N. 287
Allegati tecnici approvati con deliberazione del Consiglio Comunale in data 15 novembre 2004 (mecc. 2004 02363/115) esecutiva dal 29 novembre 2004. Modificati con deliberazione 28 luglio 2008 (mecc. 2008 01902/115) esecutiva dal 11 agosto 2008.
Titolo 1 - Definizione
Titolo 2 - Ambiti urbani
Titolo 3 - Criteri di realizzazione e materiali
Titolo 4 - Ulteriori indicazioni tecnico-ambientali
dehors continuativi
Titolo 5 - Classificazione della rete viaria in
base al piano urbano del traffico
Titolo 6 - Piani di localizzazione
Titolo 7 - Disposizioni transitorie e finali
Allegato A - (file
pdf - 1646 kb)
Allegato B - (file
jpg - 1791 kb)
Allegato C 1 - (file
pdf - 1444 kb)
Allegato C 3 - (file
pdf - 1340 kb)
Allegato C 4 - (file
pdf - 1656 kb)
Allegato C 5 - (file
pdf - 641 kb)
Allegato C 6 (1) - (file
pdf - 990 kb)
Allegato C 6 (2) - (file
pdf - 211 kb)
Allegato C 7 (1) - (file
pdf - 1346 kb)
Allegato C 7 (2) - (file
pdf - 808 kb)
Allegato C 8 - (file
pdf - 906 kb)
Allegato C 10 - (file
pdf - 390 kb)
Allegato D - (file
pdf - 120 kb)
Allegato E - (file
pdf - 89 kb)
Per i dehors, come per altri aspetti di intervento che afferiscono alla sfera di competenza dell'Arredo Urbano, l'ammissibilita' sul territorio cittadino in conformita' ai principi generali di riqualificazione formale e funzionale dell'ambiente cittadino e' stabilita mediante criteri di collocazione che discendono dall'organizzazione territoriale definita dallo strumento urbanistico generale e dal piano del colore adottati dalla Citta'.
Con riferimento alla qualificazione degli ambiti cittadini si individuano le possibilita' di collocazione delle varie tipologie di intervento che devono risultare integrabili al sito mediante un qualificante inserimento nello scenario di percezione comune.
L'articolo 2 comma 1 del regolamento precisa la definizione di dehors come insieme di elementi che costituisce, delimita ed arreda lo spazio per il ristoro all'aperto e al terzo comma introduce la significativa novita' di poter mantenere tali strutture durante tutto l'arco dell'anno solare.
Dai commi 2 e 3, che demandano le specificazioni tecniche ambientali all'Allegato Tecnico, emerge lo stretto legame tra tale elaborato ed il Regolamento stesso, di cui costituisce parte integrante.
La
collocazione delle varie tipologie di dehors sui sedimi pubblici,
tiene conto dei seguenti ambiti urbani :
(vedere planimetrie: ciascun ambito e' sempre comprensivo dell'intero
sedime delle vie perimetrali)
2.A. PARTI STORICO AMBIENTALI SIGNIFICATIVE NEL TERRITORIO CITTADINO (vedere allegato A)
2.B. CENTRO STORICO PRINCIPALE (ZUCS Zona urbana centrale storica che comprende l'intero ADDENSAMENTO A1 al quale e' aggiunto il primo isolato a sud di corso Vittorio Emanuele II, vedere allegato B)
La ZUCS si presenta in modo molto semplificato
composta dalle seguenti porzioni di territorio:
- Quadrilatero di impianto romano/medioevale;
- Ampliamenti di epoca barocca sei-settecenteschi;
- Addizioni pianificate ed integrazioni otto-novecentesche.
All'interno della ZUCS si evidenziano
(la sola piazza Gran Madre e' esterna ma legata formalmente e
funzionalmente al centro storico principale):
- 2.B.1. PIAZZE STORICHE (vedere allegato
B)
- Bodoni
- Carlo Alberto
- Carlo Emanuele II
- Carlo Felice*
- Carignano
- Castello*
- Cavour
- Consolata
- Corpus Domini
- Emanuele Filiberto
- Gran Madre
- Lagrange
- Lamarmora
- Maria Teresa
- Palazzo di Citta'*
- Paleocapa
- Quattro Marzo/Botero
- Repubblica* (anfiteatro Juvarriano/parte a sud corso Regina
Margherita)
- S. Carlo*
- S. Giovanni
- Savoia
- Solferino
- Statuto* (compreso primo isolato di via Garibaldi)
- Visitazione
- Vittorio Veneto*
N.B.: * Piazze in cui e' ammesso il dehors esterno al porticato.
