| CITTA' DI CHIERI | PROVINCIA DI TORINO |
Seduta del 4.5.2001 |
Verbale N.49 |
OGGETTO:
Assessorato al SISTEMA EDUCATIVO e Servizio CHIERI CITTA' EDUCATIVA. Linee di indirizzo.
Premesso che
l'Amministrazione Comunale di CHIERI ha da tempo consolidato un concreto impegno sul versante educativo e tale impegno deve sempre più rendersi coerente con il diffuso bisogno di educazione nei diversi aspetti della vita sociale (formazione ed educazione ai diritti/doveri di solidarietà, di legalità, di partecipazione democratica, di difesa attiva della pace e dell'ambiente, di promozione della salute, ecc.);
occorre rivalutare le singole e diverse responsabilità educazionali (della famiglia, della scuola, delle agenzie educative laiche e confessionali, dell'Ente Locale e delle Istituzioni), i modi in cui è possibile metterle in atto in maniera positiva e integrata, i modelli pedagogici ed interpretativi che si vanno a sperimentare circa la natura e le circostanze dell'educazione;
occorre condurre la Città di Chieri nella rete di comunità urbane che si riconoscono come Città Educative. In ciò richiamando l'accezione assunta dall'atto costitutivo dell'Associazione Internazionale delle Città Educative (A.I.C.E., Carta di Barcellona,1990) di Città capaci di futuro, in cui si produce uno sforzo costante di far prendere coscienza ai cittadini di tutte le risorse educative presenti nella comunità e sollecitare un dialogo fra quanti gestiscono tali risorse;
occorre ridefinire le linee portanti della presenza attiva del Comune di Chieri nel sistema educativo cittadino (la gestione diretta dei Servizi per la prima Infanzia; il supporto alla Scuola e alla Famiglia tramite servizi, attività integrative, estate ragazzi; la promozione culturale e sportiva; l'assistenza educativa alle persone in situazione di handicap; la gestione delegata al Consorzio delle competenze in materia di Servizi Socioassistenziali; l'integrazione con i Servizi Sanitari, ecc.);
occorre formalizzare una sede di comune e costante impegno per una ricerca di senso (il senso di quanto si fa, il senso di quanto si vuole fare) e per definire le intenzionalità pedagogiche dell'azione; ciò attraverso definiti strumenti quali l'Accordo di Programma per il funzionamento del gruppo Sintesi, che favorisce l'orientamento degli Enti interessati verso una prospettiva di interventi coordinati, più efficaci ed economici, basati sulla prevenzione e sulla progettazione partecipata e integrata delle politiche sociali nei confronti dei bambini, degli adolescenti, dei giovani e delle famiglie;
occorre orientare operativamente l'azione nella prospettiva di CHIERI intesa come Città EDUCATIVA. Città che progressivamente migliora le proprie capacità di ascolto, di attenzione e di azione, in cui l'educazione dei minori e degli adulti abbia un ruolo davvero centrale; Città in grado di affrontare, in un'ottica di sviluppo sostenibile, le grandi sfide che riguardano il rapporto Ambiente-Società, la relazione e la comunicazione tra le persone ed i sistemi, la cultura e le culture, il lavoro ed il valore lavoro, i processi che creano marginalizzazione o emarginazione;
occorre mettere a punto, nella maniera più partecipata possibile, un numero definito di Tesi in base alle quali organizzare l'intervento. Queste Tesi dovrebbero in particolare riguardare gli aspetti fondanti di Chieri:
come CITTÀ EDUCATIVA,
come CITTÀ EDUCATIVA pensata e ripensata in quanto organismo vivente,
come spazio fisico e mentale in cui LAVORARE INSIEME,
come laboratorio per la TRASFORMAZIONE DEI MODELLI, specie i modelli EDUCATIVI, in cui si fa ricerca, si coglie la sfida dello SVILUPPO SOSTENIBILE (dentro le logiche del PATTO TERRITORIALE PER LO SVILUPPO AREA TORINO SUD, dentro le logiche dell'Associazione TORINO INTERNAZIONALE);
occorre ottimizzare l'azione del Comune nell'esercizio delle funzioni prescritte dal D.Lgs.31.3.1998 n.112, Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n.59. In particolare l'art.139 comma 2 di tale decreto, nella parte riguardante l'assistenza scolastica, stabilisce che i Comuni esercitino, anche d'intesa con le istituzioni scolastiche, i seguenti compiti di istituto:
educazione degli adulti: attribuzione non solo implicante l'organizzazione di iniziative di recupero scolastico (i tradizionali corsi delle 150 ore pre-serali, serali, ecc.) ma una ben più intensiva, estensiva, continua formazione della componente adulta del contesto cittadino, utilizzando strumenti propri della pedagogia sociale;
interventi integrativi di orientamento scolastico e professionale capaci di collegare e mettere in sinergia la programmazione dell'offerta formativa con la programmazione dell'offerta lavorativa;
interventi perequativi, azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione ed azioni di supporto volte a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale ed orizzontale tra i diversi gradi ed ordini di Scuola: si tratta di agire sia con gli strumenti dell'assistenza scolastica propriamente intesi e già ampiamente collaudati, sia sperimentando nuove e più agili azioni capaci di rendere effettivamente esigibile il diritto allo studio (attraverso supporti per proseguire la carriera scolastica direttamente connessi agli interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica);
interventi di educazione alla salute.
I Comuni sono quindi tenuti all'esercizio di funzioni e competenze nuove che si aggiungono e vanno oltre le tradizionali funzioni precedentemente attribuite. Incrementando le attribuzioni trasferite fin dal D.P.R. 616/77, il Comune è pertanto divenuto il diretto responsabile della messa in rete dei Servizi e prestazioni destinate a facilitare con diversi mezzi (servizi individuali o collettivi, erogazioni o provvidenze in denaro, ecc.) l'accesso al bene istruzione-formazione da parte di persone di ogni età e condizione per la realizzazione di un organico percorso evolutivo.
Tutto ciò premesso si può pensare di fondare una concezione di Chieri come CITTÀ EDUCATIVA attraverso l'azione dell'Assessorato al Sistema Educativo che opera tramite il Servizio della 5a Area Servizi Sociali Culturali Educativi denominato Chieri Città Educativa (ex uff. Istruzione-Ass.scolastica). Ciò anche considerando:
le rinnovate intenzionalità di progettazione concertata all'interno del gruppo SINTESI per il coordinamento delle politiche della famiglia, dei minori, dei giovani;
l'esigenza - anche formalizzata dai dirigenti scolastici - di creare un tavolo permanente di lavoro Comune di Chieri-Autonomie Scolastiche che, nell'ambito delle coordinate di progettazione concertata definite dal gruppo SINTESI, progetti la Città Educativa coniugando priorità di azione con le risorse disponibili.
L'azione dell'Assessorato al Sistema Educativo e del Servizio Chieri Città Educativa si inquadra in un ruolo generale di coordinamento degli interventi educativi che si esprimono a diverso titolo sul territorio e dovrà essere condotta nell'ambito delle linee e delle metodologie contenute nel documento "Chieri Città Educativa allegato alla presente deliberazione per farne parte integrante.
Tra le prime funzioni ed azioni si prevede:
Più in specifico il Servizio Chieri Città Educativa potrà curare l'offerta di iniziative formative, ad integrazione e supporto all'attività didattica curriculare delle Scuole, da realizzarsi in base ad una definita programmazione (annuale ed a sviluppo triennale). Tra queste, iniziative di:
educazione alla legalità, attraverso il lavoro del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che dovrebbe coinvolgere stabilmente alcune decine di allievi con un nutrito numero di insegnanti;
educazione alla pace, nel più generale contesto di impegno del Comune e dell'Ufficio Pace attraverso il Comitato Pace e Cooperazione internazionale ed eventualmente in collaborazione con Organizzazioni non governative o Associazioni sui temi dell'interculturalità e della solidarietà;
educazione ambientale, volta alla sensibilizzazione sui temi dell'ambiente, della conoscenza del territorio e della memoria storica locale, individuando opportuni partners nell'associazionismo ambientalista. Sperimentazione di iniziative di progettazione-realizzazione-tutoraggio per la riqualificazione degli spazi esterni ai plessi scolastici, con la partecipazione di tutte le componenti interessate (in tale contesto potrebbe essere ottimizzata l'esperienza già maturata per la progettazione partecipata di spazi collettivi per i ragazzi) anche in collaborazione con Istituti Superiori;
educazione all'arte e all'artigianato: valorizzazione del ruolo dei laboratori d'arte e dell'artigianato tessile, raccordi costanti con botteghe, industrie artigianali e sedi espositive della Città (ad es. predisposizione di schede interattive per la visita guidata al Museo del tessile);
educazione musicale attraverso il Laboratorio musicale territoriale che rappresenta una risorsa notevole per le scuole chieresi ed il territorio circostante in quanto, con i propri progetti differenziati per età coinvolge un numero consistente di alunni;
educazione all'espressione teatrale e cinematografica: da articolarsi nel corso degli anni attraverso un definito cartellone teatrale, cinematografico, consulenze, laboratori; valorizzazione e integrazione con la positiva esperienza avviata nell'anno 2000 nell'ambito del Teatro di Strada;
educazione alla pratica sportiva (sia di tipo agonistico che di tipo non competitivo) nei termini di intesa che si vanno consolidando con l'associazionismo del settore;
educazione alimentare permanente attraverso incontri con genitori ed educatori, incontri rivolti direttamente agli alunni su alimentazione, alimentazione e salute ecc.. in collaborazione con il Comitato di refezione scolastica, L'Ufficio Igiene Alimenti dell'ASL, esperti del settore. E' anche rilevante il coinvolgimento delle imprese alimentari locali e dell'agricoltura locale, specie in ordine alla valorizzazione degli alimenti naturali e biologici prodotti nell'area del chierese;
educazione alla solidarietà, al tempo, ai saperi sulla base di specifici progetti da raccordare anche con la locale l'Associazione Banca del Tempo .
