese e sull'applicazione del censimento e dei suoi risultati.

Secondo l'Unione Europea quindi tali misure non sono discriminatorie ma solo finalizzate a controlli e identificazioni.





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