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La Corte di Cassazione ha stabilito con sentenza che non è punibile il/la cittadino/a straniero/a che tenta di fare entrare in Italia la figlia minorenne, in violazione della legge sull'immigrazione, per non lasciarla sola nel paese di origine.


Secondo la normativa italiana procurare o favorire l'ingresso illegale di un cittadino straniero in Italia costituisce reato punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la somministrazione di una multa fino a 15.000 euro per ogni persona entrata illegalmente.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 44048 del 2008 ha confermato l'assoluzione da parte del Tribunale di Trieste di un cittadino macedone regolarmente soggiornante in Italia il quale non era riuscito ad ottenere il nulla osta per il ricongiungimento familiare per la seconda figlia dodicenne, l'unica della famiglia a non aver ottenuto il visto di ingresso, e che aveva tentato di entrare in Italia con la figlia per non lasciarla da sola nel paese d'origine.

La Cassazione non ha quindi condiviso la tesi del Pubblico Ministero, che asseriva che il padre avrebbe potuto evitare il danno psichico della solitudine in patria alla minore rimanendo in Macedonia o lasciando il resto della famiglia (moglie e figlio minore) nel paese d'origine, in attesa di presentare una nuova istanza di ricongiungimento familiare.
Per la Corte di Cassazione questa ipotesi contiene "considerazioni meramente congetturali afferenti improbabili od evanescenti scelte alternative come quella di abbandonare il lavoro in Italia e cogliere l'opportunità dell'espansione economica macedone o attivarsi per reperire un nuovo alloggio in Italia".





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