Acquisiti i pareri favorevoli di cui agli artt. 49 e 51 del Testo Unico sull'ordinamento degli Enti Locali n.267 del 18.8.2000
Proposta l'immediata eseguibilità del presente atto;
Ad unanimità di voti, resi ed accertati in forma palese
DELIBERA
1. Di assumere le linee di indirizzo, le tesi e gli orientamenti metodologici sintetizzati in narrativa e contenuti nel documento Chieri Città Educativa - allegato alla presente deliberazione per farne parte integrante - per:
- impegnare la conseguente azione dell' Assessorato al Sistema Educativo e del Servizio Chieri Città Educativa che dovrà lavorare in maniera fortemente sinergica con gli altri Servizi di questo comparto (Politiche Sociali, Cultura, Sport, Biblioteca);
- individuare tra le prime funzioni del nuovo servizio Città Educativa la messa in rete di iniziative riguardanti:
come in narrativa esposti;
- aderire alla A.I.C.E. (Associazione Internazionale delle Città Educative);
- formalizzare l'istituzionalizzazione di un tavolo permanente di lavoro Comune di Chieri-Autonomie Scolastiche che, nell'ambito delle coordinate di progettazione concertata definite dal gruppo SINTESI, progetti la Città Educativa coniugando priorità di azione con le risorse disponibili. Tale gruppo sarà composto dai competenti funzionari comunali, da due rappresentanti per ogni Autonomia Scolastica Pubblica Statale e da due rappresentanti delle Scuole Pubbliche non Statali, ufficialmente designati;
-riferire la materia al nuovo capitolo di bilancio denominato Chieri Città Educativa.
2. di dare atto che il responsabile del presente procedimento è il Dott. Giovanni Garena - Dirigente Area Servizi Sociali, Culturali, Educativi.
3. di dichiarare, con successiva unanime, favorevole votazione, la presente deliberazione immediatamente eseguibile, a norma dell'art.1234 comma 4 del Testo Unico degli Enti Locali n.267 del 2000.
CITTA' DI CHIERI
AREA SERVIZI SOCIALI CULTURALI EDUCATIVI
CHIERI CITTA' EDUCATIVA
1. CHE COSA POSSIAMO INTENDERE PER CITTA' EDUCATIVA
Pensando a Chieri nella sua dimensione sociodemografica e geomorfologica, storica, culturale, nella sua identità che si rinnova sull'esperienza di ottimi educatori laici e religiosi, si può associare Città all'accezione Educativa in quanto ci si orienta a:
riconoscere il diffuso bisogno di educazione nei diversi aspetti della vita sociale attinenti ai fondamentali valori su cui si fonda la nostra democrazia;
acquisire capacità di valutare e rivalutare le singole missioni e responsabilità in campo educativo, i modi in cui è possibile metterle in atto in maniera positiva, i modelli pedagogici ed interpretativi che si vanno ad sperimentare circa la natura e le circostanze dell'educazione;
acquisire connotazioni di comunità umana, pensata e ripensata in quanto organismo vivente, che - progressivamente - migliora le proprie capacità di ascolto, di attenzione, di azione, di interazione in cui l'educazione dei minori e degli adulti ha ruolo e dignità fondamentale;
accrescere le proprie energie per affrontare, in un'ottica di sviluppo sostenibile, le grandi sfide che riguardano il rapporto Ambiente-Società, la relazione e la comunicazione tra le persone ed i sistemi, la cultura e le culture, il lavoro ed il valore lavoro, i processi che creano marginalizzazione o emarginazione;
produrre efficaci pedagogie sul sistema dei diritti e dei doveri di cittadinanza, in una dinamica in cui i diritti sanciti (tutti i diritti, ma in particolare quelli all'educazione, all'istruzione, alla formazione, alla salute, al lavoro, alla convivenza pacifica) sono resi effettivamente esigibili ed i doveri praticati in un'ottica di impegno civile alla solidarietà ed alla giustizia sociale, come previsto dal nostro ordinamento costituzionale;
considerare la Città come parte attiva nella rete di comunità urbane che si ri-conoscono come Città Educative, cioè Città che si sforzano di progettare in maniera integrata e partecipata un futuro a misura delle persone che le vivono, Città che si sforzano di concretizzare i punti fondamentali dell'educazione come evidenziati nel rapporto della commissione internazionale per il XXI secolo dell'UNESCO. In particolare: formare alla conoscenza (cultura generale), formare al fare (cultura professionale), formare a vivere con gli altri (rispetto delle differenze, tolleranza, capacità di cooperare), formare ad essere (responsabilità, autonomia di giudizio).
Questi orientamenti ci impegnano ad avere nella testa e nel cuore una comunità locale rispettosa delle differenze, aperta ai diversi sistemi esterni, aperta all'Europa, ma anche unita culturalmente e socialmente, dove ciascuno - soprattutto se piccolo - abbia pari opportunità di crescita e di sviluppo. Ciò implica lavorare insieme per costruire una città-comunità che sia veramente educante; città-comunità che sappia aiutare i suoi soggetti in età evolutiva a progettarsi una personalità improntata sugli ideali di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà e di solidarietà (vds Statuto delle Nazioni Unite). In questa Città-Comunità la funzione educativa non può essere delegata solo alla Famiglia o alla Scuola: il Comune e tutte le agenzie di formazione, anche quelle informali, devono sentirsi responsabili di questa funzione; tutti gli adulti che, a livello professionale o volontaristico, hanno contatti con soggetti in età evolutiva, devono farsi carico del compito di agevolare l'itinerario di crescita e maturazione delle nuove generazioni. Così pensiamo ad una Città educativa in cui si raccordano le azioni e le intenzionalità di tutti coloro che si occupano di educazione per offrire concrete opportunità di armonico sviluppo dei minori, la realizzazione di un ambiente di vita rispettoso delle esigenze di crescita di questi cittadini. Quindi:
Questo processo di partecipazione diffusa alla Città che si sviluppa in maniera sostenibile deve passare attraverso un miglioramento dei servizi, un miglioramento della capacità di ascolto e di relazione, un miglioramento delle offerte nel settore della musica, della promozione sportiva, della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, della valorizzazione dei luoghi di aggregazione spontanea. Settori questi che possono costituire terreno per un concreto patto civico tra mondo degli adulti e nuove generazioni, in cui sperimentare responsabilità, partecipazione e forme di autogestione da parte dei cittadini più giovani.
2. CHIERI ed il suo impegno sul versante educativo
E' sicuramente diffuso ed ovunque avvertito un bisogno di educazione. Nei diversi aspetti della vita sociale si vanno affermando, oltre a esigenze di carattere strutturale, prioritarie esigenze di natura formativa ed educativa, si tratti di difesa dell'ambiente, di traffico, di consumi energetici, di occupazione, di sicurezza, di ordine pubblico, di solidarietà, di rapporto tra i sessi, di maternità e paternità
.
E' ogni giorno sempre più evidente il fatto che, accanto alla costruzione di strutture ed alla messa a disposizione di servizi, occorra agire sui modi di pensare e sui comportamenti delle persone, sulle risorse intellettive ed emozionali da mobilitare e da mettere in rete.
In sostanza, a fronte di segnali di crisi delle tradizionali agenzie educative (si pensi alla famiglia, alle naturali fonti di formazione alla solidarietà e alla partecipazione sociale), è sempre più necessario educare.
Ma si impongono, su questa necessità, complessi problemi anche di natura etica:
di chi è la responsabilità educazionale?
in quali modi è possibile metterla in atto con qualche probabilità di riuscita?
in che modo giungere ad un maggiore livello di qualità ambientale e comportamentale partendo da una tradizione ancora molto debole in materia di cultura civica e di senso di appartenenza ad una identità collettiva ?
quali modelli pedagogici ed interpretativi andiamo ad assumere circa la natura e le circostanze dell'educazione ? questi modelli saranno convincenti sul piano teorico e saranno attuabili su quello pratico ?
come raggiungere la consapevolezza collettiva che l'educazione è un processo autocostruttivo? (il processo educativo, sempre complesso e faticoso, è atto bidirezionale che richiede la diretta partecipazione di tutti i soggetti coinvolti; senza una forte motivazione umana e intellettuale e soprattutto senza la costruzione personale e originale delle conoscenze, non è possibile raggiungere risultati utili).
Da molti anni esiste una rete di comunità urbane che si ri-conoscono come Città Educative. Nel 1990, durante il primo congresso di Barcellona è stata elaborata e firmata la Carta delle Città Educative. Questo documento può sicuramente costituire riferimento anche per la Città di Chieri che da quest'anno aderirà alla AICE (Associazione Internazionale delle Città Educative) e che ha recentemente deliberato la costituzione di uno specifico Ufficio Pace e Cooperazione Internazionale.
