| Quarto modulo: "DISSONANZE POSITIVE" | < O > |
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Tra le componenti tecniche del Comune di Chieri (Area Servizi Sociali Culturali Educativi) e del C.S.S.A.C. si avviano alcuni incontri di riflessione sul senso di quelle domande (vds modulo 3). Come prevedibile, emergono altre domande, ma incominciano anche ad affacciarsi alcune risposte. una nuova struttura per il C.S.F. è l'unica risposta possibile? Le questioni su cui si comincia a ragionare sono tante, e tutte interessanti:
e se, insieme alla sede, cambiassimo anche il tipo di servizio? La discussione su questi problemi e sulle diverse risposte possibili si concentra su una idea forte, che in pochissime settimane assume le caratteristiche di pensiero collettivo orientato all'azione: E' possibile pensare alla presa in carico delle persone disabili giovani/adulte utilizzando la Città nel suo complesso; sfruttando o potenziando, cioè, le sedi già esistenti di vita collettiva a partire da quelle pubbliche come i centri di incontro, le biblioteche, le ludoteche, le sedi di formazione, gli impianti sportivi. Intorno a questa idea può delinearsi un progetto di Servizio socio educativo ai portatori di handicap psichici diffuso sul territorio, che utilizza le proprie risorse (strutture, persone, attrezzature, relazioni del sociale, superando quindi le caratteristiche inevitabilmente istituzionalizzanti dei luoghi classici normalmente denominati C.S.T., C.S.E., C.S.F., ecc. |
EDUCAZIONE BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
AUTONOMIA
Tecniche per la progettazione partecipata di servizi sociali |