- 2.B.2. PORTICI STORICI
(porzioni porticate delle seguenti vie, corsi o piazze) e GALLERIE
- piazza Repubblica (porzione
anfiteatro juvarriano)
- piazza Vittorio Veneto
- via Po
- piazza Castello (compreso
primo isolato via Barbaroux)
- piazza S.Carlo
- piazza Carlo Felice
- via Nizza
- via Sacchi
- corso Vittorio Emanuele
II (compreso primo isolato corso G. Ferraris)
- corso Vinzaglio
- via Roma
- via Palazzo di Citta'
- piazza Palazzo di Citta'
- via Pietro Micca
- via Pomba
- via Cernaia
- piazza XVIII Dicembre
- corso S. Martino
- piazza Statuto (compreso
primo isolato Via Garibaldi)
- corso Beccaria
- Galleria S. Federico
- Galleria Subalpina
- Galleria Umberto I
2.C. CENTRI STORICI MINORI ( ZUSA Zone urbane storico ambientali - vedere allegati A e C )
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BuonPastore (4), S.Secondo (3), Crocetta/S.Teresina (11) |
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Borgo S.Paolo (22) |
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Cit Turin (12), Campidoglio (17), S.Donato (6), Cibrario (13) |
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V.Giachino (20), Madonna di Campagna (26), Lucento (19) |
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Regio Parco/Maddalene (21), Bertolla
(28) |
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Borgodora (7), Aurora (25), Valdocco (9) Cuneo (23), RegioParco/Catania (24), Madonna del Pilone (8), Vanchiglia (1), Vanchiglietta (18) |
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S.Salvario (2), Borgo Po/Gran Madre (5),
Borgo Po/Moncalvo (16), |
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Borgata Mirafiori (30) |
2.D. TERRITORIO con valori ambientali (vedere allegato A)
- 2.D.1.
VIALI ALBERATI (Tutela ambientale D.L. 490/1999 )
-
Regina Margherita (sino a corso Tassoni)
-
Vittorio Emanuele II, con un isolato per parte (sino a corso Bolzano)
-
Galileo Ferraris (sino a corso Rosselli)
-
Re Umberto (sino a corso Rosselli)
-
Vinzaglio
-
Francia (sino a piazza Massaua)
-
Massimo d'Azeglio (sino a corso Dante)
-
Stati Uniti (da corso Re Umberto sino a corso Mediterraneo)
- 2.D.2.
PARCHI E GIARDINI (con o senza tutela ambientale D.L. 490/1999)
-
Parchi e giardini vincolati o in aree tutelate.
-
Parchi e giardini nel rimanente territorio.
- 2.D.3. SPONDE FLUVIALI (tutela ambientale D.L. 490/99, in parte)
- 2.D.4. TERRITORIO COLLINARE a destra del Fiume Po (tutela ambientale D.L. 490/1999)
2.E. RIMANENTE TERRITORIO CITTADINO
L'articolo 3 comma 1 del Regolamento recita:
Gli elementi del dehors di cui al primo comma dell'articolo
2 sono classificati come di seguito indicato:
a. Arredi di base: tavoli, sedie e panche
(di lunghezza non superiore a m.2);
b. Elementi complementari di copertura e riparo
di cui all' allegato tecnico;
c. Elementi accessori: elementi di delimitazione,
pedane, stufe di irraggiamento, cestini per la raccolta rifiuti
di cui all' allegato tecnico;
d. Elementi ed attrezzature per lo svolgimento
di attivita' di somministrazione di alimenti e bevande istallati
nel rispetto e con i limiti posti dalla vigente normativa igienico-sanitaria
Gli elementi di tipo seriale con scritte pubblicitarie di prodotti forniti a titolo di sponsorizzazione da alcune ditte, non sono generalmente ammessi sul suolo pubblico.
Particolari linee di prodotti, appositamente progettate in funzione di un qualificato inserimento ambientale degli elementi, potranno essere ammesse, in tutto il territorio o unicamente per ambiti particolari, previa motivata e formale approvazione da parte del Settore Arredo e Immagine Urbana.
Possono essere previsti nel corso dell'uso del dehors la presenza di tipologie diverse di elementi di arredo o delimitazione, in questo caso le modalita' d'uso, le caratteristiche tecniche degli elementi e la loro posizione su suolo pubblico devono essere chiaramente illustrati in sede di progetto.
3.a Arredi di base (Art. 3 comma 1.a)
Tavoli, sedie, poltroncine o panche sono gli elementi indispensabili per il funzionamento di ogni dehors che per definizione e' un insieme armonico di tali arredi al fine di consentire momenti di relax all'aperto consumando quanto i pubblici esercizi possono offrire.
Nel presupposto che tutto quanto viene inserito nello scenario di percezione comune debba, oltre che espletare le funzioni richieste che lo hanno motivato, contribuire anche alla qualita' dell'immagine complessiva, i sopracitati arredi mobili devono essere scelti con cura in modo da risultare gradevoli ed ordinati.
Occorre pertanto che nel progetto vengano puntualmente illustrate le tipologie di arredi che si intendono utilizzare.