Il Comune di Chieri è già oggi presente e attivo nel sistema educativo cittadino:
in qualità di agenzia educativa vera e propria con la gestione diretta dei Nidi d'Infanzia e di una serie di proposte di servizio innovativo per i minori e le loro famiglie finanziati con la L. 285/97;
con un deciso e qualificato impegno per assicurare la piena integrazione scolastica dei minori portatori di disabilità;
come supporto alla Scuola e alla Famiglia tramite la gestione di servizi ed attività integrative che sono orientate a promuovere un circuito virtuoso tra sistema Scuola e sistema territorio;
come stimolatore della sensibilità e dell'impegno di tutta la comunità nell'opera di formazione e di educazione dei bambini e degli adulti, con diverse iniziative quali l'Estate-Ragazzi, la promozione culturale (attraverso biblioteca ed iniziative connesse) e sportiva;
come attento interlocutore dei servizi educativi svolti dalle feconde agenzie confessionali ed ecclesiali e dei diversi gruppi di volontariato che esprimono la loro azione nel campo educativo.
Il versante operativo di questa presenza si esprime attraverso diverse attività istituzionali attribuite dalla legge (come appunto i Nidi d'Infanzia e l'Assistenza Educativa agli handicappati), o previste come possibili dalla legge in termini di Attività integrative.
Volendo riassumere la consistenza di queste attività integrative, che hanno rappresentato per l'esercizio finanziario 2000 una spesa di £ 48.600.000, possiamo ricordare le molteplici iniziative di formazione/informazione e i diversificati progetti didattico-formativi che si snodano in diversificate offerte volte ai singoli ordini di Scuola.
SCUOLA MATERNA:
LABORATORI DI MANIPOLAZIONE DELL'ARGILLA PER L'ANNO SCOLASTICO 1998/1999 e 1999/2000: l'Assessorato offre la consulenza di una maestra ceramista per la conduzione, da parte degli insegnanti, dei laboratori di manipolazione all'interno dei singoli plessi, per la realizzazione di percorsi individuati insieme. Ogni Scuola materna dispone di 6 ore di consulenza.
SPETTACOLINI TEATRALI PER SCUOLE MATERNE:
Per l'anno scolastico 1998/1999 sono stati proposti i seguenti spettacoli a cura di alcune compagnie teatrali scelte direttamente dall'Ufficio Istruzione:
Per l'anno scolastico 1999/2000 invece sono state scelte alcune rappresentazioni secondo il programma di Teatro-Scuola a cura del Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte. Il cartellone prevedeva:
Margherita (Autore: Dino Arru, Regia: Dino Arru, a cura di Aldabra Teatro)
Piedi per aria (Autore: Silvano Antonelli e Alessandra Guarnero, Regia: Silvano Antonelli
Compagnia teatrale Stilema)
Il viaggio di Dizzy (Regia e adattamento delle fiabe: Franco Acquaviva ,Teatrino delle Selve)
Acqua a catinelle( Autore: Paolo E. Grasso - Il Gufobuffo)
Cenerentola o della differenza (Autore: Nino D'Introna, Vanni Zinola, Regia e concezione visiva: Nino d'Introna, Teatro dell'Angolo)
IL VIGILE e L'EDUCAZIONE STRADALE per l'anno scolastico 1998/1999 e 1999/2000 (in collaborazione con il Comando dei Vigili Urbani) Incontro di conoscenza del vigile (l'abbigliamento, gli strumenti, il mestiere).
LA CASA DELLA PIMPA (in collaborazione con la COOP) per l'anno scolastico 1998/1999:
attività rivolta ai bambini di cinque anni, svolta nelle scuole ed in parte presso il Supermercato Coop - Il Gialdo - Chieri il cui scopo è quello di far riflettere i bambini sui rapporti con gli oggetti del consumo, desiderati e/o posseduti, e sui significati affettivi ed emotivi che in essi vengono riposti.
SCUOLA ELEMENTARE - 1° CICLO
L'AZIENDA AGRICOLA E GLI ANIMALI DELLA FATTORIA. Visite a cascine di tipo tradizionale della zona.
(in collaborazione con alcuni agricoltori del chierese) per l'anno scolastico 1998/1999 e 1999/2000.
IL CAVALLO (in collaborazione con il maneggio di Buttigliera) per l'anno scolastico 1998/1999.
Visita al maneggio, che metteva a disposizione delle classi i propri animali per un contatto diretto bambino/cavallo.
L'AMBIENTE (a cura PARCO DELLA COLLINA TORINESE) per l'anno scolastico 1998/1999 e 1999/2000:
Earth Education - avvicinamento all'ambiente non mediato dalla cultura ma attraverso l'uso dei sensi - percorso guidato condotto sulla collina del Parco di Superga con i guardiaparco.
EDUCAZIONE STRADALE (in collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale e l'Associazione Il Pedale Chierese) per l'a.s. 1998/1999 e 1999/2000 incontro di conoscenza del vigile (i segnali, i pericoli ed il comportamento del pedone).
SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE:
Chieri e le sue tradizioni
LABORATORIO DI TESSITURA PER GLI INSEGNANTI delle scuole elementari e medie: corsi di primo e secondo livello, negli a.s. 1998/1999 e 1999/2000.
MUSEO DEL TESSILE E FILMATO per le Scuole elementari - classi quinte e medie, comprendente anche visite guidate al Museo del Tessile a cura della Fondazione del Tessile, con visione di attrezzi e macchinari lignei manuali in uso fino al 1800 nel Chierese. Possibilità di visionare, in prestito d'uso, la videocassetta Il filo della storia. Chieri e la sua tradizione tessile realizzata dal Corriere di Chieri in collaborazione con la LIT e con l'Assessorato per le Risorse Culturali.
CHIERINTASCA. L'associazione culturale Carreum Potentia ha organizzato sia per l'a.s. 1998/1999 che per il 1999/2000 alcuni percorsi didattici dedicati alla scoperta di Chieri medioevale:
un percorso didattico per le scuole elementari (I LUOGHI DELLA VITA QUOTIDIANA A CHIERI NEL MEDIOEVO con possibilità di visionare su richiesta le DIAPOSITIVE SULLA CHIERI MEDIOEVALE) e un percorso dal titolo Lo sviluppo urbano di Chieri medioevale, per le scuole medie.
IL GIORNALE IN CLASSE - IL CORRIERE DI CHIERI (a.s. 1998/1999 e 1999/2000), in collaborazione con Il Corriere, per scuole elementari e medie: il progetto prevede la visione, da parte degli alunni, della videocassetta Chieri di carta. Mezzo secolo di notizie: come nasce il Corriere ed un incontro con un giornalista da svolgersi nelle classi dopo la visione di una cassetta illustrativa.
L'AMBIENTE
Ed inoltre per l'anno scolastico 1999/2000 è stata proposta alle scuole elementari una serie di nuovi progetti a cura dell'Associazione Il Tuo Parco:
EDUCAZIONE STRADALE (in collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale e l'Associazione Il Pedale Chierese) per l'a.s. 1998/1999 e 1999/2000: percorsi differenziati per il secondo ciclo delle scuole elementari (la segnaletica orizzontale e verticale, il comportamento del pedone e del ciclista) e per le scuole medie (i segnali stradali, il motociclo, utilizzo di quiz e videocassette)
LABORATORI DIVERSI
Nell'anno scolastico 1998/1999 inoltre, in occasione della manifestazione Nel Borgo di Landolfo per le scuole elementari sono stati organizzati dei laboratori:
con la collaborazione di associazioni, privati.
Ed ancora:
LABORATORIO TERRITORIALE DI MUSICA DEL DISTRETTO N.30: Il laboratorio musicale, istituito su progetto nel maggio 1998 nella struttura del Liceo Monti di Chieri e attrezzato secondo le indicazioni della direttiva del Ministero della Pubblica Istruzione, si pone come fine la diffusione della musica come fattore educativo nel sistema scolastico.
PROGETTO COOP - CONSUMIAMO EQUO, rivolto alle scuole medie ( a.s.1999/2000) in collaborazione con il CISV, sui rapporti tra i paesi del Nord e del Sud del mondo rispetto ai nostri tradizionali e quotidiani consumi alimentari.
ATTIVITA' TEATRALE: E' stato concesso un finanziamento negli anni scolastici 1998/1999 e 1999/2000 alle scuole medie da finalizzare all'attività teatrale, spettacoli, corsi, formazione docenti.
LABORATORI E TIROCINI (riciclaggio, pittura, pasta e sale, informatica ecc..) in collaborazione con il Centro Quarini per gli anni scolastici 1998/1999 e 1999/2000 rivolti soprattutto alla Scuola elementare.
LABORATORIO DI LETTURA: da anni ormai il laboratorio offre agli alunni delle diverse scuole di Chieri quelle opportunità relative alle lettura che né nella Scuola, né la sezione ragazzi della Biblioteca Civica sono in grado di dare. Obiettivo primario del Laboratorio è quello di far sperimentare ai bambini il piacere della lettura fine a se stesso, svincolato da attività di studio e comprensione del testo.
