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C’è qualcosa di sempre nuovo e insieme di molto antico nel chiedersi quale siano il colore oppure la

forma di un suono. Se lo domandava Castel, che all’inizio del Settecento inventava un clavicembalo

per gli occhi, ma la domanda circolava anche tra i bemolli blu di Debussy, nel rosso che Skrjabin asso-

ciava alla volontà e Kandinskij al basso tuba o tra i disegni animati diWalt Disney e ancor prima di Oskar

Fischinger. Ciascuno di loro legava le proprie associazioni a teorie più omeno complesse, ma per quanti

di noi bambini un suono ha evocato in modo rapido e spontaneo, un certo colore o magari l’immagine

di una sfera o di un cilindro? Che sia la corrispondenza“giusta”non importa, conta piuttosto come rendendo

plurisensoriale l’esperienza nemoltiplichi il piacere, e non èmai troppo presto per cominciare: per questo ai bim-

bi dai due anni in su si rivolge

Play

, spettacolo di una compagnia di artisti dalle multiformi capacità, che danzano

emimano, usano tecnologie diverse e suonano, giocando fra suoni e colori e sapori con la consapevolezza che il

pubblico giovanissimo è anche quello più pronto a vivere quelle associazioni con intensità assoluta.

Appena di qualche anno più anziani (dai cinque in su) sono invece gli spettatori per i quali è stato concepito

Cellostorm

, uno spettacolo di rara bellezza, finezza e intelligenza che arriva da Amsterdam, frutto della coo-

perazione fra Cello8ctet e un’organizzazione chiamata Oorkaan con un gioco di parole fra “oor”, orecchio, e

“orkaan”, uragano: come lo

storm

che sta nel titolo dello spettacolo, indica in maniera inequivoca che rivolgersi

ai bambini non implica leziosità e neppure trattenersi, ma che la musica, al contrario, è un’esperienza che ti

afferra e ti trasporta. In

Cellostorm

gli otto violoncellisti non solo offrono eccellenti esecuzioni di Schubert e

Piazzolla, Philip Glass e John Adams, Henry Mancini e Alberto Ginastera e altri ancora; non solo usano i loro

magnifici strumenti come macchine da cui fare scaturire suoni dei più sorprendenti; ma, con un talento stu-

pefacente, raccontano in suoni e azioni sceniche le avventure di un piccione solitario in volo sopra la terra,

formando letteralmente un unico organismo, ora una sorta di animale mitico e fluttuante con mille tentacoli

sonori, ora capace di scindersi e dare vita a un brulicare di altre creature. Da non perdere.

Una tempestadi violoncelli olandesi

e suoni colorati per i piccoli

di

GAIAVARON

Il legno di Gautier Capuçon

e il fuoco di Gabriela Montero

Probabilmente lo diamo per scontato e ci pensia-

mo di rado, ma fra le ragioni per cui la musica che

chiamiamo classica resta un’esperienza diversa da

ogni altra c’è che il suono nasce lì per lì, da materiali

naturali, legni, budelli, metalli, assemblati con una

sapienza artigiana secolare e stupefacente e solle-

citati dalle mani di un esecutore.

Ogni tanto ci sono brani o musicisti con i quali

quest’esperienza fondamentale ridiventa evidente,

viva e centrale nell’ascolto. Succede col violoncel-

lo, che sotto le dita di Gautier Capuçon, accompa-

gnato dall’Orchestra dei Pomeriggi Musicali diretta

da Alessandro Cadario, fa quasi sorgere davanti ai

nostri occhi i boschi da cui il legno dello strumento

proviene; i musicisti ricreano sonoramente e con la

loro inventiva Debussy e Ravel, Saint-Saëns e Fauré

e chissà (nella versione per orchestra d’archi è una

prima esecuzione assoluta), forse anche il

Largo

meditativo

di Nicolas Bacris. Quando al violoncel-

lo si unisce il pianoforte (Jérôme Ducros assieme a

Capuçon), l’equilibrio si fa più arduo; certo, legno e

metallo entrambi, cassa armonica e corde e perni,

ma la produzione, e dunque la forma, la qualità del

suono sono radicalmente diverse e ogni composi-

tore che si è misurato, vincendola, con la sfida di

combinarli ha percorso una propria strada.