In particolare nel caso di componenti di tipo seriale l'illustrazione puo' avvenire attraverso ogni elemento utile alla identificazione delle caratteristiche formali, costruttive e cromatiche dei manufatti quali ad esempio riproduzioni fotografiche, copie di estratti di cataloghi. Nel caso di componenti appositamente progettati la documentazione di progetto deve contenere tutte le indicazioni utili per una loro adeguata valutazione tecnico formale.
3.b Elementi di copertura e riparo (Art. 3 comma 1.b)
Le modalità di copertura e di protezione degli spazi
adibiti a dehors costituiscono gli elementi di maggior impatto
visivo e pertanto sono oggetto di particolare attenzione dal punto
di vista tecnico ambientale.
Dunque non tutte le tipologie di copertura e di riparo esistenti
sul mercato sono ritenute idonee alla collocazione nel territorio
cittadino.
In particolare non sono ammissibili le seguenti tipologie di copertura:
- Falda in tessuto variamente inclinabile, raccoglibile
in corrispondenza di uno dei due sostegni laterali.
- Falda a doppia capote in tessuto con sostegni
laterali in corrispondenza del colmo.
- Falda a profilo semicircolare in tessuto con
sostegni perimetrali.
- Piccoli padiglioni seriali a pianta quadra
o rettangolare, commercialmente definiti gazebo, accostabili,
caratterizzati da sostegni rivestiti da prolungamenti del telo
di copertura in tessuto.
Indicazioni e precisazioni ambientali per tutte le tipologie di
coperture e riparo
Con riferimento alla definizione di dehors di cui all'articolo
2, ed in funzione di quanto successivamente indicato per le singole
tipologie di coperture, si sottolineano le seguenti precisazioni
preliminari da osservare in ogni situazione urbana e per ogni
tipologia:
- Nei portici e nelle gallerie, sia di carattere
storico che di recente realizzazione, gravati da servitù
di uso pubblico, è ammessa la collocazione di soli tavolini
e sedie con l'esclusione di qualunque tipo di copertura.
- Coperture in tessuto: devono essere usati materiali
non lucidi i cui colori o fantasie, per un corretto inserimento
nel contesto, risultino in sintonia con l'assetto cromatico degli
edifici adiacenti (è necessario fornire un campione nel
caso il materiale utilizzato sia diverso dalla tela chiara naturale).
- In nessun caso è consentita, ad integrazione
delle coperture, l'installazione di teli verticali, abbassabili,
raccoglibili lateralmente o schermi di protezione laterali di
qualunque tipo al di sotto dei 2,00 m dal piano di calpestio (fatte
salve le delimitazioni di cui al TITOLO 4.4).
Per quanto riguarda le tipologie di copertura ad ombrellone sono
ammissibili, al fine dell'ombreggiamento dei dehors, coperture
inclinabili con snodo nella parte superiore le cui proiezioni
a terra ricadano esclusivamente all'interno dell'area di occupazione
suolo pubblico concessa.
Tutto ciò premesso, al fine di migliorare la qualità
dell'immagine urbana, si indicano le tipologie di coperture ammissibili
e le modalità di inserimento nel territorio (vedere anche
griglia localizzativa allegato D).
3.b.1. Ombrelloni a sostegno centrale
Per il semplice e lineare aspetto formale e per la provvisorietà della presenza è consigliata la realizzazione della protezione mediante l'impiego di ombrelloni, di forma rotonda, quadrata o rettangolare, disposti singolarmente o in serie, in tutto il territorio cittadino.
La tipologia più qualificata è caratterizzata da una struttura in legno con copertura in telo chiaro in doppio cotone impermeabilizzato, e risulta essere consigliata nelle piazze di pregio storico ambientale e negli ampliamenti barocchi della ZUCS con l'eccezione di quelle aree ove la Giunta Comunale abbia fornito indicazioni diverse con l'approvazione di specifici progetti integrati d'ambito. Gli ombrelloni con telo colorato sono utilizzabili in tutto il territorio cittadino previa approvazione del colore scelto in riferimento al contesto.
È comunque necessaria una particolare attenzione alle cromie nel quadrilatero romano e nelle integrazioni otto-novecentesche della ZUCS, nelle ZUSA e nelle porzioni assoggettate a vincoli di carattere ambientale.
3.b.2. Ombrelloni a sbalzo su sostegno laterale
La struttura e' costituita da un sostegno laterale con braccio che regge, sull'estremita', un ombrellone di forma generalmente quadrata. Tale tipologia di copertura, che consente mediante l'aggregazione di piu' elementi la protezione di un ampio spazio fruibile con modeste interferenze interne, e' realizzabile con struttura in legno o metallo, preferibilmente di colore scuro e telo chiaro in doppio cotone impermeabilizzato.