ATTIVITA' SPORTIVE: in entrambi gli anni scolatici sono stati organizzati corsi di nuoto per le classi del secondo ciclo delle scuole elementari e Giococittà, manifestazione rivolta alle scuole medie inferiori di Chieri e dintorni
TUTTI A TEATRO 2000, organizzazione a cura dell'Ufficio Cultura del Comune di Chieri - Provincia di Torino - Regione Piemonte - Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte - Il Dott. Bostik - Rassegna di spettacoli teatrali per ragazzi, genitori, nonni presso il Teatro S.Luigi
Il cartellone prevedeva:
IL REUCCIO FATTO A MANO - I Tiriteri
CAPPUCCETTO ROSSO - Teatrino dell'Erba Matta
I SIGNORI PORCIMBOLDI - IL Dottor Bostik
Nell'anno 2000 infine, le scuole chieresi hanno collaborato all'iniziativa promossa dai Fratelli della Sacra Famiglia - Villa Brea per la raccolta di fondi per i cittadini residenti nella Città di NANORO.
3. RIFLETTIAMO E CONCETTUALIZZIAMO L'ESPERIENZA
E' sicuramente necessario formalizzare una sede di comune e costante impegno per una ricerca di senso (il senso di quanto facciamo, il senso di quanto vogliamo fare) e per definire le intenzionalità pedagogiche dell'azione.
Questo sforzo di teorizzare, questo lavoro di concettualizzazione della prassi e di programmazione concertata, ha già trovato un riferimento importante nel Distretto Scolastico n.30; ha trovato e troverà sede appropriata attraverso forme di sistematiche interazioni fra Enti a vario titolo impegnati in campo educativo.
Tra queste, la più rilevante si è costituita nell'Accordo di Programma per il funzionamento del Gruppo Sintesi, che favorisce l'orientamento degli Enti interessati verso una prospettiva di interventi coordinati, più efficaci ed economici.
L'Accordo di Programma per la costituzione del Gruppo Sintesi (gruppo territoriale per la progettazione partecipata integrata degli interventi di politica sociale nei confronti dei bambini, degli adolescenti, dei giovani e delle famiglie) definisce appunto le condizioni per operare , in maniera partecipata ed integrata, nell'analisi dei bisogni, nella programmazione degli interventi e delle iniziative territoriali rivolte ai bambini, agli adolescenti, ai giovani, alle famiglie. Fin dal '98 il Gruppo Sintesi ha realizzato azioni finalizzate alla costruzione di percorsi di promozione dell'agio e di partecipazione, restituendo rinnovata centralità al territorio e ai suoi soggetti, attraverso il coinvolgimento di bambini e genitori, di nidi, scuole materne ed elementari e dei ragazzi e degli insegnanti delle scuole medie. Contemporaneamente il Gruppo Sintesi ha attivato sul territorio un percorso di coinvolgimento delle diverse realtà del privato sociale, del volontariato e dell'associazionismo, che hanno partecipato alla strategia culturale attivata.
A fronte dei rischi connessi alla frammentazione degli interventi, alla separatezza e alla sovrapposizione delle iniziative istituzionali e non, alla difficoltà di dialogo e di costruzione di intenzionalità comuni, tutti gli enti e realtà aderenti al Gruppo Sintesi si impegnano unitariamente a:
compiere una riflessione integrata sull'esistente, su quanto si sta facendo, come, con quali risultati e quali difficoltà;
promuovere percorsi di approfondimento e di studi comuni per costruire una base formativa e un linguaggio condiviso con cui analizzare i fenomeni e predisporne eventuali soluzioni;
individuare cosa deve essere modificato e ciò che manca;
progettare e programmare l'agire comune in modo integrato e in conseguenza all'analisi dei bisogni;
agire sui processi comunicativi;
attivare strategie educative di ampio respiro che sappiano coinvolgere il maggior numero possibile di realtà territoriali;
realizzare iniziative congiunte di verifica in itinere di quanto sancito dall'accordo;
avere costante attenzione all'emergere di nuovi bisogni, ai cambiamenti istituzionali e culturali - sia nell'ambito delle politiche sociali, sia per quanto riguarda le culture giovanili e famigliari - ponendo particolare attenzione alla multiculturalità dei nostri contesti e alla formazione degli adulti.
L'Accordo di Programma è stato assunto, e siglato in data 23.11.2000, tra Comune di Chieri, ASL n.8, Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali del Chierese, Provveditorato agli Studi di Torino, Forum del Volontariato; ha già trovato l'adesione di diverse e preziose risorse del privato sociale e dell'associazionismo che si esprime in Chieri.
Le Amministrazioni e le realtà firmatarie, nel rispetto delle normative vigenti, consapevoli dell'importanza di promuovere percorsi d'integrazione degli interventi di prevenzione e di processi di partecipazione, si sono impegnate per la propria competenza istituzionale e coerentemente con la propria funzione a promuovere la crescita di una rete integrata degli interventi territoriali oltre che azioni di sensibilizzazione pubblica. Ciò nell'ambito degli strumenti di programmazione propri di ciascuna istituzione.
4. Verso la Città di CHIERI intesa come Città EDUCATIVA
a) aspetti generali
Sicuramente l'impegno del Comune e degli Enti che hanno sottoscritto l'Accordo di Programma costituirà un elemento rilevante alla costruzione di una Società-Chieri intesa come Comunità Locale capace di sviluppo sostenibile e capace di progettare un futuro in cui l'educazione dei minori e degli adulti abbia un ruolo davvero centrale.
E' evidente come le scelte che riguardano la tipologia dei servizi pubblici e convenzionati ed il loro modo di operare si debbano fondare su una adeguata considerazione dei problemi esistenziali, che nell'attuale fase di trasformazione socio-economico-politica assumono maggiore rilievo soprattutto per chi vive le fasi più delicate dell'età evolutiva.
Pensiamo alle vaste trasformazioni
Ambientali e sociali: la società nel corso di questo secolo ha visto trasformarsi radicalmente la struttura familiare che, da realtà parentale allargata, caratteristica di una civiltà prevalentemente agricola, si è notevolmente ridotta sia per quanto riguarda i livelli di età compresenti, sia per il numero di figli, sia per le stesse figure genitoriali; sono sempre più frequenti i casi di famiglie mononucleari con una sola figura adulta di riferimento.
Questo fenomeno comporta un cambiamento profondo nei rapporti sociali e nella realtà scolastica dove i modelli tradizionali di Famiglia non possono più costituire l'unico termine di confronto.
Si è detto di come la Scuola avrebbe bisogno di innestare la sua funzione di organizzatore culturale su una vasta base di esperienza diretta del mondo fisico e sociale realizzata da ciascun individuo.
Di fatto questa possibilità di esperienza, per la maggior parte dei bambini e dei ragazzi, è enormemente diminuita negli ultimi decenni, creando condizioni di grave disparità nello sviluppo intellettivo e nell'autonomia fra chi ha una famiglia in grado di favorire varie e ricche esperienze in presa diretta con il mondo e chi invece trascorre il proprio tempo di vita o in situazioni culturalmente depauperate o in affidamento ad agenzie che operano in maniera settoriale, organizzate secondo meri criteri di natura commerciale.
In presenza di gravi limitazioni all'esperienza ambientale del bambino, un'esperienza indispensabile per una corretta decodificazione dell'enorme numero di messaggi che, specialmente i mass-media, inviano continuamente, e per sviluppare le abilità sociali occorrenti per interagire in una realtà in cui il processo di specializzazione rende sempre più complesso il tessuto sociale.
Comunicazionali: alla smisurata e ancora crescente massa di informazioni fa riscontro una diminuzione delle possibilità di capire e valutare le informazioni stesse; ad un aumento della mobilità e quindi della possibilità di incontrarsi con altre persone risponde la tendenza ad aggregarsi in gruppi omogenei, esasperando l'estraniazione fra i gruppi stessi.
La Scuola non può essere caricata della responsabilità di proporre tutte le necessarie esperienze di vita che renderebbero troppo complessa ed onerosa la sua organizzazione; nemmeno la maggior parte delle famiglie ha la disponibilità di tempo, le competenze culturali e le possibilità economiche che consentano ai figli una vita extrascolastica che integri adeguatamente quanto proposto dalla Scuola.
Culturali: per oltre un secolo è prevalso nel nostro Paese l'intento di tutelare e di rafforzare la raggiunta unità proponendo a tutti una cultura che superasse i localismi. Questa tendenza, pur giustificata per alcuni aspetti, ha però causato l'inevitabile disconoscimento delle numerose e diversificate realtà culturali del nostro Paese.
Le conseguenze più gravi si rilevano nell'incapacità diffusa di comprendere l'incidenza dei fattori culturali sulla struttura della personalità e nella difficoltà di dialogo fra culture diverse, come già i grandi movimenti migratori interni hanno drammaticamente messo in evidenza.
Il problema dell'incontro e del dialogo fra culture diverse si propone già diffusamente in molte Città italiane, e presto si porrà anche a Chieri, in termini non equivocabili, per effetto dell'immigrazione di stranieri provenienti, per la maggior parte, da Paesi con storia, religione, modi di vita molto diversi da quelli italiani.