Per Gabriela Montero l’associazione col fuoco

è immediata: non solo quando affronta, come

a MITO con l’Orchestra Filarmonica di Torino e

Giampaolo Pretto sul podio, pagine che lo evo-

cano in maniera più o meno diretta, dalla Suite

dell’

Uccello di fuoco

di Stravinsky e l’Ouverture

Le

creature di Prometeo

di Beethoven al romantici-

smo ardente del

Concerto per pianoforte

di Grieg,

ma anche quando, in recital, si muove in mondi

completamente altri e fra loro diversi come gli

spazi intimi e fantastici di Schumann nelle sue

Kinderszenen

, le sorprendenti miniature di Chick

Corea che, echeggiando Bartók, sbriciola e ricrea

sonorità come in un gioco per bimbi (e sono ap-

punto

Children’s Songs

) e una Sonata come la sua

n. 2, in cui Šostakovič assembla in un attimo e

altrettanto rapidamente scompone sorprenden-

ti costruzioni di pezzi di stili e generi diversi. In

Gabriela Montero sembra che un fuoco interiore

arda sempre; e quando alla fine lei improvvisa su

temi suggeriti dal pubblico, ogni volta scalda i

cuori e scioglie gli animi. (

g.v.

)

presso i Berliner Philharmoniker. Solo in

apparenza un duo improbabile. In realtà,

si tratta di due eccezionali virtuosi, che,

accanto al loro impegno in orchestra, da

sempre si dedicano al repertorio cameri-

stico, proponendo pagine brillanti e im-

pegnative dedicate proprio ai loro stru-

menti, un violoncello e un contrabbasso.

Medesimo il segno, diverso il repertorio.

Stiamo parlando degli Eighth Blackbird.

Flauto, clarinetto, pianoforte, percus-

sioni, violino e violoncello: un sestetto

per la musica contemporanea fondato

a Chicago nel 1996.

Thirteen Ways of Lo-

oking at a Blackbird

è la poesia di Wallace

Stevens da cui il gruppo prende il nome.

“Ritmi luminosi ed inevitabili” recita

nella sua ottava strofa, ed ecco che già

prende forma il clima del concerto che

il gruppo americano offrirà per MITO

2017. Un tuffo in uno dei possibili futuri

della musica, fatto di energia, precisione

e piacere.

Quaranta giorni e quaranta notti di pioggia. Forse questo spiega perché il Diluvio Universale sia stato

raramente scelto come tema per un oratorio. E questo benché il soggetto sia presente in tutte le tradi-

zioni del pianeta e rappresenti uno di quei misteriosi ed affascinanti fil rouge che uniscono gli antichi

Greci ai Maya, i Sumeri alle popolazioni orientali, passando ovviamente per la cultura ebraica prima, cri-

stiana e cattolica poi. Tra i pochi che si sono avventurati nell’affidare al canto e all’orchestra la vicenda

di Noè e della sua Arca troviamo Michelangelo Falvetti. Compositore siciliano che nel 1628 – all’epoca

Maestro della Real Cappella di Messina – compone

Il Diluvio Universale

, un

Dialogo posto in musica

,

come recita il sottotitolo originale della partitura. MITO lo ha scelto tra i cardini della sua programma-

zione 2017. Recentemente riscoperto, l’oratorio di Falvetti sarà proposto dalla Cappella Mediterranea,

sotto la guida di Leonardo Garcia Alarçon, che già ne ha curato la prima edizione in epoca moderna.

Il cartellone 2017 allinea, poi, altre gustose curiosità. Ecco ad esempio il duo costituito dal contrabbassista

Ödön Racz, primo contrabbasso dei Wiener Philharmoniker, e dal violoncellista Stephan Koncz, in forza

Dal

Diluvio

agli EighthBlackbird

attraverso le

regioni sonore più scure

di

FABRIZIO FESTA

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Eighth Blackbird ph. Saverio Truglia

GAUTIER CAPUÇON

giovedì 7 settembre

Teatro Cardinal Massaia - ore 21

FIGLIE MIRACOLOSE

con

Jérôme Ducros

al pianoforte

venerdì 8 settembre

Conservatorio - ore 21

BOSCHI FRANCESI

con

Orchestra I Pomeriggi Musicali

diretta da

Alessandro Cadario

GABRIELA MONTERO

mercoledì 13 settembre

Conservatorio - ore 21

FUOCO

con

Orchestra Filarmonica di Torino

diretta da

Giampaolo Pretto

giovedì 14 settembre

Auditorium grattacielo

Intesa Sanpaolo - ore 21

INFANZIE

recital

IL DILUVIO

martedì 5 settembre

Chiesa di San Filippo Neri - ore 21

La Cappella Mediterranea

Namur Chamber Choir

Leonardo Gacia Alarcón

direttore

RADICI

Ödön Racz

contrabbasso

Stephan Koncz

violoncello

venerdì 15 settembre

Tempio Valdese - ore 17

AMERICAN LANDSCAPES

Eighth Blackbird

venerdì 15 settembre

Piccolo Regio - ore 21

Casa Teatro Ragazzi e Giovani

CELLOSTORM

domenica 10 settembre

ore 16 e ore 18

PLAY

sabato 16 settembre

ore 11, ore 16 e ore 18

sistemamusica

MITO SettembreMusica

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MITO SettembreMusica

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