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''L'arte comunica direttamente all'anima''- Intervista al pittore Artan Shabani

Publikuar 26.2.2008

Redazione Web - Artan Shabani e Torino. La carriera artistica in Italia di Artan Shabani inizia a Torino ed è una strada in costante progresso. Sembra che Torino ti abbia portato fortuna. Che rapporti hai con la nostra Città?
Artan Shabani - Torino mi ha dato molto: affetti, conoscenze nel mondo artistico, occasioni di lavoro. Sostanzialmente direi che ha reso possibile il mio sviluppo di
uomo e di artista nel senso completo del termine. Ho compiuto un lungo
cammino in Italia; prima in Puglia, Liguria, nella zona del Garda e poi
fondamentale è stato il mio soggiorno a Torino. Torino è stato anche un ponte per conoscere la Francia e altri paesi. Questo cammino non mi ha fatto comunque dimenticare l'importanza delle mie radici balcaniche e mediterranee.

Redazione Web - Esiste nella tua pittura un filo conduttore, un denominatore comune, che è "l'uomo dei balcani" con chiari riferimenti a tratti essenziali del carattere albanese. La tua ricerca sul tema dell' "homo balcanicus" è conclusa o ci sono ancora aspetti che non hai rappresentato o dubbi che non hai risolto?
Artan Shabani - L'uomo balcanico, o come io lo chiamo in latino "Homo Balcanicus", possiede in sé un'enorme carica vitale. Non smetto mai di ricordare a me stesso chi sono e da dove vengo. Viviamo in un' epoca che tende all'omologazione, ma io, per quanto possa adattarmi, credo nello specifico dell' "essere". L'uomo balcanico è una ricerca pittorica, non sottende nessuna morale, nessuna nostalgia.

Redazione Web - Dove lavora e vive Artan Shabani oggi?
Artan Shabani - Mi divido tra l'Albania e l'Italia; viaggio molto anche altrove, per lavoro e per piacere. L'Albania sta facendo grandi passi avanti ed è giusto che io sia spesso nel mio paese in questo momento di cambiamento. Voglio condividere con i miei amici e fratelli in patria questa occasione di essere anch'io partecipe del nuovo sviluppo e in modo particolare della crescita culturale del paese. Molti miei amici stanno rientrando in Albania con una visione più aperta e con esperienze vissute in paesi diversi; questo costituisce un vero arricchimento per la nostra realtà di giovane nazione. Ho poi diversificato i miei interessi ed affianco alla mia attività di artista quella di organizare eventi in galleria con la collaborazione dei curatori. Recentemente ho inaugurato la Promenade Gallery a Vlore, che intende essere un punto di incontro dell'espressione artistica locale e internazionale.

Redazione Web - Parliamo dei legami con la nostra Città e con i suoi artisti.
Artan Shabani - Le città sono come le persone e le persone assomigliano ai posti che
abitano. Per questo le città cambiano come cambia chi le abita. Torino si è
evoluta, la trovo più fresca e ringiovanita nel suo aspetto urbano. Con
molti artisti sono in rapporto di amicizia e partecipo alle loro iniziative.
Torino ha ottimi artisti di diverse generazioni; personalmente stimo molto
alcuni giovani, tant'è che espongo alcune delle loro opere in Albania e
posso dire che ormai sono conosciuti nel mio paese.

Redazione Web - Quali sono i legami con altri artisti internazionali e quelli albanesi in particolare?
Artan Shabani - Sono uno strano pittore: osservo molto il lavoro degli altri artisti e quando qualcuno mi colpisce cerco di acquisirne un'opera. Ho una collezione personale di artisti italiani e stranieri e mi vanto di averne scoperti alcuni in anticipo sulla critica. Marco Fantini, per esempio, che io stimo tantissimo; tra l'altro é stato in Albania e ha fatto delle lezioni all' Accademia delle Belle Arti di Tirana, dimostrandosi artista italiano di visione cosmopolita. In Albania, dopo 50 anni di dittatura, abbiamo bisogno di personaggi come Fantini oppure Nitsch o Sottsass, che, attraverso l'arte, sanno dare respiro alla nostra visione del mondo. A parte il discorso degli interessanti rapporti professionale e di amicizia, la mia galeria a Valona espone più di 20 artisti internazionali.

Redazione Web - Qual è il colore preferito di Shabani? Cosa è l'Arte per Artan Shabani?
Artan Shabani - Tutti i colori sono preferiti in maniera diversa, in tempi diversi; è difficile identificare un colore in particolare. In questo periodo sto lavorando con la fotografia e ritocchi di colore su immagini di donne dei Balcani, una realtà ricca di complesse sfumature. E' un'analisi più approfondita e complessa del mio lavoro, esprimo la rabbia nella dicotomia delle immagini, scioccante e provocatoria, rifiutando le falsità del mondo contemporaneo. Ecco, l' Arte per me significa la condizione di abbandono spirituale e morale che rifiuta qualunque tipo di finzione e comunica direttamente all'anima.