Questo problema riguarda ciascun cittadino e tutti i cittadini e deve investire con grande rilievo tutti i settori strategici in cui si muove il sistema Comune. In tutti questi settori deve essere evidenziata l'importanza del riconoscimento, anche in campo educativo, della dimensione multiculturale della società.
In ambito lavorativo: negli ultimi decenni è stato spostato di molti anni l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Ciò non sempre ha prodotto una migliore disposizione al senso e al gusto del lavoro, con gravi conseguenze sia sul piano della realizzazione di sé da parte degli individui, sia sulle dinamiche e sugli ambienti produttivi.
Nei processi che creano marginalizzazione o emarginazione: la concentrazione del potere economico, con la ridotta articolazione delle attività produttive, la competizione internazionale, lo sviluppo e la diffusione della tecnologia rende sempre più problematica la convivenza fra soggetti impegnati nella produzione e soggetti portatori di deficit o di varie forme di svantaggio comportamentale e sociale.
Le agenzie educative pubbliche e convenzionate devono decisamente impegnarsi a non operare discriminazioni di alcun genere e ad accogliere anche coloro che si trovano in gravi condizioni psico-fisiche. Tuttavia la gamma delle alternative di esperienza e delle prospettive di sbocco è condizionata dalle richieste prevalenti del mercato. Ne deriva pertanto un quadro limitativo di prestazioni e di apprendimenti, per cui un numero non trascurabile di individui, con attitudini diverse da quelle normalmente richieste, non trova le condizioni indispensabili per uno sviluppo equilibrato.
b) tesi per orientare l'intervento
Occorre definire, nella maniera più partecipata possibile, un quadro epistemologico all'interno del quale affrontare gli ambiti di complessità che abbiamo di fronte. Occorre in sostanza pervenire ad un quadro di tesi condivise, capaci di costituire riferimento ed orizzonte per tutti coloro che sceglieranno di impegnarsi in questo disegno, certamente difficile ed ambizioso, di Chieri città educativa in quanto capace di educazione.
b1. CHIERI COME CITTÀ EDUCATIVA
Fondare una concezione di Chieri come CITTÀ EDUCATIVA dentro:
Conseguenze:
b2. RIPENSARE ALLA CITTÀ COME ORGANISMO VIVENTE
Ci si deve orientare verso uno sforzo di simbolizzazione dei suoi bisogni vitali, esattamente come avviene per gli individui. Rivalorizzare quindi, in scalarità, i bisogni della Città (vds Maslow), a partire dai bisogni di sopravvivenza ( con le sue esigenze di vita, di riproduzione materiale), per poi passare ai bisogni di sicurezza (con le sue esigenze di attività, di esplorazione, di novità, di protezione), ai bisogni di appartenenza e di amore (l'amicizia, l'innamoramento, l'affettività, la socializzazione, l'identità) fino ai bisogni superiori di auto-eterostima e di autoattualizzazione ( autoriproducentisi e quindi mai completamente soddisfabili).
Secondo questa prospettiva si potrebbero misurare e gradualmente far crescere le capacità della Città (anche nel senso di utilizzare socio-psico-pedagogie di comunità in progetti educativi- rieducativi, autoeducativi e autorieducativi) per gestire:
il pericolo, l'insicurezza, i sistemi "lontani dagli equilibri";
la percezione, la rappresentazione delle percezioni (individuale e collettiva) di pericolo, insicurezza, squilibrio;
il territorio (nella accezione sistemica di persone - cose - modelli e loro relazioni) e le persone pericolose di cui prendersi cura.
In sostanza, coinvolgere i referenti della partecipazione cittadina, e lanciare una vasta operazione di educazione - autoeducazione - rieducazione ai diritti/doveri di cittadinanza. Quindi, Educazione degli adulti non come adattamento ma come istruzione a gestire rotture (conflitti e loro origini, imperfezioni, finitezze, ecc.) e alle abilità di gestione personale delle molteplici incertezze che ne derivano. Ciò significherà passare dalla cultura della lente (prospettiva miope, centrata sugli ingranaggi e sui microprocessi) alla cultura del radar (prospettiva globale mirata sui fini, sui programmi, polivisuale). Nella nuova cultura del radar si comprende come le cose non rendono felici, anzi producono preoccupazioni, aumento di stress, scarsità di tempo. Riscoprire quindi la dimensione immateriale degli oggetti, poiché la soddisfazione immateriale richiede tempo e non si configura come un usa e getta. Riscoprire la semplicità del vivere che ha a che fare con l'estetica e con il sottile legame tra piacere ed austerità che apre al paradosso secondo cui un uomo è veramente ricco solo rispetto al numero di cose che può concedersi di lasciar stare.
Un approccio del genere consentirà di avviare, sui grandi temi della sicurezza, laboratori sperimentali di partecipazione attiva e di gestione non violenta dei conflitti sociali, su temi quali i rapporti etici e l'educazione alla cittadinanza, i sistemi di convivenza, i meccanismi di costruzione delle identità e delle appartenenze, la formazione alla difesa e valorizzazione del sistema ambiente, le condizioni favorenti gli stati di agio e di disagio, i processi che producono marginalizzazione, i fattori di rischio socio- ambientale ed opportunità per ridurli e possibilmente rimuoverli, lo sviluppo sostenibile dei singoli e delle collettività.
Nell'ottica dello sviluppo locale il rapporto sistema formativo-territorio appare complesso e definibile a più livelli specie se per sistema formativo si intende sia il sistema scolastico sia il vasto e complesso mondo della formazione professionale e superiore.
Un territorio - laboratorio che si pone obiettivi di ricerca di sostenibilità ha più possibilità di cogliere il proprio obiettivo se può far conto su un sistema formativo che a sua volta si pone in modo laboratoriale, ovvero in un'ottica di continua ricerca-azione . Per il sistema scolastico in particolare vi è la necessità di Scuola-laboratorio, cioè di una Scuola che ricerca i modi più adeguati per sviluppare la propria mission sociale . La missione può fondarsi:
sulla promozione di competenze di migliore gestione cognitiva. Nell'attuale contesto in cui le giovani generazioni hanno accesso ad una quantità illimitata di informazioni attraverso una pluralità di mezzi, non si tratta tanto di acquisire specifici contenuti o metodi dalle varie discipline o riflettere sulla storia di esse, quanto capire in che relazione stanno i metodi di pensare, di parlare e di fare che in ogni individuo si possono sviluppare nel tempo con l'esperienza, con i modi di rappresentare, di sapere e di produrre che reciprocamente aggrovigliati e per nulla trasparenti caratterizzano la società di oggi. In altre parole obiettivo della Scuola è, e dovrebbe essere, quello di formare persone mentalmente e operativamente convinte che di fronte al mondo così com'è, capire si può, capire serve, capire si può imparare;
sulla promozione di cittadinanza attiva. Nella Scuola gli alunni devono trovare un ambiente che consenta e promuova la formazione ad essere cittadini consapevoli, autonomi, attivi, capaci di preoccuparsi e prendersi cura delle persone e degli ambienti, capaci di rapportarsi con una diversità di contesti modulando modi di agire e di guardare, capaci di prendere decisioni in situazioni incerte e complesse. Su questo impegno va costruito un quadro di competenze relazionali, organizzative, progettuali.
Il Comune e il nuovo Assessorato al Sistema Educativo potranno in questo senso lavorare con le Autonomie Scolastiche per uscire da logiche autoreferenziali e rapportarsi al territorio-laboratorio considerandolo il suo ambiente vitale di riferimento su coordinate quali:
il sistema formativo ed il territorio, che nel nuovo quadro dell'autonomia, possono concertare alcuni condivisi obiettivi relativi alla qualità del sistema formativo stesso, con lo scopo di aumentare le potenzialità del sistema territoriale, concordando sinergie finanziarie, organizzative, e culturali (ad es. investimenti sulla formazione degli insegnanti, nuove tecnologie). I progetti individuati in tale ambito dovranno confluire e costituire parte integrante dei Patti Territoriali e di altri strumenti di partecipazione concertata;
il sistema formativo, nel nuovo quadro dell'autonomia, ha bisogno di incorporare culture che oggi sono estranee(del tutto o parzialmente): ad es. la cultura organizzativa, progettuale, di ricerca, di lavoro in team, ecc.. La Scuola può partecipare alla lettura-individuazione di criticità presenti sul territorio e lavorarvi in termini progettuali (es. le Città amiche dell'infanzia, le Città sostenibili dei Bambini e delle bambine) . Così la Scuola può essere Scuola anche al di fuori delle mura scolastiche, sviluppando percorsi ed attività in luoghi organizzati sul territorio (aule decentrate) a diretto contatto con fenomeni, processi, culture, saperi, linguaggi, interlocutori, testimoni. Luoghi che possono essere organizzati dagli EE.LL. o da altri soggetti (biblioteche, musei, centri di educazione ambientale, ecomusei, parchi, aziende, ecc.) che devono, a loro volta, essere attentamente progettati per fornire competenze educative in quanto non è certamente sufficiente esporre i ragazzi ad esperienze perché sviluppino apprendimenti significativi.
b3. LAVORARE INSIEME
Definire e concertare un modo di lavorare insieme (interistituzionale e intersettoriale).