Diffusasi in larga misura nel territorio urbano tale modalita' di copertura, che presenta due modalita' di sostegno, deve prevedere le seguenti limitazioni o accorgimenti riferiti:
- 3.b.2.1. Sostegno
laterale perpendicolare al piano d'appoggio e braccio ad inclinazione
simile a quella delle falde.
Tale modalita' non e' ammessa nelle piazze storiche di cui
all'allegato B (vedere elenco), ne' nella ZUCS. E' caratterizzata
da una struttura in legno o metallo di colore scuro e telo chiaro
in doppio cotone impermeabilizzato.
- 3.b.2.2. Sostegno
laterale inclinato rispetto al piano d'appoggio e braccio
ad esso perpendicolare.
Tale modalita' non e' ammessa nelle piazze storiche di cui
all'allegato B (vedere elenco), ne' nella ZUCS e nelle ZUSA. Nel
rimanente territorio in cui tale tipologia e' consentita i sostegni
inclinati non devono mai risultare debordanti rispetto all'ingombro
massimo dell'area assoggettata ad O.S.P.
3.b.3. Falda tesa in tessuto con aggancio alla muratura
Uno o più teli retraibili, semplicemente agganciati alla facciata privi di punti d'appoggio al suolo, consentono un tipo tradizionale di protezione dello spazio prospiciente l'edificio che ospita un esercizio pubblico.
È necessario osservare sempre criteri di corretto inserimento nella partitura della facciata. La linea di aggancio deve essere prevista sopra le aperture e, qualora esistano, al di sopra delle cornici delle stesse.
Per questa tipologia di copertura non sono ammessi teli
o mantovane laterali anche se al di sopra dei 2,00 metri dal piano
di calpestio.
Per la versatilità e la leggerezza della tipologia ne è
ammesso l'uso in tutto il territorio cittadino.
3.b.4. Falda tesa in tessuto con aggancio alla muratura e montanti d'appoggio
La tipologia è costituita da una o più tende a falda inclinata scorrevoli entro guide fisse agganciate alla facciata e appoggiate a montanti perimetrali.
È necessario osservare sempre criteri di corretto inserimento nella partitura della facciata.
La linea di aggancio deve essere prevista sopra le aperture e, qualora esistano, al di sopra delle cornici delle stesse.
L'inclinazione delle falde deve risultare tale da inserirsi correttamente nel contesto.
Nel caso in cui le guide di scorrimento dei teli proseguano con la medesima sezione nei montanti d'appoggio deve esser previsto un fermo, ad una altezza di 2,00 metri dal piano di calpestio, atto ad impedire l'abbassamento dei teli stessi. Per questa tipologia di copertura non sono ammessi teli o mantovane laterali anche se al di sopra dei 2,00 metri dal piano di calpestio.
Tale tipologia è ammissibile in tutto il territorio cittadino tranne che nella ZUCS, nelle piazze storiche e nelle ZUSA. Potrà tuttavia essere ammessa nelle ZUSA qualora la proposta di collocazione interessi ambiti di ampio respiro, previa attenta valutazione da parte della Commissione Tecnica del contesto ambientale e della facciata dell'edificio su cui la struttura verrà inserita.
Inoltre non è mai utilizzabile in aderenza a chioschi o padiglioni isolati o edifici assimilabili presenti nelle ampie zone verdi quali parchi e giardini o sponde fluviali.
3.b.5. Doppia falda in tessuto con sostegno centrale in corrispondenza del colo
Tale tipologia di aspetto formale semplice e lineare, che richiama le tradizionali coperture delle bancarelle mercatali, se realizzata come elemento singolo con la linea di colmo parallela alla facciata degli edifici o all'asse viario risulta facilmente inseribile nel contesto urbano privo di caratteri di aulicita'.
E' necessario che venga posta particolare attenzione al disegno dei sostegni soprattutto per quanto attiene la vista laterale.
Il tipo di tessuto di copertura deve risultare coordinato alle tende da sole del locale se presenti.
Tale tipologia, con le precisazioni sopra indicate, e' ammissibile in tutto il territorio cittadino tranne che nelle piazze storiche e nell'intera ZUCS.
3.b.6. Copertura a pergola, o assimilabile, su struttura leggera con montanti perimetrali
Tale copertura in tessuto, su di una struttura leggera a pergola o altra soluzione analoga, con monta ad inclinazione ridotta costituisce una tipologia di una certa raffinatezza che ripropone in chiave aggiornata soluzioni di ristoro all'aperto di sapore tradizionale.
Non sono ammessi prolungamenti del tessuto di copertura del dehors a chiusura dei timpani laterali della struttura.
Tale tipologia può risultare ammissibile in tutto il territorio cittadino tranne che nelle piazze storiche, nel quadrilatero romano e negli ampliamenti barocchi della ZUCS.