Redazione Web - Valona, la città natale di Artan…la sua trasformazione odierna e il ruolo che ha svolto nella tua creatività artistica
Artan Shabani - Valona è un riferimento importante, è un luogo da dove posso osservare le cose con maggior distacco e serenità. Valona vuole dire anche la bellezza della sua luce, i tramonti infuocati, l'entroterra ricco di storia e di cultura, le pinete e il mare che giunge fino ai loro piedi. Sono un pittore e se non incontro la bellezza come faccio a dipingere? Essendo vissuto sia all'estero che nel mio paese ho avuto modo di conoscere le differenze che esistono nelle varie culture e questo, anziché essere un ostacolo, è stato uno stimolo in più per il mio cammino di artista.

Redazione Web - Progetti, eventi e mostre in cantiere attualmente?
Artan Shabani - I progetti non mancano, in questo momento ho in programma mostre a Torino, Siracusa, Montecarlo e Parigi, mentre in Albania sto lavorando per una grossa collettiva tra artisti albanesi e kosovari, e per un'altra esposizione di giovani artisti torinesi. Tramite la mia Promenade Gallery, inoltre, sto creando un sistema di collaborazione artistica con gallerie di Berlino, Torino, Prishtina e altre città del mondo, una sorta di gemellaggio di linguaggi artistici, con lo scopo di far conoscere al di fuori dell'Albania artisti locali e di ospitare in Albania artisti internazionali. Mi piacerebbe presentare al pubblico balcanico artisti di spessore, come Jenny Saville, Anselm Kiefer, Cindy Sherman, Marco Fantini, Ettore Sottsass, Jonathan Meese, Andres Serrano e altri che possono essere considerati dei veri capiscuola nel loro genere.

Redazione Web - Cosa pensi dei nuovi artisti albanesi e della strada che devono perseguire per arrivare al successo?
Artan Shabani - Molti artisti Albanesi sono arrivati al successo e oggi possiamo vederli in tanti musei,fondazioni,teatri,opera e altre sedi dove incontriamo: strumentisti, cantanti lirici, attori, registi e scrittori.
Dalla terra bruciata nascono sempre nuove colture, sono le esperienze vissute che formano il futuro artista.


Redazione Web - E delle risorse artistiche della comunità albanese nel mondo?
Artan Shabani - C'è un numero considerevole di associazioni culturali e di artisti albanesi nel Mondo, ogni artista è una risorsa, ogni cittadino è una risorsa culturale e morale. Le comunità albanesi sono in tanti paesi e sono organizzate in maniera eccellente; ad esempio a Torino un lavoro sulla cultura è quello che sta facendo Artemia, un'associazione che trae la sua forza sui linguaggi culturali, organizza mostre, concerti, presentazioni di libri, promuovendo così l'immagine e la visibilita degli artisti. Le comunità hanno un ruolo fondamentale nel sostenere la nostra identità e la nostra cultura; pensiamo agli Arberesh che da 600 anni vivono in Italia e ancora oggi parlano la lingua albanese, custodendo con orgoglio costumi, balli e tradizione: non è straordinario?

Redazione Web - Qual è il ruolo dell'arte contemporanea nel processo di emancipazione e integrazione della comunità albanese qui in Italia?
Artan Shabani -Emancipazione ed integrazione.... sono termini contraddittori... non possono essere utilizzati assieme. Io credo che il rispetto degli altri e l'integrazione un migrante li debba guadagnare lavorando con qualità e fede ostinata. Gli albanesi sono un popolo formato da individui: io, come artista e come persona, ho sempre cercato di lavorare con onestà e chiarezza.

Redazione Web - Qual è lo stato dell' arte nel mondo albanese oggi e quali sono secondo te i momenti più significativi e più rilevanti?
Artan Shabani - Oggi il sistema dell'arte è un grande calderone dove confluiscono stili e linguaggi molto eterogenei. Conosco artisti Albanesi che si esprimono attraverso la tecnica video e le installazioni. Altri sono fotografi e molti insistono sulla via della pittura. Indubbiamente la pittura in Albania è ancora preminente perchè più diretta e popolare. Il popolo albanese deve ancora familiarizzare con i nuovi linguaggi, ma io credo che lo sviluppo artistico dell'Albania col tempo non sarà molto diverso da quello dei popoli tecnicamente più avanzati. A Tirana, ad esempio, si svolge un ottimo festival del cinema ed è presente una buona tradizione nella fotografia, mentre l'Accademia Nazionale è attiva e promuove costantemente collaborazioni con artisti, curatori e critici internazionali.


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