Si tratta infatti di lavorare, progettare, elaborare, prima di tutto con i partner pubblici implicati, per riuscire ad accoppiare strutturalmente benessere dell'ambiente e benessere dei cittadini, attraverso progetti e attività che, per il loro ruolo presente e futuro, devono essere considerate di assoluta rilevanza e utilità pubblica (vds la condizione di lavoro tipo quella richiamata da Luciano Gallino per il lavoro interdisciplinare, in cui soggetti con differente formazione ed esperienza dovrebbero essere chiamati a negoziare cognitivamente le loro competenze in vista di un comune problema operativo).
Ciò significa che una prima e non facile parte del problema si trova già nella necessità di definire e di concertare il modo di lavorare insieme, che dovrebbe essere interistituzionale e intersettoriale e che - per non perdere la preziosa esperienza dell'individuare e trattare i problemi e dei tentativi di soluzione - non può essere delegato ad agenzie esterne.
Lavorare insieme per trasformare in circuito virtuoso la ricerca di benessere del cittadino e dell'ambiente è il fuoco del problema della sostenibilità, se con questo termine - come sta avvenendo anche a livello internazionale - si vuole rappresentare l'intreccio complesso e irriducibile dei problemi della società, dell'ambiente, della cultura e dell'educazione.
b4. PROMUOVERE LO SVILUPPO SOSTENIBILE
..uno sviluppo in cui le necessità delle generazioni attuali vengano soddisfatte senza mettere a repentaglio le basi per la vita delle generazioni future
Come noto, a partire dal rapporto Brundtland del 1987 e dalla Conferenza di Rio del 1992 il concetto di sostenibilità si afferma nelle politiche, programmi, legislazioni degli organismi internazionali, dell'UE e gradualmente anche dell'Italia
Tale concetto è divenuto punto di riferimento per soggetti istituzionali, operatori e cittadini ed identifica una posizione culturale e politica contrapposta a quella di un liberismo senza regole.
Una certa forma di sviluppo è l'espressione più o meno coerente di una forma di organizzazione sociale. E' quindi vitale l'esigenza di una ampia trasformazione verso la sostenibilità della società, dell'organizzazione, della cultura, della Scuola; dobbiamo pertanto introdurci in una logica trasformativa della cultura della formazione e dell'educazione, in un circuito dialogico e ricorsivo Educazione<====>Cultura
Alcuni riferimenti utili in tal senso vengono dai segg. spunti:
Una società sostenibile si costruisce a partire dall'iniziativa e dalla partecipazione dei gruppi, delle popolazioni locali e dei popoli. Valorizzare le piccole esperienze e soluzioni e allo stesso tempo promuoverle su scala regionale, nazionale, mondiale fa parte della nostra sfida
Una società è sostenibile, cioè capace di futuro, se fornisce ai suoi membri gli strumenti per l'auto-governo delle proprie condizioni di esistenza e delle possibilità del proprio divenire personale, cioè dei propri diritti culturali e sociali
Sostenibilità è da intendersi come concetto che comprende non solo ambiente, ma anche povertà, popolazione, salute, sicurezza alimentare, democrazia, diritti umani e pace
La sostenibilità è quindi l'occasione per riflettere e tentare di superare settorialismi, ma è anche una scelta tecnico-metodologica in rapporto alla complessità del sistema socio-ambientale e delle relazioni che in esso si manifestano.
E' in questo intreccio che emergono infatti problemi fra i più importanti e controversi del nostro tempo e in particolare:
la contrapposizione tra esigenze di sviluppo delle differenti comunità umane e tra queste e la salvaguardia dell'ambiente;
la qualità della vita nelle situazioni urbane;
la convivenza tra culture differenti in rapporto alle già fragili identità sociali e individuali;
le responsabilità e le potenzialità della formazione e dell'educazione, anche in relazione ai nuovi problemi di partecipazione e di governo delle trasformazioni socioeconomiche, culturali e ambientali oggi in atto.
In questi ultimi tempi stanno emergendo in molti campi come l'ambiente, l'educazione, ma anche nella cooperazione, sviluppo e pace (Regione Piemonte, Legge 67/95), nello sviluppo locale partecipato (vds Comune di Torino, Progetto speciale periferie), nei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Piano del Governo, Legge 285/97, le varie azioni di riforma del settore dell'istruzione, la Legge 328/00 ecc.). - iniziative di estremo interesse perché orientate, anche se in modo ancora generale, ad affrontare i problemi delle comunità e del territorio non più soltanto in termini di emergenze e disagi, ma piuttosto in termini positivi (benessere, qualità della vita e dell'ambiente, agio) e in un modo che tiene conto della loro intrinseca complessità sistemica.
Si tratta ora di cogliere l'occasione per chiamare diversi attori istituzionali e associativi, che in genere si occupano in modo spesso incomunicante di problematiche simili (traducendo sovente in modo inadeguato le loro pratiche al livello educativo perché stregati dall'emergenza dei problemi affrontati come mafia, droga, delinquenza, inquinamento) ad un progetto socioculturale comune; un progetto che, grazie ad alleanze istituzionali e tecnico-scientifiche capaci di assegnare all'iniziativa forte autorevolezza, produca un luogo ed un contesto culturale in cui sia facilitato l'elaborare insieme progetti informativi, culturali, educativi orientati alle persone, alle comunità, all'ambiente.
b5. TRASFORMARE I MODELLI EDUCATIVI e FARE RICERCA
Occorre lavorare insieme alla trasformazione dei modelli educativi e formativi a partire dagli approfondimenti culturali e sperimentali-operativi circa la sostenibilità e in relazione alle interconnessioni tra complessità ambientale, sociale e culturale che emergono dai campi da esplorare attraverso forme di ricerca/intervento. In particolare per giungere a:
una ridefinizione del modello educativo che riguardi la filosofia del modello, il ruolo degli operatori educativi, le modalità di lavoro con i gruppi, le tipologie delle attività e delle situazioni educative;
una ridefinizione dell'organizzazione e delle modalità di lavoro dell'équipe.
Occorre che il nuovo Assessorato al Sistema Educativo si inserisca in un contesto che si abitui a fare ricerca, applicando accreditati strumenti capaci di investigare sulle caratteristiche delle condizioni di vita nelle aree urbane con particolare riferimento:
ai rapporti etici, all'educazione alla cittadinanza e sistemi di convivenza, ai meccanismi di costruzione delle identità e delle appartenenze, alla formazione alla difesa e valorizzazione del sistema ambiente (dalla casa degli individui e delle famiglie alla casa della gente che abita un certo territorio),
alle condizioni favorenti gli stati di agio e di disagio, ai processi che producono stati di marginalizazione in determinate fasce di popolazione, ai fattori di rischio socio- ambientale ed alle opportunità per ridurli e possibilmente rimuoverli,
alla definizione formale e sostanziale di livelli di sicurezza urbana che si deve sempre intrecciare con le oggettive possibilità di sviluppo sostenibile dei singoli e delle collettività (più o meno organizzate) in un contesto di scelte di politica economica capaci di mediare interessi spesso contrapposti.
b6. PROGETTARE TRASFORMAZIONI.
L'azione educativa della Famiglia e della Scuola non deve essere dominata soltanto dalla preoccupazione di realizzare un inculturamento sempre più esteso e approfondito, utilizzando le risorse scientifiche e tecniche resesi disponibili, ma deve essere mirata anche all'impegno diretto e responsabile nella vita sociale e al positivo rapporto con la produttività e il lavoro.
E' importante che i servizi comunali forniscano il loro contributo mettendo a disposizione dei bambini e dei ragazzi le condizioni per interagire nel modo più diretto e significativo possibile con l'ambiente fisico e sociale, al fine di dare fondamento all'esperienza prevalentemente intellettuale offerta dai curricola scolastici.
Una reale interazione con l'ambiente svolta attraverso la realizzazione di progetti e di lavori, e non solo per fini cognitivi che ridurrebbero la realtà a museo (nell'eccezione negativa del termine), aiuterebbe la maturazione di una mentalità aperta all'iniziativa e la capacità di progettare le trasformazioni.
Ma l'effetto, che in tempi lunghi potrebbe essere più sconvolgente per tutta la società, è quello che deriverebbe dall'impiego del potenziale umano ed economico costituito da migliaia di giovani che si assumono impegni di natura sociale in cui applicare le conoscenze acquisite nel corso di studi, verificandone in tal modo la validità e predisponendo i soggetti a un più facile ingresso nel mondo del lavoro. In ogni caso tali impegni farebbero maturare un profondo senso di responsabilità verso una realtà fisica e sociale vissuta da protagonisti e non da spettatori passivi.
Un'altra trasformazione sociale rilevante potrebbe aversi con un coinvolgimento sempre più esteso dell'associazionismo e del volontariato in progetti che implichino l'attività nei servizi.
Una crescita di queste forze è di fondamentale importanza.
5. DALLA LOGICA DELLA LENTE ALLA LOGICA DEL RADAR. AZIONI DA PROMUOVERE E REALIZZARE
Tra il Comune di Chieri e le Scuole si sono avviati costruttivi momenti di confronto e di riflessione
sul significato della costituzione di una rete territoriale,
sul valore delle risorse educative e culturali, sul valore della risorsa adulto, sul valore della persona che cresce (la Città educativa come filo conduttore che accompagna e sostiene la crescita consapevole del cittadino da bambino, ad adolescente, a giovane, ad adulto, ad anziano),
sulla concezione di Chieri educativa in quanto polo culturale e luogo amico, in cui si concretizzano modelli significativi di servizi di qualità e si valorizza la collegialità progettuale nel rispetto delle diverse identità
Questi momenti di confronto e riflessione muovono anche dall'esigenza di concretizzare le nuove funzioni che la normativa attribuisce ai Comuni.
