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Lo dico subito: il tema di quest’anno è

Natura

. Perché, a pensarci, la musica classica è

di per sé un inno alla natura ed è ormai quasi l’unica che si suoni con strumenti

che non hanno bisogno di elettricità. E perché il suo repertorio si è regolar-

mente ispirato, e ancora continua a ispirarsi, ai fenomeni naturali.

Che si tratti di elementi (l’acqua, il fuoco), di paesaggi (la campagna,

la foresta, il deserto), di fenomeni eccezionali (il diluvio, la tem-

pesta) o di eventi ricorrenti (l’alba, il tramonto, le stagioni), di

evocazioni ornitologiche o dell’origine del mondo, da sempre

la natura ha infatti trovato dimora tra i pentagrammi. Nessuna

epoca, nessuno stile, nessuna scuola ha potuto fare a meno

di confrontarsi con essa. E, tra le migliaia di nuovi brani che

ogni anno nascono sul pianeta, una parte consistente conti-

nua a essere suggerita dal nostro rapporto con la natura, con

l’ambiente che ci circonda, con i territori che frequentiamo.

Così, ascoltare in centoquaranta concerti le infinite declina-

zioni del tema mi sembra un’esperienza particolarmente affa-

scinante, per le orecchie e per il cervello. Una di quelle realizza-

zioni alle quali credo che un festival debba dedicarsi.

Lo facciamo, anche quest’anno, grazie a programmi appositamen-

te concepiti per MITO SettembreMusica, proposti da alcuni dei più

importanti musicisti del panorama internazionale alternati alle forze

musicali torinesi e milanesi di prestigio. E il tutto accade nelle sale da con-

certo e nei teatri tradizionalmente dedicati alla musica classica ma anche nelle

zone periferiche della città, dove il festival continua ad offrire ogni sera un concerto

gratuito, in alcuni casi con gli stessi grandi musicisti presenti nei luoghi centrali.

Anche quest’anno ogni concerto è preceduto da un titolo e da qualche riga che racconta il senso della

serata. E ogni appuntamento si apre con una introduzione di quattro minuti, nella quale un presentato-

re aiuta i presenti, esperti o neofiti, ad avvicinarsi e a rendere più intensa l’esperienza dell’ascolto. È un

piccolo rituale, inaugurato con successo lo scorso anno, che mi sembra importante proseguire e che

accompagnerà dunque tutti i diciotto giorni del festival.

In piazza San Carlo si svolgerà

MITO Open Singing

, che nel 2016 ha portato a cantare insieme più di tredici-

mila cittadini: continueremo a distribuire gratuitamente migliaia di partiture, affinché tutti possano intona-

re i brani in programma sotto la guida di un direttore specializzato nel dirigere il pubblico, per fare musica in

modo semplice ma curato e celebrare così, in fondo, la nostra natura umana. E, sulla stessa piazza, il giorno

dopo ascolteremo una

Nona

di Beethoven interamente affidata a giovani musicisti: orchestra, direttore,

solisti e una bella fetta del coro appartengono infatti alle nuove leve, quelle che hanno il compito storico di

svecchiare le interpretazioni e proiettarci nel futuro. Cosa che a me sembra importante.

Credo, infine, che proseguire con una programmazione di teatro musicale per l’infanzia di rilievo internazio-

nale, come abbiamo voluto fare, sia un bel modo di prendersi cura dei nostri cuccioli. Perché, come sappia-

mo, ascoltare bene significa crescere bene. Nei fine settimana, dunque, i bambini (dai due anni) troveranno

spettacoli e concerti pensati per loro, con due nuove produzioni nate apposta per MITO SettembreMusica.

Vi aspettiamo!

*Direttore artistico MITO SettembreMusica

MITO SettembreMusica 2017:

Natura

di

NICOLACAMPOGRANDE*

Grandi orchestre tra paesaggi

e prime esecuzioni

di

STEFANOCATUCCI

Giusto trent’anni fa Claudio Abbado fondava a Vienna la prima orchestra giovanile europea che ambiva non solo

ad assumere una dimensione professionale, ma anche ad attraversare frontiere allora considerate incrollabili.

Dall’Austria, dove viveva come direttore principale deiWiener Philharmoniker, Abbado guardava infatti ai giovani

dei paesi sotto l’influenza sovietica, a partire da Ungheria e Cecoslovacchia. La Gustav Mahler Jugendorchester

(GMJO), come venne chiamata, fu dunque la prima compagine nata sotto l’egida del Consiglio d’Europa a

tenere audizioni nei paesi dell’Est. Due anni dopo, quando Abbado divenne la guida dei Berliner Philharmo-

niker, quelle frontiere non c’erano più e l’orchestra si arricchì di nazionalità diverse, oltre che dell’apporto di

tanti altri direttori che hanno contribuito a farne la più importante formazione giovanile al mondo.

