I diversi punti di vista sembrano convergere nella stessa direzione. Il gruppo di lavoro integrato assume consapevolezza della realizzabilità delle scelte che ciascun attore indica come opportune o necessarie per progettare e mettere in azione un servizio che superi l'idea di un Centro/ contenitore di patologie, riservato solo alle categorie di persone disabili psicofisici.
La città progetta un servizio, o viceversa?
Le idee guida del progetto Punti Rete
- Creare un Servizio maggiormente inserito nelle politiche sociali del territorio e rivolto alla totalità della popolazione, con particolare attenzione e supporto a chi è in difficoltà;
- attivare un percorso che inizia con la costruzione del "progetto individuale" (programma presentato ogni anno) da parte dell'équipe di distretto (assistente sociale di riferimento, educatori e assistenti domiciliari)
- nel progetto individuale si evidenziano i bisogni personali e famigliari, gli obbiettivi e le modalità di attuazione degli stessi attraverso le risorse (formali ed informali) reperibili nel sistema ambiente, con criteri di accessibilità a persone disabili, e le modalità attraverso cui "valutare" sia il processo che gli esiti.
- Operare sugli spazi e sulle risorse umane formali e informali individuate (biblioteche, centri giovanili, spazi sportivi , ludoteche, musei e mostre, centri di enti e associazioni, aree verdi protette, laboratori artigiani, ecc), anche al fine di definire una banca dati territoriale;
- all'interno di questo insieme di risorse realizzare alcuni PUNTI RETE, ovvero servizi territoriali caratterizzati ciascuno da una propria progettualità, con attività e obbiettivi diversificati, organizzati in centri di interesse (tempo libero, attività culturali, ricreative, attività espressive, di educazione ambientale, ecc.) distribuiti nell'area del chierese:
- i nuovi progetti individuali definiranno i Punti rete che la persona disabile utilizzerà, i tempi e le attività che svolgerà in modo più flessibile e diversificato.
- in generale la frequenza sarà mirata alla partecipazione alle attività individuate, garantendo anche l'attuazione di una copertura diurna per le situazioni dove è necessaria un'assistenza semiresidenziale
...e la progettazione partecipata comincia a diventare azione
Come in tutte le storie Ci piacerebbe finire con la classica frase: ...e vissero tutti felici e contenti. Chissà? forse tra qualche anno.
Per ora la città ha cominciato ad individuare
- in alcune strutture dell'area socioculturale educativa e sportiva - spazi fisici, cognitivi, organizzativi in cui attivare occasioni di integrazione per persone disabili che possano trarre giovamento dal vivere, relazionarsi, lavorare (per quanto loro possibile) in questi ambienti.
La prima struttura ad essere coinvolta nell'iniziativa è la BIBLIOTECA CIVICA. Al suo interno sono state progettate e avviate quattro aree (Legatoria, Lettura creativa, Piccole manutenzioni, Relax), nelle quali le attività proposte saranno aperte alle persone disabili ed articolate in modo da integrarsi con le normali offerte dei servizi culturali comunali.
E siccome la storia continua,
e' in fase di predisposizione un altro specifico progetto presso il Centro Giovanile sede di Informagiovani, Informalavoro, …forse Informahandicap, mentre ulteriori ipotesi progettuali sono in via di definizione presso altre strutture e servizi della Città di Chieri (Imbiancheria del Vajro, ex Scuola Elementare fraz. Airali, Piscina Comunale)
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Tecniche per la progettazione partecipata di servizi sociali (vds mod 4)
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
(vds mod.4)
PROGETTARE IN EDUCAZIONE
(vds mod.4)
VALUTARE IN EDUCAZIONE
(vds mod.4)
ACCESSIBILITA'
(vds mod.1)
Il percorso della qualità
Introduzione - Cos'è la qualità
Le regole della qualità
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