La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato l’intesa sul Piano pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione per le bambine e per i bambini in età compresa dalla nascita sino ai 6 anni. È una delle novità della legge 107 del 2015 (decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281).

Il Piano prevede l’assegnazione alle Regioni di 209 milioni di euro, che vengono erogati dal Miur direttamente ai Comuni beneficiari, in forma singola o associata. Il Piano, di durata triennale, finanzierà interventi in materia di edilizia scolastica, sia con nuove costruzioni che con azioni di ristrutturazione, restauro, riqualificazione, messa in sicurezza e risparmio energetico di stabili di proprietà delle amministrazioni locali. Le risorse sosterranno anche parte delle spese di gestione per l’istruzione 0-6 anni, con lo scopo di incrementare i servizi offerti alle famiglie e di ridurre i costi che queste devono sostenere.

Per l’anno 2017, il 40 % del Fondo è stato ripartito tra le Regioni in proporzione alla popolazione di età 0-6 anni, in base ai dati Istat, il 50% è stato ripartito in proporzione alla percentuale di iscritti ai servizi educativi al 31 dicembre 2015 e l’ultimo 10% in proporzione alla popolazione di età 3-6 anni, non iscritta alla scuola dell’infanzia statale, in modo da garantire un accesso maggiore.

«Potremo mettere in atto i primi interventi sui territori dalla fine di quest’anno all’inizio dell’anno prossimo», ha sottolineato al termine della Conferenza Unificata la coordinatrice degli assessori regionali all’Istruzione e al lavoro Cristina Grieco. Il Piano agisce su due fronti: «da una parte – ha spiegato – migliorare l’offerta per i servizi educativi per la prima infanzia, quindi 0-3 anni, e dall’altra sostenere le esperienze migliori messe in atto dalle Regioni che hanno investito di più e quindi hanno già raggiunto e superato la quota percentuale di iscritti al nido, secondo quanto previsto dal Trattato di Lisbona».

Per la ministra Valeria Fedeli «con questo Piano stiamo garantendo alle bambine e ai bambini pari opportunità di educazione, istruzione, cura, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche e culturali. Grazie alla legge 107 i servizi per l’infanzia escono dalla dimensione assistenziale ed entrano a pieno titolo nella sfera educativa. Fare crescere bene i più piccoli, fornire loro un’educazione e un’istruzione di qualità è una sfida che come Paese abbiamo deciso di fronteggiare aderendo all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile». Il decreto prevede, lo ricordiamo, la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, nell’ottica di garantire una maggiore qualità del sistema. Per la prima volta verrà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

Fonte: vita.it