3.b.7. Copertura in tessuto di piccoli (max 2,5x2,5 m) padiglioni su struttura leggera
Formata da una serie (n. max.6) di piccoli moduli ripetuti, quadrati o rettangolari, accostati o aggregati, con copertura in tessuto chiaro a piramide ribassata su struttura leggera, puo' consentire soluzioni accettabili dove e' necessario ottenere un'immagine articolata, non compatta, oppure dove e' possibile esclusivamente una organizzazione lineare dell'O.S.P.
Tale tipologia puo' risultare ammissibile in tutto il territorio cittadino tranne che nelle piazze storiche, nel quadrilatero romano e negli ampliamenti barocchi della ZUCS.
3.b.8. Coperture a padiglione, o di altra forma, in tessuto
Si riconoscono due modalita' di utilizzo:
- 3.b.8.1. In spazi pubblici di una certa ampiezza e' possibile aumentare le dimensioni dei moduli ripetibili (4,00x4,00m), quadrati o rettangolari, accostati o aggregati (di cui al punto 7) con copertura a piramide ribassata diminuendone contemporaneamente il numero (n. max.4). E' ammessa anche la realizzazione di strutture in legno, adeguatamente trattato e preferibilmente di colore scuro escludendo accenni rustici e legni resinosi, o in altro materiale che comunque deve mantenere i caratteri di leggerezza propri degli allestimenti all'aperto.
- 3.b.8.2. Tale copertura singola a padiglione, oppure inclinata o ricurva, in tessuto, nervata o tesa, su di una struttura o metallica o di altro materiale coerente costituisce una tipologia che puo' risultare accettabile se le sue dimensioni e la sua sagoma sono state accuratamente pensate in rapporto al sito in cui vanno ad inserirsi.
Ambedue le tipologie non sono ammesse nella ZUCS e nelle ZUSA e nelle piazze storiche.
Nelle porzioni di territorio assoggettate a vincolo di carattere ambientale tali tipologie, con coperture preferibilmente in tela naturale chiara, possono essere consentite nelle aree con vincoli di cui sopra previo parere favorevole dell'ente che esercita la tutela.
3.b.9. Gazebo a pianta centrale con copertura in tessuto
Tale tipologia, caratterizzata da un'unica struttura a pianta centrale, necessita sempre di essere circondata da un congruo spazio libero praticabile.
La copertura, con inclinazione compresa tra 15° e 30° in tessuto su di una struttura leggera a pianta centrale realizzata in metallo di colore adeguato al sito ed alla tipologia, costituisce una modalita' che puo' risultare di una certa raffinatezza riproponendo in chiave aggiornata, in analogia alla modalita' di cui al punto 6, soluzioni di ristoro all'aperto di sapore tradizionale.
L'apparato di sostegno, ligneo o di altro materiale, deve mantenere i caratteri di leggerezza propri degli allestimenti all'aperto.
Tale modalita' puo' essere ammissibile in tutto il territorio cittadino ove esistano spazi adeguati con l'esclusione della ZUCS, delle ZUSA e delle piazze storiche.
Nelle porzioni di territorio assoggettate a vincolo di carattere ambientale possono essere consentite solamente coperture in tela naturale chiara previo parere favorevole dell'ente che esercita la tutela.
3.b.10. Copertura a pagoda
La tipologia a pagoda, generalmente realizzata in PVC con struttura occultata o in vista largamente utilizzata per allestimenti di mostre e manifestazioni di breve durata, presenta per quanto riguarda i dehors la possibilita' di essere collocata solamente nelle porzioni di territorio cittadino di recente edificazione non interessate da alcun vincolo o indicazione di carattere ambientale.
Il telo di copertura non deve prevedere prolungamenti raccoglibili attorno ai montanti.
La tipologia con struttura esterna che sorregge il telo di copertura aumenta l'impatto e pertanto risulta piu' difficilmente inseribile in spazi di modesta ampiezza.
Non e' ammesso l'assemblaggio di piu' elementi a pagoda con struttura esterna che sorregge il telo di copertura.
Tale modalita' non e' ammessa nella ZUCS, nelle ZUSA, nelle piazze storiche, nei viali alberati e nel territorio oltre Po (con vincolo 490/1990), nei parchi e nei giardini (vincolati o meno). La tipologia di copertura a pagoda con struttura interna al telo di copertura e' assimilabile alla tipologia di copertura a padiglione. Pertanto per la tipologia di copertura a pagoda con struttura interna al telo di copertura valgono le indicazioni riportate ai punti 3.b.7, 3.b.8.1 e 3.b.8.2 per quanto riguarda l'ammissibilita' sul territorio cittadino, le dimensioni massime dei moduli e il numero massimo di moduli aggregabili o accostabili.
3.b.11. Strutture tese, vele e coperture innovative
Altre soluzioni di strutture e coperture diverse dalle precedenti, appositamente progettate o a carattere innovativo per forma e materiali, a elemento singolo o per aggregazione di moduli base, potranno essere ammesse previo parere favorevole della Commissione di cui al comma 5 dell'art.6 che ne verifichera' la correttezza del disegno e dell'inserimento nel contesto.