Intanto, dall’inizio degli anni Duemila, cioè da quando ha sede nel nuovo auditorium progettato intorno alle sue

necessità, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è diventata una delle formazioni più importanti

d’Europa, contribuendo a colmare il gap che a lungo ha diviso l’Italia dai paesi con le orchestre più quotate.

A MITO entrambe le formazioni saranno presenti con direttori e solisti d’eccezione: il tedesco Ingo Metzma-

cher per la GMJO, con Jean-Yves Thibaudet al pianoforte; e il finlandese Mikko Franck, da poco direttore ospite

principale dell’orchestra di Santa Cecilia, insieme al violoncellista norvegese Truls Mørk. Da festeggiare che, tra

i paesaggi declinati nei loro due concerti, si trovino anche due prime esecuzioni italiane di brani sperimentati

con successo in altri paesi:

This Midnight Hour

di Anna Clyne, giovane autrice inglese pluripremiata negli Stati

Uniti, e il secondo

Concerto per violoncello e orchestra

di Einojuhani Rautavaara, il più importante “paesaggista

musicale”degli ultimi cinquant’anni, scomparso nel luglio del 2016 a 88 anni.

lunedì 4 settembre

Teatro Regio - ore 21

QUATTRO PAESAGGI

Gustav Mahler Jugendorchester

Ingo Metzmacher

direttore

Jean-Ives Thibaudet

pianoforte

Musiche di Clyne, Gershwin,

Dvoˇ rák, Ravel

mercoledì 6 settembre

Teatro Regio - ore 21

NORD

Orchestra dell’Accademia

Nazionale di Santa Cecilia

Mikko Franck

direttore

Truls Mørk

violino

Musiche di Sibelius, Rautavaara,

ˇ Cajkovskij

Piazza San Carlo

sabato 9 settembre - ore 21

MITO OPEN SINGING

Coro Giovanile Italiano

Michael Gohl

direttore

Loris Di Leo

pianoforte

domenica 10 settembre - ore 21

LA NONA DEI RAGAZZI IN PIAZZA

Orchestra Giovanile Italiana

Coro Maghini

Daniele Rustioni

direttore

Solisti dell’Accademia

del Maggio Musicale Fiorentino

Beethoven

Sinfonia n. 9 in re minore op. 125

Ingo Metzmacher ph. H. Hoffmann

Esistono tesori della storia della musica che – per il

peso specifico di conoscenze, incisioni ed esecuzioni

memorabili che ognuno di noi porta con sé nella

testa e nelle orecchie – appaiono immutabili,

statici, talvolta quasi museali. È invece proprio

in questi capolavori che l’organismo vivente di

un’orchestra o di un coro possono dare il meglio,

svelando l’insieme di muscoli, arterie e cuori di cui

è composto. Sarà certamente così per l’esecuzione

della

Nona

di Beethoven (la sinfonia tra le Sinfonie,

quella dell’

Inno alla Gioia

) che MITO ha previsto in

piazza: ci saranno un’orchestra con i migliori giovani

italiani (che da Fiesole raccoglie l’eredità di Farulli),

un giovane direttore come Rustioni, già conteso dai

teatri di tutto il mondo, altrettanto giovani solisti ed

un coro come il Maghini con una bella percentuale

di nuove leve. Ancora un’occasione, dunque, per

ascoltare all’aperto – e alla portata di tutti – il grande

repertorio, rinfrescato dall’apporto, dalla meraviglia

e dall’entusiasmo esecutivo che solo le nuove

generazioni di professionisti possono fornire.

E dal momento che i grandi festival servono a

scombinare le carte, è riconfermata per l’edizione

2017 anche un’altra occasione in cui tutti potremo

essere protagonisti: l’

open singing

. Un coro guida

sul palco per supportare i cittadini che cantano, le

parti distribuite gratuitamente tra la gente affinché

ognunopossa intervenire inbase alle proprie capacità

e ai propri desideri, mille coristi e ognuno invitato a far

parte di un grande coro “universale”. In questo caso,

ancor più che per la

Nona

, si tratta di fare esperienza

diretta della bellezza. Ma si tratta anche di impegnarsi

in un gesto civile: migliaia di persone che cantano

insieme in una piazza appartengono alla civiltà.

In piazza San Carlo

la

Nona

dei ragazzi e

MITO Open Singing

di

GABRIELEMONTANARO

Orchestra Giovanile Italiana

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MITO SettembreMusica

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