Nel corso del 2007 sono state presentate 46.518 domande di cittadinanza per naturalizzazione, il 34% in più rispetto al 2006.
Sono le cifre del Ministero dell'Interno a fornire questo spaccato del tutto nuovo che vede in aumento le domande per chi ha i requisiti (10 anni di residenza, tre anni di contributi versati, un lavoro stabile ecc.) per la naturalizzazione e non quelle per matrimonio con cittadino/a italiano/a come era stato negli anni precedenti.
Un dato in assoluto nuovo nella storia italiana.
Dal 2006 al 2007 c'è stato quasi un raddoppio delle domande basate sui requisiti della residenza e della stabilità: questo è un segno positivo di volontà di integrazione e soprattutto un salto di qualità nel processo migratorio.
Il dato delle concessioni non va comunque in parallelo con quello delle richieste: nel 2007 è stato registrato solo un 7% di aumento : 6857 concessioni di cittadinanza per naturalizzazioni contro 31.609 per matrimonio.
La legislazione italiana pone meno vincoli burocratici per coloro che chiedono la cittadinanza per matrimonio rispetto a coloro che la chiedono per residenza.
Molte domande di lunga residenza sono state presentate da cittadini stranieri che oramai appartengono alle seconde generazioni di immigrati, quindi nati o cresciuti in Italia.
Secondo i dati del Ministero dell'Interno la regione che nel 2007 ha registrato il maggior numero di nuovi cittadini italiani è la Lombardia: 5984 persone, di cui 4356 per matrimonio.
Le nazionalità che hanno ottenuto il maggior numero di domande per matrimonio sono quella romena, argentina e brasiliana (soprattutto donne).
Le domande per residenza sono state presentate soprattutto da uomini marocchini o albanesi.
I dati OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ridimensionano il fenomeno italiano: la Germania infatti concedeva già nel 1996 più del doppio delle cittadinanze concesse in Italia nel 2007.
Nel 2005 sia la Francia che la Gran Bretagna hanno riconosciuto la cittadinanza a più di 150.000 cittadini/e stranieri/e.