Nel caso di predisposizione dei progetti integrati d'ambito, ai sensi dell'Art 5, e' auspicabile la progettazione di apposite strutture a carattere innovativo in quanto la particolare situazione del sito e delle attivita' dovrebbero innescare un processo progettuale atto ad introdurre anche l'utilizzo di forme, materiali e modalita' non previste nella presente classificazione.
3.c. Sistemi di delimitazione (Art. 3 comma 1.c)
3.c.1. Delimitazione perimetrale
L'area di suolo pubblico occupata da un dehors deve generalmente risultare chiaramente delimitata salvo diverse indicazioni determinate da esigenze di inserimento ambientale nei siti caratterizzati da forte valenza monumentale o ambientale quali percorsi porticati, vie e piazze pedonali, parchi e giardini.
Nelle aree a forte valenza monumentale e nelle aree pedonali la delimitazione perimetrale non dovra' generalmente essere collocata. Potranno essere accettate soluzioni non invasive di volta in volta valutate a seconda delle caratteristiche dell'ambiente.
La delimitazione, continua o meno, ma comunque tale da indicare i limiti dell'O.S.P. puo' essere realizzata con modalita' e materiali che sono di volta in volta determinati in funzione del sito, ed e' oggetto di specifica progettazione e verifica. In ogni caso gli elaborati progettuali devono chiaramente indicare la superficie complessiva che si intende occupare, all'interno della quale deve essere precisata l'area utile e quella interessata dalla collocazione delle eventuali delimitazioni (vasi, fioriere, ringhiere ).
Non e' ammessa la presenza di una doppia tipologia di delimitazione.
Tutti gli elementi di arredo urbano collocati dalla Citta' quali panchine, fioriere, cestini, paracarri ... non possono essere compresi nell'area destinata a dehors.
Essendo questi elementi funzionali collocati a comune servizio della cittadinanza e' necessario lasciare sempre un opportuno spazio di fruizione che ne consenta l'utilizzo e la manutenzione.
Soprattutto nei contesti urbani piu' compatti il dehors costituisce un momento di gradevole relax. Per garantire che tale obiettivo emerga chiaramente si ricorda la notevole importanza della collocazione e della manutenzione del verde.
Le essenze devono essere attentamente individuate e correttamente accudite al fine di ottenere lo scopo indicato.
3.c.1.1. Delimitazione discontinua:
La delimitazione discontinua e' costituita da vasi, fioriere o contenitori in terracotta, legno, cemento o graniglia, in posizione non accostata ma comunque predefinita a livello progettuale.
La funzione degli elementi di delimitazione e' quella di semplice indicazione dei limiti dell'area occupata del dehors.
La distanza di detti elementi potra' essere organizzata con scansione simmetrica e non, ma tale da garantire la maggior trasparenza possibile.
Per ogni tipo di contenitore devono essere precisati la tipologia, le dimensioni, il materiale (da escludere la graniglia ed il cemento in tutta la ZUCS ed il legno naturale chiaro o rustico ovunque), il colore, l'indicazione (di massima da cm .. a cm ..) dell'altezza desiderata per le piante da collocare.
Si consigliano le seguenti essenze: ligustro, laurus cerasus, ilex aquifolium
Siti coerenti: vie e piazze pedonali, parchi e giardini.3.c.1.2. Delimitazione continua:
La delimitazione continua puo' essere costituita da:- 3.c.1.2.a. Vasi, fioriere o contenitori accostati (h.max.50cm) in terracotta, legno, cemento o graniglia, atti a realizzare mediante le piante inserite un effetto siepe consigliato soprattutto nelle strade veicolari.
Nel progetto per ogni tipo di contenitore devono essere indicati la tipologia, le dimensioni, il materiale (da escludere la graniglia ed il cemento nella ZUCS ed il legno naturale chiaro o rustico ovunque), il colore, e l'indicazione dell'altezza (da cm .. a cm ..) delle piante che si intendono collocare.
Vasi, fioriere o contenitori di altezza superiore ai 50 cm, appositamente progettati in ragione di particolari soluzioni di inserimento ambientale della delimitazione, potranno essere ammesse previo parere favorevole della Commissione di cui al comma 5 articolo 6 che ne verifichera' la correttezza del disegno e dell'inserimento nel contesto.
Si consigliano le seguenti essenze: ligustro, laurus cerasus, ilex aquifolium .- 3.c.1.2.b. Ringhiere a giorno (h.max.90cm) soprattutto nelle situazioni che presentano una minima disponibilita' di spazio.
Nel progetto devono essere indicati la tipologia, le dimensioni, il materiale (da escludere il legno chiaro naturale) ed il colore.
