Pubblicati i bandi che dal prossimo anno sostituiranno gli assegni di studio per le famiglie, con reddito inferiore ai 26 mila euro di Isee.

220842884-9d280139-7f7d-4f35-a378-3caeb77c27c3Al via in Piemonte i voucher per le rette scolastiche e per libri. La Regione ha pubblicato oggi i due bandi per ottenere i ticket che dal prossimo anno sostituiranno gli assegni di studio per le famiglie, con reddito inferiore ai 26 mila euro di Isee, che iscrivono i figli nelle scuole paritarie o hanno diritto al sostegno per l’acquisto di libri di testo e del materiale didattico. I voucher distribuiti per questa seconda categoria, per la prima volta, potranno essere spesi anche per materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione.

Le domande potranno essere presentate da oggi fino al 15 gennaio e possono essere fatte, in alternativa, per due tipologie: quella per avere il contributo al pagamento delle rette scolastiche di iscrizione e frequenza alle scuole paritarie piemontesi o quella per sostenere le spese relative all’acquisto di libri di testo, attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa, trasporti. La assegnazione si baserà sulla base di due distinte graduatorie che dovrebbero essere rese note tra aprile e giugno. La regione, che deve ancora pubblicare le graduatorie del vecchio bando e si è impegnata a farlo entro fine anno, ha scelto i voucher anche su richiesta delle associazioni delle famiglie: “Lo strumento del voucher semplifica molto le modalità di erogazione degli assegni di studio – spiega l’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero – Inoltre permetterà alle famiglie di avere a disposizione un buono spendibile, fino
al 31 dicembre e non dovranno più anticipare le spese e aspettare per mesi i rimborsi”.

Ufficializzate anche le cifre: il valore dei voucher andrà da un minimo di 950 euro a un massimo di 2150 euro, per quelli dedicati alle scuole paritarie, e da 220 euro a 620 euro per i libri. Gli importi aumentano del 30 percento per studenti con disturbi nell’apprendimento o iscritti ai comuni marginali del Piemonte, mentre per quelli disabili crescono del 50 per cento.

Fonte: torino.repubblica.it