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Sentenza Corte di Cassazione n. 16242 del 26 aprile 2010: se il reato compiuto da uno straniero è grave, lo stesso deve scontare la pena nelle carceri italiane.


La Corte di Cassazione nega la possibilità ai cittadini immigrati condannati per reati gravi ad essere immediatamente espulsi senza prima aver scontato la condanna detentiva in Italia.
Questo vale anche in caso sia prevista l'espulsione (al termine della pena) dalla stessa condanna.

Inoltre la Corte risponde ad un cittadino sudamericano condannato in Italia per spaccio di stupefacenti che chiedeva di essere espulso subito per poter ricongiungersi alla famiglia ed occuparsi dei suoi figli nel paese di origine negandogli questa possibilità poiché "non vi è alcuna violazione del diritto all'unità familiare o al diritto all'educazione dei figli, dato che l'imputato ha scelto di allontanarsi dal suo Paese e di delinquere e che, una volta scontata la pena, l'espulsione verrà obbligatoriamente eseguita".

Nella sentenza n. 16242 del 26 aprile i giudici evidenziano anche che "l'espulsione è una rinuncia dello Stato a far scontare la pena e non è misura alternativa ad essa, non ha funzione rieducativa, per cui in presenza di un grave elemento di pericolosità sussiste il diritto dello Stato a rifiutare l'espulsione".





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