La presenza di verde, anche se ridotta, deve risultare prevista nel progetto.
Nel caso in cui il dehors sia appoggiato su di una pedana rialzata la delimitazione deve essere prevista in modo tale da nasconderne la vista laterale eliminando vuoti o discontinuità. Nel caso in cui il dehors sia in prossimità di incrocio o passo carraio la delimitazione deve essere prevista di altezza tale da non creare ostacolo alla visibilità (h. max. 90 cm.).Siti coerenti: vie e piazze veicolari.
3.c.1.3. Delimitazione continua per la protezione dalle intemperie:
Ad integrazione delle modalità indicate al precedente punto 2, soprattutto per le collocazioni di dehors con carattere di permanenza continuativa, le delimitazioni possono essere integrate da pannelli di materiale trasparente ed anti urto (h. max 210 cm.), con esclusione delle tipologie di dehors senza copertura dove le delimitazioni possono essere integrate da pannelli trasparenti con h. max di 160 cm. La delimitazione con pannelli trasparenti sul lato del dehors fronte esercizio dovrà essere di misura inferiore a 1/3 del lato fronte esercizio stesso.
Nel progetto devono essere indicati il materiale e le dimensioni dei pannelli, la tipologia ed il colore dei sostegni, e la posizione riferita alla dotazione di verde.
Siti: in tutti i casi in cui è previsto il mantenimento del dehors durante l'intero anno solare.
Le delimitazioni a protezione dalle intemperie possono costituire elementi sostitutivi delle ringhiere o, quando appositamente progettate, costituire elementi integrativi delle delimitazioni a ringhiera.
3.c.2. Delimitazione orizzontale
La superficie di calpestio dell'area dehors costituisce la delimitazione orizzontale di base della struttura di ristoro che necessita di un'opportuna attenzione.
La superficie della porzione di suolo pubblico occupata da un dehors può risultare costituita da: sedime asfaltato, lastricato in lastroni di pietra o pavimentato in materiale lapideo a pezzatura minuta; può risultare semplicemente trattato in terra battuta, misto o meno a ghiaia, oppure con trattamenti superficiali particolari.
Soprattutto in queste ultime situazioni la realizzazione di un dehors può comportare la volontà di provvedere ad un trattamento del piano di calpestio sia per necessità funzionali (dislivelli, discontinuità ...) che per motivi di immagine.
I dehors devono essere realizzati in conformità alla normativa sulle barriere architettoniche e devono risultare accessibili ai soggetti diversamente abili, salvo impossibilità tecniche comprovate e sottoscritte nella relazione del tecnico abilitato che redige la domanda (articolo 4 comma 10).
Ogni soluzione, che sarà sempre semplicemente appoggiata in modo da non danneggiare la superficie del suolo, deve risultare coerente con quanto segue:
- nei portici, nelle gallerie, nelle vie e nei marciapiedi con pavimentazioni lapidee, il suolo deve essere lasciato in vista. Si ammette la collocazione di pedane semplicemente appoggiate in presenza di pavimentazioni lapidee esclusivamente al di fuori della ZUCS, degli ambienti porticati e delle gallerie e solo in presenza di protezioni laterali antivento, al fine di evitare perforazioni del materiale lapideo. Eventuali discontinuità possono essere colmate con opportuni accorgimenti di arredo.
In particolare, possono essere previste specifiche coperture coordinate con la pavimentazione lapidea per evitare il danneggiamento degli arredi di base causati dalle discontinuità della pavimentazione stessa;
- nei giardini ed in qualunque situazione con presenza di alberi il suolo deve essere generalmente lasciato in vista. Eventuali discontinuità possono essere colmate con opportuni accorgimenti di arredo;
- nelle altre situazioni in presenza di un piano continuo può essere ammessa la collocazione di stuoie (i materiali ed i colori sono da indicare nel progetto);
- in presenza di sensibili discontinuità o dislivelli può essere ammessa la realizzazione di una pedana le cui caratteristiche devono risultare descritte nel progetto per verificarne la coerenza con il sito.
In particolare negli ambiti storici (ZUCS e ZUSA) risultano poco coerenti le pedane a superficie metallica. Per le pedane rialzate devono essere studiati accorgimenti atti ad occultare la vista laterale delle pedane mediante un uso ragionato delle delimitazioni o dovranno essere previste delle finiture a chiusura degli spazi vuoti perimetrali causati dal dislivello tra il piano della pedana e il sedime stradale.
3.d. Elementi ed attrezzature (Art. 3 comma 1.d)
Eventuali elementi ed attrezzature per lo svolgimento di attivita' di somministrazione di alimenti e bevande, installati nel rispetto e nei limiti posti dalla vigente normativa igienico-sanitaria, devono essere descritti nella relazione tecnica e chiaramente indicati nella planimetria di progetto.