In particolare il D.Lgs.31.3.1998 n.112, Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n.59 all'art.139 comma 2, nella parte riguardante l'assistenza scolastica, stabilisce che i Comuni esercitino, anche d'intesa con le istituzioni scolastiche, i segg. compiti di istituto:
I Comuni sono quindi tenuti all'esercizio di funzioni e competenze nuove, che si aggiungono e vanno oltre le tradizionali funzioni precedentemente attribuite. Incrementando le attribuzioni trasferite fin dal D.P.R. 616/7, il Comune è pertanto divenuto il diretto responsabile della messa in rete dei Servizi e prestazioni destinate a facilitare con diversi mezzi(servizi individuali o collettivi, erogazioni o provvidenze in denaro, ecc,) l'accesso al bene istruzione-formazione da parte di persone di ogni età e condizione per la realizzazione di un organico percorso evolutivo.
In parallelo, il regolamento dell'autonomia (D.P.R.8.3.99 N.275) introduce il concetto di programmazione territoriale dell'offerta formativa.
In base agli orientamenti fin qui espressi, dentro la logica di Chieri Città Educativa, possiamo identificare una serie di azioni da promuovere e realizzare:
Più in specifico il Servizio Città Educativa può attivarsi per curare l'offerta di iniziative formative, ad integrazione e supporto all'attività didattica curriculare delle Scuole, da realizzarsi in base ad una definita programmazione (annuale ed a sviluppo triennale). In questo contesto si individuano interventi di:
Educazione alla Legalità, attraverso il lavoro dell'Ufficio Pace e del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che potrebbe coinvolgere stabilmente alcune decine di allievi con un nutrito numero di insegnanti (azioni integrate con l'offerta in ambito dello sport e del tempo libero, dell'ambiente, della pace e solidarietà).
Educazione alla Pace, nel più generale contesto di impegno del Comune su queste tematiche, eventualmente in collaborazione con O.N.G. o Associazioni sui temi dell'interculturalità e della solidarietà.
Educazione Ambientale: volta alla sensibilizzazione sui temi dell'ambiente e della conoscenza del territorio, individuando opportuni partners nell'associazionismo ambientalista. Sperimentazione di iniziative di progettazione-realizzazione-tutoraggio per la riqualificazione degli spazi esterni ai plessi scolastici, con la partecipazione di tutte le componenti interessate (in tale contesto potrebbe essere ottimizzata l'esperienza già maturata per la progettazione partecipata di spazi collettivi per i ragazzi anche in collaborazione con gli Istituti Superiori).
Educazione all'Arte e all'Artigianato: valorizzazione del ruolo dei laboratori d'arte e dell'artigianato tessile, raccordi costanti con botteghe, industrie artigianali e sedi espositive della Città (ad es., predisposizione di schede interattive per la visita guidata al Museo del tessile).
Educazione Musicale attraverso il Laboratorio musicale territoriale che rappresenta una risorsa notevole per le scuole chieresi ed il territorio circostante in quanto, con i propri progetti differenziati per età coinvolge un numero consistente di alunni.
Educazione al senso di appartenenza attraverso il recupero della memoria locale.
Educazione all'Espressione Teatrale e cinematografica: da articolarsi nel corso degli anni attraverso un definito cartellone teatrale, cinematografico, consulenze, laboratori; valorizzazione e integrazione con la positiva esperienza avviata nell'anno 2000 nell'ambito del Teatro di Strada.
Educazione alla pratica sportiva (sia di tipo agonistico che di tipo non competitivo) nei termini di intesa che si vanno consolidando con l'associazionismo del settore.
Educazione Alimentare permanente attraverso incontri con genitori ed educatori, incontri rivolti direttamente agli alunni su alimentazione, alimentazione e salute ecc. in collaborazione con il Comitato di Refezione Scolastica, l'Ufficio Igiene Alimenti dell'ASL, esperti del settore. E' anche rilevante il coinvolgimento delle imprese alimentari locali e dell'agricoltura locale, specie in ordine alla valorizzazione degli alimenti naturali e biologici prodotti nell'area del chierese.
DEGLI ADULTI
Nel 1996, nel corso di un Meeting intitolato «Making Lifelong Learning a Reality for All», l'OCSE formula una completa Risoluzione dei Ministri dell'Educazione in cui:
viene affermata la necessità di rendere accessibile a tutti la formazione ad ogni livello, sia formale (presso le istituzioni scolastiche, superiori e per adulti), sia non-formale (a casa e sul posto di lavoro), per garantire il conseguimento di abilità a prescindere dall'età;
si danno indicazioni per la costruzione di Patti di collaborazione con le parti sociali (servizi sociali, sanitari, agenzie di collocamento, volontariato), ci si propone di arricchire ed ampliare quei percorsi formativi che, dopo la Scuola dell'obbligo, nell'ambito del secondario superiore o del primo livello del terziario, possono facilitare il passaggio al mondo del lavoro;
si propone di incentivare le imprese ad incrementare gli investimenti in risorse umane e ad organizzare una stretta connessione tra apprendimento e lavoro con la creazione di incentivi e sgravi fiscali per soggetti singoli, imprenditori ed istituzioni che provvedano alla formazione continua non solo per i propri dipendenti ma anche per esterni;
ci si impegna a potenziare i sistemi di orientamento formativo e, la valutazione degli istituti e degli insegnanti per garantire la qualità e l'efficacia delle risorse usate.
A livello nazionale:
Dobbiamo partire dalla constatazione che oggi in Italia:
In futuro, per favorire l'acquisizione di nuovi saperi con opportunità di apprendimenti differenziati, si dovrà configurare una trasformazione radicale capace di promuovere un'offerta integrata tra il sistema scolastico e il sistema di formazione professionale e tra questi e il mondo del lavoro.
Ci si dovrà muovere in un contesto di reciprocità:
mentre alla Scuola e alle diverse istituzioni formative si chiede di essere più attente e più impegnate sul tema del lavoro e sul rapporto col mondo della produzione,
al mondo del lavoro si chiedono concrete e costanti aperture alla riflessione sulle proprie scelte come nuovo essenziale aspetto del suo sviluppo qualitativo.
Gli orientamenti accennati costituiscono le linee guida del Patto per lo sviluppo e l'occupazione nella parte riguardante il sistema di Educazione Permanente degli Adulti. In questa ottica:
il diritto al sapere si dovrà ampliare fino a divenire diritto alla formazione per tutta la vita, quale precondizione sia per la crescita culturale e civile dei cittadini, sia per l'accesso e la permanenza nel mercato del lavoro;
le conoscenze culturali e di base dovranno acquistare maggiore centralità e coniugarsi come elementi preprofessionalizzanti, in grado di collegare la cultura al saper fare ed ai contesti di vita e di lavoro;
l'Educazione Permanente degli Adulti dovrà costituire una risorsa importante per lo sviluppo locale e per il recupero dell'identità anche sociale del territorio.
Alla concezione di educazione degli adulti, formazione continua, educazione permanente si è giunti con la presa d'atto dell'inadeguatezza dei tradizionali metodi sequenziali del fare istruzione, secondo i quali «prima si studia, poi, conclusi gli studi, si lavora».
Si è pertanto messa in luce la necessità di prefigurare «ritorni» nel sistema formativo dopo periodi di lavoro e nel corso della vita.
Si è inoltre verificato che i soggetti che lasciano il sistema formativo senza l'acquisizione di un titolo o di una qualifica, accumulano, nel corso del tempo, vari deficit di conoscenza che li rendono vulnerabili a processi di marginalizzazione.
Gradualmente, si è andata affermando la consapevolezza che l'apprendimento - inteso come acquisizione di elementi cognitivi, esperienze, capacità relazionali che permettono all'individuo di agire positivamente in un contesto - è l'elemento fondante di autoimprenditorialità che favorisce la base di ogni inserimento sociale e professionale.
Appare quindi logico ed indispensabile:
considerare il cittadino uno ed in continuo divenire in contesti che mutano sempre più rapidamente; egli non può apprendere solo nell'infanzia e nell'adolescenza i saperi che gli consentiranno di interagire con gli altri e con la realtà esterna per tutto l'arco della vita,
centrare l'attenzione sulle interazioni tra sistema formativo e contesto sociale, tra sistema formativo e mondo del lavoro, tra domanda e offerta, nel complesso compito di individuazione delle priorità di intervento possibile sul piano educativo;
considerare come la persona cresca nelle proprie effettive competenze ed abilità attraverso una progressiva acquisizione di saperi, esito della costante analisi, elaborazione, trasformazione degli oggetti dell'esperienza;
considerare la qualificazione professionale come l'esito di un processo di formazione che non può essere esaurito in nessuna struttura formativa, né può realizzarsi esclusivamente nell'esercizio di una professione.
