Divisione Servizi Sociali


S.F.E.P. - Scuola Formazione Educazione Permanente






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Moon Climbers

Una vita adulta per le persone con disabilità intellettiva è possibile


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Un giovane con disabilità intellettiva che si affaccia alla vita adulta deve impegnarsi più degli altri per realizzare i propri sogni: vivere in una casa propria, scegliere con chi vivere, frequentare l’università, avere un lavoro, avere una relazione sentimentale, etc. Al tempo stesso, anche chi opera nel campo dei servizi per la disabilità auspica di poter rendere il proprio lavoro sempre più efficace ed efficiente, per contribuire al meglio alla realizzazione del progetto di vita delle persone con disabilità (da ora in poi p.c.d.), in base ai loro desideri e aspirazioni, realizzare una vera inclusione, sostenere efficacemente le famiglie, instaurando con loro un rapporto di fiducia e collaborazione, etc. Da queste due istanze è nato il progetto Moon climbers: un progetto Erasmus KA2 di ricerca per l’innovazione nel settore educazione per adulti, attraverso il quale abbiamo elaborato e promosso un modello metodologico innovativo, efficace e riproducibile. Il progetto, che ha avuto una durata di 32 mesi (da inizio settembre 2018 a fine maggio 2021), prevedeva l’elaborazione di quattro diverse tematiche (intellectual outputs), tra loro strettamente correlate:
• Training per la vita adulta
• Sviluppo della Peer Education nella disabilità intellettiva
• Il Sistema Pedagogico della Vita Operosa
• Studio sulla inclusione delle persone con disabilità intellettiva nell'Università.

Va sottolineato che, nonostante tutti gli Intellectual Outputs siano interrelati fra loro, il Training per la vita adulta è l’asse portante, il cuore del progetto Moon Climbers perché guarda alla globalità della persona, superando un’ottica settoriale. Capofila del progetto è stata la cooperativa sociale "Il Sogno di una Cosa" di Collegno (TO), una realtà no profit piemontese che opera nel campo della disabilità intellettiva fin dalla sua fondazione, nel 1982.
Hanno partecipato al progetto come partner:
• la città di Torino , in particolare il Servizio disabilità e la S.F.E.P.
• la fondazione Prodis di Madrid (Spagna)
• l’associazione Acta Center di Oradea (Romania).

Il contributo di ciascuna organizzazione partner, operante in contesti culturali, normativi e istituzionali tra loro differenti, si è rivelato determinante al fine di elaborare al meglio le opere di ingegno previste dal progetto. Questo grazie alle attività di ricerca-azione rivolte a 45 p.c.d. complessivamente, realizzate in ciascun paese sulla base di protocolli di lavoro comuni; ma anche alla ricerca metodologica, attraverso la quale abbiamo rielaborato le attività svolte, mettendo in relazione ciò che è emerso da esse con la letteratura esistente sui temi trattati e con altre esperienze simili. Rispetto alla ricerca metodologica hanno collaborato con noi:
• Carlo Francescutti , ex coordinatore del comitato scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla disabilità, dirigente Coordinamento Socio
  Sanitario e responsabile Servizio di integrazione lavorativa dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 5 di Pordenone; si è occupato in particolare
  della ricerca sulla Peer Education;
• Andrea Canevaro , professore emerito dell'Università di Bologna e studioso di prestigio internazionale, è ritenuto il padre della pedagogia
  speciale in Italia; si è occupato della elaborazione metodologica rispetto alla Vita operosa.

Potete scaricare la “guida metodologica” relativa alle quattro tematiche del progetto
al seguente link: https://www.ilsognodiunacosa.org/mc/





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