Ai sensi dell'articolo 2 terzo comma del Regolamento per l'occupazione del suolo pubblico mediante l'allestimento di dehors e' possibile mantenere tali strutture durante tutto l'arco dell'anno solare e rinnovare tale possibilita' per cinque anni con una procedura semplificata.
L'ottenere il significativo privilegio di occupare continuativamente, anche nei periodi di maggior congestione delle attivita' proprie di una grande Citta', gli spazi comuni per svolgere un'attivita' privata comporta in maniera ancora piu' significativa il dovere di contribuire anche formalmente alla qualificazione dell'immagine urbana.
Tutte le tipologie individuate all'articolo 3 possono, se realizzate correttamente nei siti opportuni, essere mantenute continuativamente; devono comunque essere mantenuti i caratteri di leggerezza propri degli allestimenti all'aperto.
Per
i dehors continuativi si aggiungono le seguenti precisazioni
e specificazioni, tenendo in dovuto conto che la preesistenza
di un dehors stagionale non costituisce titolo per la trasformazione
in manufatto continuativo e che l'impatto che viene a determinarsi
deve essere attentamente valutato sotto tutti i molteplici aspetti
tecnici ed amministrativi riferibili ad una permanenza continuativa:
1 i dehors continuativi non possono estendersi
oltre il fronte del locale a cui si riferiscono quando sono collocati
su sedime carrabile. Nel caso di dehors continuativi non e' ammesso
il raddoppio dell'occupazione suolo pubblico con dehors al di
la' della sede stradale comunque classificata;
2 gli arredi di base e le attrezzature (vedere
articolo 3, comma 1.a.d) devono essere attentamente scelte per
garantire un corretto inserimento della struttura nell'ambiente.
Nel progetto devono essere proposti i modelli che si intendono
utilizzare;
3 se e' ritenuto necessario provvedere alla collocazione
di sistemi riscaldanti, illuminanti o altri elementi di carattere
tecnologico, questi devono essere chiaramente definiti per tipo,
dimensione, collocazione e distribuzione nei disegni di progetto;
4 le eventuali protezioni, secondo quanto indicato
al precedente articolo 3 comma 1.c, devono essere trasparenti,
non più alte di 2,10 metri, con esclusione delle tipologie
di dehors senza copertura dove possono essere proposti pannelli
trasparenti con h. max di 1,60 metri. La delimitazione con pannelli
trasparenti sul lato del dehors fronte esercizio dovrà
essere di misura inferiore a 1/3 del lato fronte esercizio stesso
e deve essere di disegno coerente ed integrato agli elementi di
delimitazione;
5 le piante da collocarsi nei vasi o contenitori
devono essere previste nei tipi resistenti alle temperature invernali.
Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 4 comma 2 del Regolamento si allega la classificazione della rete viaria urbana come individuata dal Piano Urbano del Traffico.
Ai fini della qualificazione dell'immagine urbana attraverso la realizzazione di un organico quadro di inserimento ambientale dei dehors, nella ZUCS e nelle ZUSA, ed in ambiti territoriali caratterizzati da particolare densita' insediativa di dehors, sia a carattere stagionale che continuativo, potranno essere adottati dalla Giunta Comunale, su proposta del Settore Arredo e Immagine Urbana, in accordo con i Settori Viabilita' e Traffico, Urbanistica Commerciale, e nel caso l'area sia interessata da aree verdi, con il Settore Verde Pubblico Gestione, dei piani di localizzazione volti ad individuare le porzioni di sedime entro le quali unicamente potranno essere autorizzate, fatte salve tutte le rispondenze alle norme regolamentari e tecniche, le occupazioni di suolo pubblico mediante l'allestimento di dehors.
Le indicazioni contenute nell'allegato tecnico si applicano nei confronti delle concessioni relative ai dehors continuativi ed ai dehors stagionali per le domande presentate dopo la sua entrata in vigore.
Per le concessioni di occupazione suolo pubblico con dehors a carattere stagionale relative a domande presentate dopo l'entrata in vigore del regolamento n. 287 di "Occupazione suolo pubblico mediante l'allestimento di dehors stagionali e continuativi", e prima dell'entrata in vigore del presente allegato tecnico, l'adeguamento alle disposizioni contenute nel presente allegato tecnico dovra' avvenire a partire dal 1° gennaio 2008 previa presentazione di nuova documentazione tecnica o di dichiarazione, a firma di professionista abilitato, di conformita' del progetto precedentemente approvato ai disposti del presente allegato tecnico.
Le nuove indicazioni apportate all'allegato tecnico non hanno incidenza rispetto alle semplici domande di rinnovo.
Inoltre, le eventuali modifiche al dehors, ammissibili alla luce degli elementi ora introdotti, che non comportino sostanziali cambiamenti del progetto autorizzato, possono essere consentite dalla Commissione Tecnica previa semplice domanda da parte del concessionario.