Volendo individuare un primo, prioritario, target di persone e di condizioni cui rivolgere interventi di Educazione Permanente per Adulti potremmo pensare a:
adulti disoccupati di breve e lungo termine, lavoratori da molti anni nella vita produttiva che hanno conoscenze non aggiornate con una bassa formazione scolastica o un basso livello di alfabetizzazione, o con un curriculum studiorum poco strutturato o manchevole, dovuto a una scarsa educazione primaria, ad abbandono scolastico ecc.;
adulti in età matura e avanzata, che desiderano aggiornare le loro conoscenze su sanità, economia e altre materie,
giovani e adulti disinteressati alla formazione, perché hanno vissuto una problematica educazione primaria o perché non reputano la formazione un valore di grande portata sociale (comprendiamo in questa tipologia anche i giovani drop-out cui dovranno essere rivolte particolari attenzioni),
adulti privi di accesso alle opportunità formative che pur motivati a partecipare a corsi di aggiornamento e riqualificazione, trovano difficoltà nell'accesso per via dei datori di lavoro e per mancanza di tempo per la frequenza dopo l'orario di lavoro;
donne che entrano nel mondo del lavoro o vi rientrano dopo l'educazione dei figli;
immigrati con limitate capacità espressive nella nostra lingua e con un diverso grado di alfabetizzazione nella propria cultura (strategie di insegnamento per gruppi multietnici);
disabili.
Un secondo significativo target di persone e di condizioni cui rivolgere interventi di Educazione Permanente per Adulti potrebbe essere costituito da:
giovani e adulti che dopo la Scuola dell'obbligo siano entrati nel mondo del lavoro e siano interessati ad una qualifica professionale più definita;
giovani e adulti in possesso di un diploma secondario, attivi nel mondo del lavoro, che desiderano ampliare la loro specifica esperienza professionale;
adulti che intendono riqualificarsi nella loro professionalità per adattare le loro conoscenze ai mutamenti e alle nuove professioni del mercato del lavoro;
donne che in seguito alla maternità sono state assenti per un periodo medio-lungo dal mondo del lavoro e intendono rientrarvi con una nuova professionalità o aggiornando la precedente;
adulti che mirino al conseguimento di un diploma di studi secondario o superiore, o vogliono rinfrescare le loro conoscenze in vista di una possibile iscrizione all'università o istituto di studi superiore;
lavoratori che intendono frequentare l'università part-time;
giovani e adulti che ambiscono approfondire la loro cultura generale non necessariamente in vista di una professione;
immigrati che vogliono accrescere le proprie conoscenze professionali.
Si tratta certamente di esigenze molto diversificate tra le quali occorrerà individuare priorità, gradualità e compatibilità con le risorse disponibili. In ogni caso si profilano almeno tre versanti sui quali orientare l'intervento:
qualificazione professionale per chi lavora o per chi intenda reinserirsi nel mondo del lavoro
riconversione/riqualificazione professionale che offra la possibilità a chi possiede una specializzazione superata dai mutamenti del mercato di riqualificarsi in breve tempo, adattando le proprie conoscenze alle nuove richieste del mercato e acquisendo rinnovate abilità professionali
formazione generale mirata al conseguimento di un diploma secondario, all'accesso all'università e alla sua frequenza part-time, o al semplice approfondimento delle proprie conoscenze culturali.
La realizzazione di questi intenti non può avvenire senza il coinvolgimento dei partner-sociali, in primo luogo gli imprenditori, che divengono i referenti principali di un sistema formativo delle qualificazioni professionali. Molti Paesi hanno allo studio una serie di misure per accrescere la disponibilità di stage e posti di apprendistato mediante sgravi fiscali e incentivazioni a favore delle aziende, o per dotare maggiormente il lavoratore di congedi formativi.
Il Ministero della Pubblica Istruzione, le altre amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli Enti locali debbono impegnarsi di concerto a promuovere il nuovo sistema integrato di educazione degli adulti, a partire dalla realizzazione di una progressiva sinergia tra diversi attori già impegnati nel settore.
In particolare, si considera essenziale l'apporto delle seguenti parti sociali:
il sistema scolastico nei diversi ordini e gradi;
il sistema regionale della formazione professionale;
il sistema dei servizi per l'impiego della Provincia di Torino;
la rete comunale delle risorse educative, culturali, formative e delle politiche attive del lavoro;
le imprese;
le associazioni operanti nei settori culturale, sportivo, del volontariato sociale, del tempo libero, , ecc.;
le OO.SS.
Tali parti sociali dovrebbero dar vita, congiuntamente, a forme associative - eventualmente anche a carattere consortile - per la gestione di programmi e progetti integrati.
I Centri Territoriali Permanenti, istituiti ai sensi dell'O.M. 455/1997, hanno raccolto e integrato unitariamente le precedenti esperienze dei corsi di alfabetizzazione e dei corsi per lavoratori, e rappresentano, sotto l'aspetto organizzativo, l'insieme dei servizi e delle attività di istruzione e di formazione degli adulti presenti su un territorio di dimensione distrettuale.
Le attività formative per gli adulti, svolte in più sedi anche non scolastiche, sono state coordinate nell'ambito del Centro Territoriale che ha come riferimento amministrativo e didattico una istituzione scolastica della fascia dell'obbligo e come coordinatore responsabile il suo capo d'istituto.
Sotto l'aspetto funzionale i Centri Territoriali Permanenti hanno rappresentato un primo luogo di concertazione, di lettura dei bisogni formativi, di progettazione e di organizzazione delle iniziative di istruzione e formazione in età adulta, per l'alfabetizzazione culturale e funzionale, il consolidamento e la promozione culturale, la rimotivazione è il riorientamento, l'acquisizione e il consolidamento di conoscenze e di competenze specifiche, di pre-professionalizzazione e/o di riqualiflcazione professionale.
I Centri hanno svolto attività di accoglienza, ascolto e orientamento; di alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata ad un eventuale accesso ai livelli superiori di istruzione e di formazione professionale; di apprendimento della lingua e dei linguaggi, di sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi specifici; di recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali per una attiva partecipazione alla vita sociale; di acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione professionale; di rientro nei percorsi di istruzione e formazione di soggetti in situazione di marginalità.
Le attività si svolgono mediante corsi lunghi di istruzione oppure a mezzo di corsi brevi/moduli a carattere monografico. Al termine delle attività è previsto il rilascio di titoli, certificazioni o attestazioni dei crediti formativi acquisiti.
L'accesso ai Centri Territoriali è gratuito. Possono accedere alle attività dei Centri gli adu
lti di qualsiasi età e condizione.
Il C.T.P. di Chieri ( nato dalla precedente esperienza delle 150 ore presenti in città dalla metà degli anni 70), istituito nell'a.s. 98/99, è una delle poche realtà del Distretto 30 che si occupi dell'istruzione e della formazione degli adulti.
Il Centro che si avvale dell'opera di docenti messi a disposizione dal provveditorato agli studi (quattro titolari della Scuola media ed uno della Scuola elementare) ha attivato corsi di alfabetizzazione per stranieri a vari livelli e corsi di Scuola media per un'utenza complessiva nell'a.s. 99/00 di 126 iscritti.
Ben più consistente è il numero degli adulti che ha potuto usufruire di corsi brevi o a carattere modulare. In particolare sono stati attivati i seguenti corsi con l'apporto diretto dei docenti del C.T.P.:
Per soddisfare la richiesta di ulteriori corsi brevi da parte dell'utenza il Centro si è avvalso di prestazioni aggiuntive di esperti esterni:
Corso di conversazione in lingua francese con insegnante di madre lingua
.iscritti 25
Corso di Internet e Posta elettronica con l'Ist. S. Teresa
iscritti 30
Inoltre:
L'utenza complessiva nell'a.s. 1999/00 è stata di 562 iscritti.
Nell'anno scolastico in corso mentre è rimasta all'incirca stabile l'utenza per i corsi finalizzati al titolo di studio e per quelli di alfabetizzazione per stranieri la richiesta di corsi brevi è aumentata al punto tale da costringere gli insegnanti del Centro a sospendere le iscrizioni.
La lunga esperienza del personale impegnato nella E.d.A nel territorio chierese suggerisce alcuni punti fermi da cui partire in una prospettiva di maggiore operatività:
è necessario che più istituzioni facciano uno sforzo di ricerca per inquadrare, in una prospettiva evolutiva, la realtà economica e sociale della città. Si tratta di un passo necessario per non procedere alla cieca nei progetti formativi che si vogliano mettere in cantiere;
le istituzioni scolastiche di tutti i livelli potrebbero collaborare al monitoraggio della popolazione più giovane sia mettendo a disposizione i dati sugli abbandoni scolastici sia seguendo le carriere post-diploma dei loro studenti;
sarebbe utile mappare tutte le istituzioni pubbliche e private che si occupano di formazione sul territorio cercando di coinvolgerle per valutare gli esiti dei loro interventi in vista dell'inserimento lavorativo.
In tale contesto il ruolo insostituibile dell'Ente locale come centro di iniziativa appare in tutta la sua evidenza: solo l'istituzione politica può, per la sua autorevolezza, farsi promotrice del necessario coordinamento delle iniziative nel territorio, anche per non creare assurde sovrapposizioni tra agenzie diverse o la messa in cantiere di iniziative del tutto fuori bersaglio rispetto alle richieste.